2.Flatform Movimenti di un tempo impossibile (Movements of an impossibile time), backstage, courtesy Raffaele Ingegno

Mostre a Milano – PAC – Sheila Hicks – Doris Salcedo e Platform

PAC PADIGLIONE D’ARTE CONTEMPORANEA

presenta

SHEILA HICKS, DORIS SALCEDO E FLATFORM
LA NUOVA PROGRAMMAZIONE ESPOSITIVA DEL PAC

2.Flatform
Movimenti di un tempo impossibile (Movements of an impossibile time), backstage,
courtesy Raffaele Ingegno

Tre grandi monografiche al PAC di Milano:

  • la prima retrospettiva italiana di Sheila Hicks,
  • la prima ampia personale in Italia di Doris Salcedo
  • e il progetto multidisciplinare di Flatform.

Tre mostre monografiche, tutte a cura di Diego Sileo, compongono la nuova programmazione del PAC Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano: la prima retrospettiva italiana dedicata a Sheila Hicks, la prima ampia personale in Italia di Doris Salcedo e una grande mostra di Flatform, collettivo artistico con sede a Milano.

Le mostre annunciate confermano il ruolo del PAC come unico spazio pubblico a Milano dedicato all’arte contemporanea, la sua vocazione internazionale e l’attenzione agli aspetti sociali e politici della nostra attualità.

La programmazione 2026-2027 tesse un filo invisibile ma solidissimo tra la consolidata monumentalità della scena internazionale e la ricerca sperimentale italiana.

Da un lato, Sheila Hicks e Doris Salcedo, due artiste che – pur avendo un linguaggio espressivo molto differente –

  • utilizzano la materia (la fibra tessile e l’oggetto quotidiano) per dare corpo a storie e memorie universali attraverso un impatto visivo radicale e al contempo emotivamente dirompente.

Dall’altro, il progetto dedicato a

  • Flatform si inserisce nel percorso di studio e analisi dell’arte contemporanea italiana che il PAC persegue da tempo, tracciando una linea di indagine dagli anni Novanta a oggi.

Sheila Hicks. Photo Cara McCarty.
SHEILA HICKS. IN THE THREAD OF LOVE
a cura di Diego Sileo
17 NOVEMBRE 2026 – 14 FEBBRAIO 2027

Con oltre 200 opere provenienti da collezioni internazionali, Sheila Hicks. In the Thread of Love è la prima retrospettiva italiana dedicata all’artista.

La mostra attraversa l’intera ricerca di Hicks, dalle opere più intime agli interventi di dimensione monumentale.

  • Per l’artista il filo non è soltanto materia, ma linguaggio: uno strumento capace di trasformare lo spazio e di dare forma a questioni legate all’identità, all’emarginazione, al sincretismo e al femminismo.

Materia, colore e tattilità diventano così elementi di una pratica radicale, attraverso la quale Hicks ha ridefinito le possibilità espressive del tessuto e costruito nuove forme di relazione tra l’opera, lo spazio e il pubblico.

DORIS SALCEDO
a cura di Diego Sileo
25 MARZO 2027 – 29 AGOSTO 2027

Attraverso una precisa e radicale trasformazione dei materiali quotidiani,

  • Doris Salcedo dà forma alle esperienze delle vittime della violenza politica, spesso anonime o dimenticate.

L’opera diventa uno spazio di testimonianza e di confronto con ciò che la memoria collettiva rischia di rimuovere. Al centro della sua ricerca sono il lutto, l’assenza e le conseguenze durature della violenza, affrontati in una dimensione insieme politica e universale.

La mostra, prima ampia personale dell’artista in Italia, restituisce la forza di una pratica nella quale la memoria e l’empatia si oppongono alla rimozione e all’oblio collettivo.

Flatform portrait
FLATFORM
a cura di Diego Sileo
NOVEMBRE 2027 – FEBBRAIO 2028

Chiude la programmazione la prima ampia mostra monografica dedicata da un’istituzione italiana a Flatform, collettivo artistico con sede a Milano.

L’esposizione riunisce

  • opere filmiche e
  • installative nelle quali il confine tra possibile e impossibile, movimento e immobilità, controllo e caso diventa materia dell’opera.

Flatform mette in discussione il modo in cui percepiamo il tempo, lo spazio e il paesaggio, costruendo immagini nelle quali l’equilibrio tra ciò che è previsto e ciò che accade genera una realtà instabile e continuamente trasformabile.

BIOGRAFIE
DORIS SALCEDO
Doris Salcedo è nata nel 1958 a Bogotá, in Colombia, dove vive e lavora tuttora. Ha studiato pittura e storia dell’arte all’Universidad de Bogotá Jorge Tadeo Lozano, poi scultura alla New York University. Nel 1985, è tornata in Colombia, intraprendendo numerosi viaggi di ricerca sul campo in tutto il Paese per incontrare i sopravvissuti e i parenti delle vittime di brutalità e violenza. La consapevolezza e la sensibilità che ne sono scaturite nei confronti dei temi della guerra, dell’alienazione, del dislocamento e del disorientamento hanno influenzato il suo lavoro da allora in poi. Le opere di Salcedo hanno ripetutamente catturato l’attenzione del grande pubblico. In Shibboleth, alla Tate Modern di Londra nel 2007, una profonda fessura nel pavimento attraversava per tutta la lunghezza la grande Turbine Hall, consentendo di sperimentare la segregazione sociale e l’esclusione in termini spaziali. All’8ª Biennale Internazionale di Istanbul del 2003, Salcedo ha presentato Untitled, impilando circa 1.500 sedie di legno per riempire uno spazio rimasto vuoto tra due edifici della città a seguito dell’espulsione di famiglie armene ed ebree. La sua opera più recente, Uprooted (2020–2022), che affronta il tema del cambiamento climatico e dei flussi migratori ad esso correlati, è stata recentemente insignita del Premio della 15ª Biennale di Sharjah. Doris Salcedo è anche vincitrice del primo Nomura Art Award e del Possehl Prize for International Art (entrambi nel 2019), del Rolf Schock per le arti visive (2017) e del Premio Nasher (2015). Le sue opere fanno parte delle collezioni di prestigiosi musei quali la Tate di Londra, il MoMA di New York e il Museum of Chicago.

SHEILA HICKS
Sheila Hicks è nata a Hastings, in Nebraska, e ha conseguito il Bachelor of Fine Arts (BFA) e il Master of Fine Arts (MFA) presso la Yale University. Tra il 1957 e il 1598 ha beneficiato di una borsa di studio Fulbright per dedicarsi alla pittura in Cile; è stato proprio durante il soggiorno in Sud America che ha sviluppato l’interesse per la lavorazione delle fibre. Dopo aver fondato laboratori in Messico, Cile e Sudafrica, e aver lavorato in Marocco e in India, oggi divide il suo tempo tra lo studio di Parigi e New York. Hicks ha esposto a livello internazionale in numerose mostre personali e collettive. Ha preso parte alla Biennale di Venezia nel 2017, alla Whitney Biennial di New York nel 2014 e alla Biennale di San Paolo in Brasile nel 2012. Tra le sue recenti mostre personali si annoverano Lignes de Vie al Centre Pompidou di Parigi nel 2018, Free Threads 1954-2017 al Museo Amparo in Messico, e Pêcher dans La Rivière presso la Alison Jacques Gallery di Londra (2013). La grande retrospettiva Sheila Hicks: 50 Years ha debuttato alla Addison Gallery of American Art, per poi fare tappa all’Institute of Contemporary Art di Philadelphia e al Mint Museum di Charlotte, in Carolina del Nord. Le opere di Hicks sono incluse nelle collezioni permanenti di prestigiose istituzioni, tra cui il Metropolitan Museum of Art e il MoMA (Museum of Modern Art) di New York; il Museum of Fine Arts di Boston; l’Art Institute of Chicago; il Victoria & Albert Museum di Londra; lo Stedelijk Museum di Amsterdam; il Centre Pompidou di Parigi; il National Museum of Modern Art di Tokyo; il Museo de Bellas Artes di Santiago. Ha inoltre tenuto mostre personali presso il Seoul Arts Center in Corea e l’Israel Museum di Gerusalemme.

FLATFORM
Flatform è un artista collettivo con base a Milano. Il lavoro di Flatform si muove lungo un’ideale linea di confine, quella del senso, che articola la differenza tra possibile e impossibile, tra movimento e posa. Punto focale del suo lavoro è l’equilibrio instabile entro controllo e caso, prevedibile e inatteso. Opere di Flatform sono state presentate in numerosi musei e istituzioni tra cui il Centre Pompidou di Parigi, Hirshhorn Museum di Washington, Wexner Center di Columbus, MAXXI di Roma, Fondazione Prada di Milano, EMPAC di Troy NY, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino, Argos di Bruxelles, Palazzo Grassi di Venezia, Haus der Kulturen der Welt di Berlino, PAC di Milano, Yerba Buena di San Francisco, Eye Filmmuseum di Amsterdam, Museu da Imagem e do Som di San Paolo. Film di Flatform sono stati invitati nei più importanti festival cinematografici tra i quali la Quinzaine des Realisateurs di Cannes, la Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, IFFR di Rotterdam, BFI Film Festival di Londra, LOOP di Barcellona, Festival du Nouveau Cinema di Montreal, Lo Schermo dell’Arte di Firenze, IFF di Melbourne. Vincitore dell’Italian Council nel 2019 e 2024, le sue opere sono state premiate in numerosi film festival e una di esse ha ottenuto la candidatura per la nomination agli Academy Awards nel 2021 per la categoria Documentary – short subject.

INFORMAZIONI
T 02 88446359
pacmilano.it
@pacmilano
via Palestro 14 – Milano

Orari:
martedì – domenica 10 – 19.30
giovedì 10–22:30

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