Mostre a Torino – IN GIOCO. Arte e gioco dal Risorgimento a oggi

Nei secoli che la mostra attraversa — dal Risorgimento all’Italia contemporanea — il giocattolo ha svolto funzioni che la storia ha spesso trascurato: ha educato all’obbedienza e alla ribellione, ha trasmesso valori patriottici, ha consolato.

Una mostra che:

– mette in dialogo giochi storici e rari, bambole dell’Ottocento, reperti di antropologia criminale, libri animati, marionette, fotografie e opere di artisti contemporanei.

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“IN GIOCO”: puzzle risorgimentali, bambole Lenci e arte contemporanea per raccontare l’Italia attraverso il gioco

Il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano di Torino presenta,

  • dal 13 giugno al 5 ottobre 2026, IN GIOCO. Arte e gioco dal Risorgimento a oggi, mostra
  • a cura di Ermanno Tedeschi. Si tratta di un progetto espositivo interdisciplinare che affronta il gioco non come dimensione accessoria dell’esperienza umana, ma come uno dei suoi linguaggi fondamentali: dispositivo di formazione dell’identità, strumento di memoria, territorio di sperimentazione artistica.

Realizzata con il sostegno di Banca Patrimoni Sella & c., main sponsor, e della Camera di commercio di Torino, la mostra nasce dalla collaborazione con la Fondazione Tancredi di Barolo MUSLI – Museo della Scuola e del Libro per l’Infanzia e in particolare con il professor Pompeo Vagliani, con il Museo di Antropologia criminale Cesare Lombroso e il Museo di Anatomia umana Luigi Rolando dell’Università di Torino, con la Collezione Frediani di Lucca e con l’Archivio Storico della Città di Torino. IN GIOCO. Arte e gioco dal Risorgimento a oggi ha inoltre il  patrocinio della Città di Torino, della Regione Piemonte, del Consiglio Regionale del Piemonte e della Fondazione CRT. Reale Mutua, Fondazione Tancredi di Barolo-Musli e Quercetti sono i partner dell’esposizione. 

Giocare non è mai stato un semplice svago o un’attività ricreativa. Nei secoli che la mostra attraversa — dal Risorgimento all’Italia contemporanea — il giocattolo ha svolto funzioni che la storia ha spesso trascurato: ha educato all’obbedienza e alla ribellione, ha trasmesso valori patriottici, ha consolato. IN GIOCO. Arte e gioco dal Risorgimento a oggi  si propone di restituire al pubblico questa complessità attraverso un percorso  che

  • mette in dialogo giochi storici e rari, bambole dell’Ottocento, reperti di antropologia criminale, libri animati, marionette, fotografie e opere di artisti contemporanei. Una complessità che lo storico Johan Huizinga aveva intuito negli anni trenta del Novecento, quando in Homo Ludens sostenne che la cultura non nasce dalla ragione né dal lavoro, ma dal gioco  e che quando lo dimentica, si irrigidisce e si svuota.

Il progetto espositivo torinese nasce nell’ambito di Giocare a Regola d’Arte, iniziativa espositiva itinerante che ha già toccato Palermo, il MANN di Napoli, il MOMUC di Mondovì, Tokyo e Be’er Sheva. A Torino assume una forma nuova e più densa: la collocazione negli spazi del Museo Nazionale del Risorgimento Italiano consente di stabilire un dialogo inedito tra patrimonio storico e contemporaneità, rivelando quanto il gioco abbia partecipato attivamente alla costruzione dell’identità nazionale italiana.

“IN GIOCO. Arte e gioco dal Risorgimento a oggi è una mostra che esplora il gioco come atto fondativo dell’esperienza umana: un linguaggio universale che attraversa epoche, culture, generazioni e condizioni sociali. Il gioco è vita perché educa alla relazione, arte perché attiva immaginazione e creazione, è memoria perché custodisce storie, rituali e gesti del passato. Nel contesto italiano, in particolare tra la fine dell’Ottocento e il primo Novecento, il gioco assume un ruolo centrale nel processo di alfabetizzazione e di costruzione dell’identità nazionale. In un Paese ancora in larga parte analfabeta e privo di una produzione culturale diffusa, giocattoli, libri animati e giochi didattici diventano veicoli privilegiati per avvicinare bambini e famiglie alla scuola e all’Italia unita”, afferma Ermanno Tedeschi, curatore della mostra. 

E così i puzzle geografici raffigurano la penisola appena unificata; le tombole insegnano l’aritmetica; il gioco dell’oca diventa metafora del Risorgimento. A partire dalla Prima guerra mondiale, la produzione di giochi in Italia si lega ai carcerati e ai mutilati di guerra: l’oggetto ludico si trasforma in strumento di reinserimento, di dignità, di lavoro. Il gioco diventa così testimonianza concreta di una società che rielabora il trauma e ricostruisce il proprio tessuto civile.

 “Il gioco è una delle esperienze più universali e trasversali della vita umana, eppure la storia lo ha spesso trascurato come fonte di conoscenza. La mostra IN GIOCO. Arte e gioco dal Risorgimento ad oggi si propone di colmare questa lacuna, restituendo al giocattolo la dignità di documento storico e culturale. Gli oggetti in mostra testimoniano come il gioco abbia svolto un ruolo attivo nella formazione dell’identità nazionale italiana: strumento di educazione, di trasmissione di valori, di elaborazione del trauma collettivo. Il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano è la sede naturale per raccontare questa storia: una storia fatta di oggetti quotidiani e di aneddoti sorprendenti, che restituisce al pubblico una prospettiva nuova e inaspettata sul nostro passato comune”, dichiarano Luisa Papotti, Presidente del Museo Nazionale del Risorgimento Italiano e il Direttore, Alessandro Bollo.

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