Libro da leggere questa estate – Perché l’Occidente odia la Russia

L’Europa non deve tornare alle sue radici storiche, deve continuare ad essere dipendente dagli Stati Uniti.

Non deve ricordare di avere una propria cultura antica e non deve allontanarsi dall’egemonia culturale americana del post Seconda Guerra Mondiale.

Cina, Russia e Iran, sono Paesi che hanno un’autonomia economica per scegliere una via diversa dalla cultura americana; si tratta di

  • civiltà molto antiche che non accettano il soft-power americano.

Sono quindi Paesi che possono proporre all’Europa un rinascimento, culturale ed economico, ma questo non può piacere agli USA.

Le due guerre mondiali hanno fatto in modo che l’Impero della Grande Bretagna fosse trasferito negli Stati Uniti… nacque così una relazione speciale tra Gran Bretagna e USA; che  ne hanno copiato i gangli e i segreti del potere.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, il capitalismo si trasformò e si adattò ad un capitalismo che nascondeva la sua crudeltà mostrando un volto democratico…

Ma i lati oscuri c’erano, vedi: Vietnam, Afghanistan ecc…

La caduta del comunismo russo aiutò a dimostrare il volto più umano e democratico del capitalismo, ma oggi i consumi sono diminuiti,

  • il costo della vita è aumentato di molto, le paghe medie sono sempre più basse, il potere economico è sempre più accentrato.

Il continente europeo ha infatti mancato l’occasione storica per emanciparsi – abbracciando invece l’egemonia unipolare americana e l’ostilità.

“Crisi spirituale e storica dell’Europa e la sua colonizzazione – non solo economica e politica –  ma soprattutto culturale e psicologica”

Il filosofo tedesco Hauke Ritz ci presenta un’analisi approfondita e che ci dovrebbe fare pensare – a meno che non crediamo di essere una civiltà superiore – investita Dio come superiore a ogni altra civiltà; più intelligenti, più dotati in generale… rispetto a ogni altra civiltà.

Perché l’Occidente odia la Russia Hauke Ritz

«Un libro che disintossica dalla cieca russofobia che ci porta al disastro. E auspica tutt’altra Europa, con l’ottimismo della volontà». – Luciano Canfora

«Ritz ha fatto ciò che pochi pensatori occidentali osano fare: rintracciare le vere radici dell’irrazionale ostilità dell’Occidente nei confronti della Russia, ovvero la crisi spirituale e storica dell’Europa e la sua colonizzazione – non solo economica e politica, ma soprattutto culturale e psicologica – da parte degli Stati Uniti». – Emmanuel Todd

«Grazie al bellissimo libro di Ritz, sappiamo che l’Occidente provoca Mosca sin da quando ha allargato la NATO a Est, e che la russofobia acceca i soliti sospetti d’Europa». – Barbara Spinelli

«Con una scrittura scorrevole e con argomentazioni di largo respiro il libro di Ritz offre solidi argomenti culturali, storici e politici perché la discussione sui rapporti tra Europa, USA e Russia si svolga finalmente su basi scientifiche e documentate». – Carlo Galli

«Ritz ci porta a riflettere su un processo in corso da tempo, ma che oggi ci spaventa più che mai perché lo sentiamo vicino: la fine della cosiddetta civiltà europea e il nichilismo guerrafondaio che ne consegue». – Fabio Mini

Perché l’Occidente teme e odia così tanto la Russia?

Il filosofo tedesco Hauke Ritz parte da questa domanda cruciale per sviluppare un’acuta analisi del

  • rapporto conflittuale tra l’Occidente – inteso come entità politico-militare dominata dagli USA – e la Russia.

Con uno sguardo multidisciplinare che intreccia storia, filosofia e geopolitica, Ritz ricostruisce le radici culturali e ideologiche di questo antagonismo secolare, denunciando l’impoverimento dell’Europa, ridotta a periferia strategica degli Stati Uniti.

Dopo la fine della guerra fredda, il continente europeo ha infatti mancato l’occasione storica per emanciparsi, abbracciando invece l’egemonia unipolare americana e l’ostilità verso la Federazione Russa.

Secondo l’autore, tale atteggiamento deriva dall’alterità irriducibile del mondo russo rispetto all’identità occidentale, oltre che dal trauma che la Rivoluzione d’ottobre e l’Unione Sovietica hanno rappresentato per le classi dirigenti euro-atlantiche.

Un capitolo centrale è dedicato alla

  • “guerra fredda culturale”, condotta dagli Stati Uniti per orientare idee e valori in Europa (esempio: l’arte contemporanea): un intervento sistematico che ha contribuito a plasmare l’identità europea contemporanea e a consolidarne la dipendenza da Washington.

Ritz paragona la situazione attuale al conflitto Roma-Cartagine: l’Occidente non tollera la sopravvivenza di una civiltà concorrente.

  • Mosca, vista non come partner ma come nemico esistenziale, diventa lo specchio rimosso della civiltà europea.

Ne deriva una crisi profonda: culturale, geopolitica e civile.

Contro questa deriva, l’autore immagina una rinascita:

  • un’Europa capace di recuperare la propria identità storica e culturale, sottraendosi alla dipendenza dagli Stati Uniti,
  • superando la lunga “guerra civile europea” iniziata nel 1914 e
  • tornando a una relazione costruttiva e pacifica con la Russia.
  • Solo così, sostiene Ritz, sarà possibile invertire il declino e riconquistare una piena sovranità politica ed economica. Prefazione di Luciano Canfora.

Perché l’Occidente odia la Russia, Hauke Ritz, Fazi, pp. 336, 20 euro.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*