MILANO | PALAZZO PIRELLI
10.000 ANNI DI FUTURO

PRESENTATA LA CANDIDATURA
DELLA VALLE CAMONICA
A CAPITALE ITALIANA DELLA CULTURA 2029

La candidatura della Valle Camonica a Capitale Italiana della Cultura 2029, trova nel claim 10.000 anni di futuro la propria sintesi, nasce dalla volontà di
- mettere in relazione la straordinaria eredità culturale del territorio con le sfide e le opportunità del presente.
Non si tratta soltanto di valorizzare ciò che la Valle ha ricevuto dalla propria storia, ma di fare della cultura uno strumento per generare nuove opportunità, rafforzare le comunità,
- attrarre competenze e investimenti e
- migliorare la qualità della vita di chi vive e lavora sul territorio.
La Valle Camonica ha voluto prendersi carico di questa sfida in un modo corale: tutti i suoi 40 comuni hanno scelto di presentarsi come una sola entità, una unica capitale diffusa, puntando sulla cultura come un elemento fondante e propositivo, capace di connettere luoghi, persone, competenze e progettualità.
“Sostenere e accompagnare la candidatura della Valcamonica a Capitale Italiana della Cultura 2029 – sottolinea Diego Invernici, Consigliere Regione Lombardia – è un impegno che ho assunto fin dal primo momento, portando la voce e le esigenze del nostro territorio al centro dell’agenda di Regione Lombardia. Attraverso l’interlocuzione costante con la Giunta e la presentazione della mia mozione in Consiglio regionale, abbiamo dato a questo percorso un’impostazione giuridica e amministrativa solida. Il progetto va oltre la promozione di un’area: stiamo accreditando un modello di sviluppo unico in Italia, dove 40 Comuni superano i confini individuali per presentarsi come un’unica comunità coesa. La nostra sfida dimostra che la cultura e l’identità montana sono motori concreti di economia, occupazione per i giovani e visione per il futuro dell’intero Paese”.
“In questi mesi abbiamo fatto insieme un percorso intenso – ha dichiarato Priscilla Ziliani, Assessore alla Cultura della Comunità Montana di Valle Camonica, che ha guidato e costruito la candidatura sul territorio – abbiamo incontrato associazioni, operatori culturali ed economici, forze politiche ed istituzionali, e tutto il territorio ha dimostrato un grande entusiasmo partecipando alla progettazione dei contenuti del dossier. Se l’energia è quella dimostrata finora, la Valle Camonica saprà essere all’altezza di questa sfida nazionale. Devo ringraziare Regione Lombardia, e tutti i consiglieri regionali bresciani che hanno fatto il tifo per noi e hanno dimostrato di saper costruire un’alleanza per il territorio. E un grazie speciale va agli amministratori locali della Valle, a tutti i Sindaci che stanno credendo e investendo nella cultura per il cambiamento delle loro comunità.
La candidatura della Valle Camonica affonda le proprie radici in un terreno fertile in cui una storia millenaria si accompagna a un patrimonio di eccezionale rilevanza. Qui si trova, infatti, l’Arte Rupestre della Valle Camonica, il primo sito italiano iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO, che proprio nel 2029 celebrerà i cinquant’anni dal riconoscimento.
Un’eredità che comprende parchi archeologici e testimonianze romane, castelli e arte sacra, borghi storici e memoria del lavoro, fino alle espressioni artistiche e culturali contemporanee.
Accanto a tanta ricchezza, la Valle Camonica custodisce una straordinaria varietà di paesaggi e ambienti naturali, riconosciuta anche come Riserva della Biosfera UNESCO Valle Camonica-Alto Sebino. Dal Lago d’Iseo all’Adamello, la Valle riunisce paesaggi e ambienti profondamente diversi e rappresenta oggi un osservatorio privilegiato sulle grandi trasformazioni del presente: dal cambiamento climatico alla mobilità e all’accessibilità, dal rapporto tra turismo e qualità dei luoghi alla necessità di garantire servizi e opportunità alle nuove generazioni.
La Valle Camonica è un territorio dove culture, paesaggi ed esperienze si incontrano: musei e parchi archeologici convivono con festival, teatro, musica e produzione contemporanea; borghi e tradizioni si intrecciano con cammini, ciclovie, escursionismo e sport di montagna; terme e benessere dialogano con una cultura gastronomica profondamente legata ai luoghi, alle produzioni e ai saperi delle comunità.
Per orientare la candidatura e offrire una lettura ampia e articolata delle sfide che il progetto intende affrontare, è stato istituito un Comitato Scientifico, composto da autorevoli esponenti del mondo accademico, culturale e della ricerca.
Il lavoro del Comitato prende le mosse da una domanda fondante tutto il progetto: come trasformare ciò che la Valle ha ricevuto in una nuova opportunità per le comunità e per il territorio?
La risposta è racchiusa nell’espressione “10.000 anni di futuro” che unisce la profondità della storia alla capacità di progettare ciò che ancora non esiste e restituisce alla cultura un ruolo concreto nella costruzione del domani.
Il 2029 non viene infatti concepito come un semplice anno di celebrazioni, ma come un momento capace di accelerare una trasformazione già avviata e destinata a proseguire nel tempo.
La candidatura si inserisce così in una più ampia stagione di investimenti negli àmbiti della cultura e nel patrimonio diffuso, nel recupero e nella riattivazione di spazi, nel miglioramento dell’accessibilità e nella rigenerazione di luoghi e centri storici, che diventeranno una rete destinata a produrre effetti, ben oltre il 2029.
Gli investimenti nelle infrastrutture culturali
In vista del 2029, la Valle Camonica si è assunta degli impegni precisi sul fronte delle infrastrutture, come l’apertura al pubblico del santuario megalitico di Pat a Ossimo, un sito straordinario e unico nel panorama europeo, o l’attivazione un programma di restauro e adeguamento degli spazi culturali, dove verranno realizzati i principali eventi e le iniziative del programma culturale di Valle Camonica Capitale, tra cui la Chiesa di Sant’Antonio a Breno, che ospita gli affreschi di Girolamo Romanino, il Castello Medievale di Cimbergo, l’immobile “Cittadella Cultura” di Capo di Ponte, sede del Centro Camuno di Studi Preistorici, o ancora la realizzazione di un programma di interventi diffusi per la valorizzazione culturale con l’apertura del nuovo museo dedicato all’artista camuna Franca Ghitti, a Darfo Boario Terme, la creazione a Ponte di Legno di un centro di documentazione sulla figura dello scultore e medaglista Ettore Calvelli, il collegamento mediante piattaforma accessibile tra il Castello medievale e il centro storico di Breno.
A questi si aggiungono gli interventi già programmati e finanziati dagli Enti locali del territorio, come la realizzazione, a Ceto, di un nuovo hub culturale e museale interattivo dedicato alla Valle dei Segni, a cura dello studio di architettura di Michele De Lucchi, o la creazione di un nuovo Visitor Centre a Capo di Ponte, con il riallestimento del Museo Nazionale della Preistoria (MuPre), o la costruzione, a Edolo, di un campus universitario a servizio degli studenti fuori sede ed internazionali dell’Università della Montana-UNIMONT.
Il programma culturale di Valle Camonica 2029
Il programma culturale nasce dall’ascolto del territorio e dalla volontà di accompagnarne i processi di innovazione. La sua costruzione è stata preceduta da mesi di confronto e progettazione partecipata, che hanno progressivamente coinvolto istituzioni, comuni, scuole e giovani, associazioni, terzo settore, imprese, operatori culturali, università e centri di ricerca.
Dai primi incontri sul territorio ai momenti pubblici di confronto, fino ai tavoli tematici che hanno riunito oltre 150 persone, le comunità sono state chiamate non soltanto a proporre iniziative, ma a interrogarsi sul cambiamento che il 2029 potrà generare e lasciare in eredità.
Ricerca, archeologia, scienza e tecnologie digitali diventano a loro volta strumenti per rileggere il patrimonio e sperimentare nuovi modi di conoscerlo, raccontarlo e renderlo accessibile. Il programma intreccia cultura e welfare, lavoro e creatività, ambiente e cambiamento climatico, attraverso progetti capaci di trasformare archivi, paesaggi sonori, pratiche produttive e patrimoni diffusi in nuove occasioni di conoscenza e partecipazione.
A unire questa piattaforma di sviluppo culturale è la vocazione della Valle Camonica a essere un territorio di incontro, capace di mettere in relazione il patrimonio culturale, l’ambiente naturale e le comunità che lo abitano.
Un ruolo particolare è affidato alle nuove generazioni. La Consulta dei Giovani, nata nel percorso di candidatura, è chiamata a partecipare attivamente anche alla realizzazione delle iniziative rivolte ai giovani: non semplici destinatari del programma, dunque, ma protagonisti nella costruzione della Valle di domani.
Il mondo delle imprese al lavoro per Valle Camonica Capitale
La candidatura coinvolge tutte le componenti del territorio. Il mondo economico partecipa attraverso un Comitato dei Sostenitori, che riunisce realtà rappresentative del sistema produttivo e associativo, tra cui Confindustria, Assocamuna, Confartigianato, SolCo Camunia, imprese, fondazioni bancarie e altri soggetti privati.
Su alcune delle questioni decisive per rendere concretamente possibile una Capitale diffusa sono inoltre già attivi tavoli tecnici dedicati. Il confronto sulla mobilità coinvolge gli operatori del trasporto, tra cui il sistema ferroviario FNM-Trenord, insieme agli attori territoriali, con l’obiettivo di rafforzare le connessioni tra la ferrovia Brescia-Iseo-Edolo, il trasporto locale, le valli laterali e i luoghi della cultura.
Sul fronte dell’accoglienza, operatori e stakeholder lavorano invece al rafforzamento di un modello di ospitalità diffuso, sostenibile e coerente con la dimensione del territorio.
La candidatura diventa così un’occasione per far dialogare mondi che normalmente operano su piani differenti: amministrazioni e comunità, cultura e impresa, università e ricerca, terzo settore, giovani, operatori turistici e della mobilità.
Non una rete costruita soltanto in vista del 2029, ma un sistema di relazioni che la candidatura intende consolidare nel tempo e lasciare come una delle sue eredità più concrete.
Sono intervenuti: Federico Romani, Presidente del Consiglio Regionale della Lombardia, Debora Massari, Assessore Turismo, Marketing territoriale e Moda Regione Lombardia, Francesca Caruso, Assessore alla Cultura Regione Lombardia, Diego Invernici, Consigliere Regione Lombardia, Priscilla Ziliani, Assessore alla Cultura della Comunità Montana della Valle Camonica, Ivan Markus, Presidente Fondazione Valle dei Segni, Sergio Bonomelli, Presidente del Gruppo Istituzionale di Coordinamento (GIC) per il sito UNESCO, Marco Valle, Fondazione Links.
“La candidatura della Valcamonica a Capitale Italiana della Cultura 2029 – afferma Debora Massari, Assessore Turismo, Marketing territoriale e Moda Regione Lombardia – è una grande opportunità per affermare il valore di una destinazione che ha nella propria identità il suo punto di forza. Quaranta Comuni che scelgono di presentarsi insieme costruiscono un progetto capace di mettere in rete un patrimonio unico e di trasformarlo in una proposta turistica competitiva durante tutto l’anno. Da bresciana conosco bene il valore di questa terra e credo che il 2029 possa rappresentare una tappa importante per consolidare la Valcamonica tra le grandi destinazioni lombarde, con una promozione capace di valorizzare paesaggio, cultura, accoglienza ed eccellenze locali. La sfida è fare in modo che questa candidatura lasci una prospettiva duratura alla Valle, rafforzando il turismo e creando nuove opportunità per le imprese e per chi sceglie di vivere e investire in questo territorio. È una sfida che Regione Lombardia vuole accompagnare con convinzione”.
“Regione Lombardia – dichiara Francesca Caruso, Assessore alla Cultura Regione Lombardia – crede in tutte le candidature lombarde a Capitale italiana della Cultura 2029 e segue con interesse quella della Valle Camonica. È una proposta che nasce da una storia incisa nella roccia, espressione di un’identità precisa, e si lega a un anniversario importante: i cinquant’anni dal primo riconoscimento Unesco assegnato a un sito italiano. Questa straordinaria eredità può tradursi in ricerca, lavoro e opportunità concrete per chi vive sul territorio. La candidatura di un’intera area permette di mettere in rete comunità diverse e immaginare una capitale senza periferie, nella quale ogni paese porta la propria voce e le proprie energie. La cultura lombarda, del resto, non abita soltanto nelle grandi città: vive anche nelle vallate, nei musei locali, nelle biblioteche e nei siti archeologici. La Regione accompagnerà questo percorso, convinta che il suo valore superi i confini locali e riguardi l’intero sistema culturale lombardo”.
“La candidatura – ricorda Ivan Markus, Presidente della Fondazione Valle dei Segni – è un banco di prova per la Valle Camonica e la sua capacità di mettere a sistema un lavoro che viene da lontano. La Fondazione Valle dei Segni, come soggetto gestore, porta in questo percorso un’esperienza concreta maturata in questi ultimi anni nella manutenzione e valorizzazione dei parchi d’Arte Rupestre, e nella costruzione di strumenti di programmazione degli interventi, come l’Osservatorio Valle Camonica. La sfida è fare un passo ulteriore: trasformare una capacità di cooperare costruita nel tempo in una governance strutturata, capace di dare forza e continuità ai processi di trasformazione”.
“Nel 2029 – evidenzia Sergio Bonomelli, Presidente del Gruppo di Coordinamento del sito UNESCO “Arte Rupestre di Valle Camonica” – ricorreranno i cinquant’anni da quando l’Arte Rupestre della Valle Camonica è stata iscritta nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, come primo sito italiano. Cinquant’anni sono un tempo importante, che ci permette di guardare alla storia di questo riconoscimento con consapevolezza e con un forte senso di appartenenza. Abbiamo il dovere di tenere vivo questo orgoglio, perché non riguarda soltanto il patrimonio che ci è stato consegnato dalle generazioni che ci hanno preceduto, ma il legame profondo che unisce quella storia alla comunità che ancora oggi la custodisce”.
Enti promotori
La candidatura della Valle Camonica a Capitale Italiana della Cultura 2029 è promossa dalla Comunità Montana di Valle Camonica, dal Gruppo Istituzionale di Coordinamento del sito UNESCO “Arte rupestre della Valle Camonica”, dalla Fondazione Valle dei Segni, col sostegno di Regione Lombardia – Assessorato alla Cultura, Gruppo FNM SpA |Ferrovie Nord SpA |Trenord srl, Fondazione CARIPLO, Consorzio Comuni BIM di Valle Camonica, Direzione Regionale Musei Lombardia, Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le provincie di Bergamo e Brescia.
Comitato scientifico
Emmanuel Anati, Archeologo e fondatore del Centro Camuno di Studi Preistorici; Carla Maria Bino, Professoressa associata presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore; Stefano Boccalini, Docente, artista e curatore; Elza Bontempi, Docente e ricercatrice presso l’Università degli Studi di Brescia; Paola Corna Pellegrini, Presidente di Winning Women Institute; Orietta Filippini, Direttrice della Fondazione Comunità Bresciana; Anna Giorgi, Delegata della Rettrice della Statale di Milano per le attività di valorizzazione del territorio montano; Marco Imperadori, Ordinario di Progettazione e Innovazione Tecnologica e Delegato del Rettore per l’Estremo Oriente – Politecnico di Milano; Iuri Moscardi, Dottore di ricerca in Letterature comparate, The Graduate Center – City University of New York (USA); Menico Rizzi, Rettore dell’Università del Piemonte Orientale; Giuseppe Romele, Atleta della Polisportiva Disabili Valle Camonica; Davide S. Sapienza, Scrittore, giornalista, promotore della pratica geopoetica; Pasquale Seddio, Docente e ricercatore presso l’Università del Piemonte Orientale; Roberto Tottoli, Rettore dell’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”; Marco Vitale, Economista; Virtus Zallot, Storica dell’arte e docente; Lino Zani, Alpinista, scrittore e noto conduttore televisivo.