Guerra o pace? – Il nord – centro Europa si prepara alla guerra?

La pace è stata perseguita, con fiducia, per molti decenni dopo la Seconda Guerra Mondiale sia da est che da ovest; come dicevano le parole delle Nazioni Unite “vogliamo rimuovere il flagello della guerra”.

  • Kennedy e Chruščëv, si parlarono e risolsero la crisi di Cuba. 

La caduta del muro di Berlino aveva convinto tutti che ci sarebbe stata la pace per sempre; ai russi erano state date garanzie di non avanzamento della Nato sul suolo dell’ex Unione Sovietica.

Poi è arrivato l’11 settembre e molte cose hanno assunto un altro aspetto.

All’improvviso c’è stato un totale cambiamento di rotta, si è fatto dell’odio razziale uno stendardo da seguire, almeno per molti, cristiani e mussulmani che avevano convissuto in pace si sono trovati nemici.

  • Oggi riarmo e  guerra sono parole quotidiane e chi non condivide è già nemico. 

“la minaccia della Russia è reale”, lo ha detto l’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri, Kaja Kallas spiegando cosa tenere sempre pronto per correre in un rifugio;

  • occhiali, documenti in un sacco impermeabile,  torcia/fiammiferi/accendino.

Da Varsavia a Londra, i governi preparano eserciti, infrastrutture e protocolli d’emergenza.

I report indicano che i paesi del Nord Europa stiano rafforzando difesa, compresi veri metodi di reclutamento militare (la Germania lo fa, con scarso successo, attraverso la pubblicità), preparando infrastrutture e protocolli d’emergenza.

La posizione italiana spiegata dal giornale Il Foglio

Il Foglio, spiega che sarà molto difficile convincere le opinioni pubbliche italiane; “Se si mandasse nelle case degli italiani un libretto per prepararsi a un attacco, sul modello dei paesi nordici, cadrebbe il governo“.

Di fatto però, è quasi pronto il nuovo Piano di difesa nazionale, un documento “segreto”, coordinato tra i ministeri e le diverse autorità competenti come la Protezione civile che dipende dalla presidenza del Consiglio; lo scopo è preparare le autorità locali e i servizi in caso di “crisi” (guerra).

La Francia, ha moltiplicato le misure per la sua resistenza militare, civile e digitale in vista di un potenziale attacco della Russia e l’introduzione di un servizio militare volontario. Inoltre, sull’esempio dei paesi scandinavi, ha appena creato un manuale di sopravvivenza intitolato “Tous responsables”.

Il Regno Unito ha previsto che l’esercito passerà da 76.000 a 79.000 soldati e sarà creata una nuova guardia per le infrastrutture strategiche. Inoltre, sono previsti 15 miliardi di sterline per sviluppare nuove testate nucleari lanciate dai sottomarini.

Quest’estate 2026, i ragazzi polacchi sono andati in vacanza con l’esercito; tutto ben organizzato dallo stato, alla guerra ci si deve abituare da giovanissimi.

La Tv pubblica della Lituania ha diffuso l’“Ole Valmis” (che vuol dire: tieniti pronto) e un comunicato del Ministero degli Interni, dove si spiega come tener pronto un pacchetto di emergenza in caso di corsa verso i rifugi e come arrivarci, ma anche un piano de evacuazione dei civili in caso di attacco russo. Tre sono i punti di frontiera stabiliti per mettere in salvo la polazione civile verso la Polonia; direzine sud-ovest.

L’Estonia si è dichiarata pronta a chiudere i confini con la Russia in caso di mobilitazione generale indetta da Putin.

La Lettonia, dal febbraio 2022, ha deciso di reintrodurre la leva obbligatoria con un servizio di 11 mesi per uomini dai 18 ai 27 anni. Nelle scuole invece è già in atto il corso di difesa nazionale.  I cittadini sono già stati invitati a riconoscere i rifugi nelle vicinanze con un apposito manuale che è stato distribuito alla popolazione nel 2024, stampato in estone, russo, inglese e ucraino, per le popolzioni confinanti con L’Ucraina.  Anche i piani di evacuazione sono attivi.

La Finlandia è entrata nella Nato nel 2023 seguita da Svezia nel 2024.A gennaio 2024, il governo di Helsinki aveva già  pubblicato nuove linee guida nazionali per l’esecuzione delle evacuazioni della popolazione in caso di guerra.

In Svezia “la protezione della popolazione e della società”, sono pronte in caso di “crisi” per divenire priorità strategiche. Il governo ha speso 7,7 milioni di euro per ristrutturare 64 mila rifugi.

In Norvegia la chiesa luterana proprietaria dei cimiteri, è stata associata ad un’operazione di ampliamento dei medesimi; visto che hanno calcolato un ipotetico 5% di morti, in più in caso di guerra!

Zeliensky ha creato un guppo denominato “Carpazi otto”;  che comprende  tutti i Paesi toccati dalla catena montuosa dei Carpazi e vicini ai Paesi dell’Unione Europea (Austria, Romania,  Slovacchia, Ungheria, Serbia; ma il suo rappresentante si è dato ammalato alla riunione, Polonia, Repubblica Ceca), per offrire una maggiore collaborazione per la loro sicurezza, anche economica ed energetica.

Questo accordo “Carpazi otto”, secondo l’interpretazione russa rappresenta solo l’interesse di Zelensky di trovare magazzini all’estero per mettere in sicurezza soprattutto cibo. Ma qualcuno ha anche parlato di necessità di creare corridoi logistici per far confluire armamenti della Nato.

Il Ministro dell’Economia Ungherese ha annunciato che entro il 2027 si staccherà completamente dal gas russo.

Ursula von der Leyen, ha detto che i Paesi UE negl ultimi tempi, hanno pagato  90 milioni di euro in più per fonti energetiche alternative  a quelle russe, senza ricevere alcun quantitativo di gas liquefatto dopo il blocco di Hormutz.

Il rischio potrebbe essere una catastrofe energetica dell’Unione Europa per le sue acelte energetiche suicide e che

  • hanno solo avvantaggiato gli Stati Uniti che ora vendono a carissimo prezzo gas e petrolio.

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