Il Comune di Parabita – Lecce
nell’ambito del programma Parabita per il contemporaneo
presenta
IPOGEA #03
EX-POSTER
Della morte, dell’amore e di altri racconti
di Rä di Martino
A cura di Davide Giannella
Direzione artistica di Giovanni Lamorgese
Un progetto del Comune di Parabita
Da un’idea del Sindaco Stefano Prete

PRESENTAZIONE DELL’OPERA
Sabato 10 ottobre 2026
Talk di presentazione dell’opera e sua inaugurazione ufficiale, ore 18.00
Via Giovanni Vinci 6 | Parabita, Lecce
Nelle immediate vicinanze dell’opera
Sabato 10 ottobre 2026 Parabita presenta EX-POSTER. Della morte, dell’amore e di altri racconti, il nuovo intervento di Rä di Martino, a cura di Davide Giannella e con la direzione artistica di Giovanni Lamorgese, realizzato nell’ambito di Ipogea, progetto che assume il territorio come campo di ricerca e spazio di produzione artistica.
La giornata di sabato 10 ottobre, alle ore 18.00, in via Giovanni Vinci 6, nelle immediate vicinanze dell’opera, si terrà il talk pubblico dedicato alla genesi e ai temi di EX-POSTER. Della morte, dell’amore e di altri racconti.
In concomitanza, a Palazzo Ferrari, dal 9 al 25 ottobre 2026, viene allestita la mostra che
- racconta il processo progettuale e produttivo dell’iniziativa, rendendo visibili materiali, scarti di lavorazione, semilavorati e tecniche che hanno portato alla realizzazione dei manufatti.
Concepita per lo spazio pubblico,
- l’opera intreccia storia, memoria collettiva e immaginario cinematografico, mettendo in relazione luoghi e tempi differenti.
- Un video HD installato sulla facciata del Cineteatro Moderno diventa i
- punto d’incontro tra archivi, tracce archeologiche e narrazioni possibili, restituendo alla città un nuovo dispositivo di visione.
La ricerca di Rä di Martino nasce dal dialogo tra due patrimoni di Parabita:
- il Museo del Manifesto di Rocco Coronese, con il suo straordinario archivio di locandine cinematografiche, e
- la Grotta delle Veneri, uno dei luoghi più antichi della memoria del territorio, sito archeologico che conserva testimonianze della presenza umana risalenti al
- Paleolitico.
A connettere queste due dimensioni è
- il cinema, inteso come macchina narrativa capace di attraversare epoche, tradurre le memorie e proiettare nuovi mondi.
Le locandine conservate nell’archivio vengono reinterpretate dall’artista e poste in relazione con
- immagini entrate nella storia del cinema e con
- manifesti creati per film mai realizzati.
Prende forma così un archivio immaginario: una possibile filmografia di Parabita nella quale documenti, reminiscenze e invenzioni convivono, rendendo mobile il confine tra memoria e finzione.
Tra le storie evocate dall’opera emerge quella dei due scheletri rinvenuti nella Grotta delle Veneri, conosciuti come gli “amanti” o gli “innamorati” per la posizione assunta nella sepoltura. L’interpretazione sentimentale di questa presenza non costituisce un dato scientificamente accertato, ma appartiene alla forza generativa del racconto: una traccia reale diventa l’origine di una storia capace di attraversare il tempo e di accendere l’immaginazione di generazioni diverse.
Da questa forte suggestione, EX-POSTER. Della morte, dell’amore e di altri racconti costruisce un racconto che unisce il Paleolitico, la storia delle sale cinematografiche e la proiezione di futuri possibili. La scoperta archeologica e la costruzione fantastica, la memoria personale e quella condivisa, compongono una sequenza aperta, affidata allo sguardo di chi attraversa lo spazio urbano.
La collocazione dell’opera è parte essenziale del progetto.
- Il video occupa infatti la nicchia della facciata del Cineteatro Moderno un tempo destinata alle locandine.
Chiuso da diversi anni e oggi interessato da
- un intervento di restauro che lo trasformerà in un centro culturale polifunzionale, il Cineteatro torna così ad accogliere immagini e racconti. Il luogo conserva la memoria della propria funzione e la rinnova attraverso un’opera contemporanea, accessibile alla comunità e pienamente inserita nella vita della città.
Il video, le locandine, l’archivio e le storie legate alla Grotta delle Veneri confluiscono in un unico dispositivo narrativo. Lo spazio pubblico diventa il luogo nel quale Parabita può tornare a raccontarsi, generando nuove immagini a partire dalle proprie tracce, dai propri patrimoni e dalla capacità di immaginare ciò che ancora non esiste.
L’intervento interpreta la prospettiva di Ipogea, attivando una circolazione tra memorie, luoghi e immaginari e contribuendo a restituire allo spazio urbano una funzione culturale e collettiva. Il territorio si presenta così come un archivio vivo: una materia da osservare, interrogare e trasformare continuamente attraverso l’arte.
In contemporanea alle attività di Parabita per il contemporaneo, prende vita anche BEYOND THE WALL. Indizi dell’ordinario, progetto a cura di Porzia Bergamasco e Ilaria Bona, su invito del Sindaco Stefano Prete, che esplora il ruolo del design nella costruzione della città contemporanea.
Il primo appuntamento del progetto coinvolge Andrea Mancuso, Giacomo Moor e Studio Gisto, chiamati a interpretare gli spazi quotidiani di Parabita attraverso tre interventi permanenti, progettati in dialogo con sei artigiani del territorio: i fabbri Antonio Giaffreda, Antonio e Fedele Marra, l’ebanista Carlo Nicoletti, l’artigiano del marmo e della pietra Giuseppe Calò e l’azienda di luminarie Parisi 1876. Il risultato è un insieme di arredi urbani pensati per entrare nella vita della città e trasformare luoghi di attraversamento in spazi di sosta, incontro e relazione.
I tre interventi – tre tavoli e sette sedute in pietra, un sistema di tavoli e sedute in alluminio per interni ed esterni, completato da una panchina in alluminio e legno, e una luminaria permanente in ferro – sono collocati nel Parco comunale Aldo Moro e nel centro storico. La loro installazione viene svelata il 9 ottobre 2026 alle ore 18.30 attraverso una passeggiata pubblica.
Un progetto del Comune di Parabita Progetto grafico di Walter Santomauro
Partner di comunicazione PCM Studio di Paola C. Manfredi
A cura di Davide Giannella
Con la direzione artistica di Giovanni Lamorgese
Parabita per il contemporaneo
Parabita per il contemporaneo è il programma promosso dal Comune di Parabita, nato nel 2024 da un’idea del Sindaco Stefano Prete e sotto la direzione artistica di Giovanni Lamorgese, con l’obiettivo di restituire centralità culturale, simbolica e civile al territorio attraverso il linguaggio dell’arte contemporanea. Il progetto interpreta l’arte pubblica come strumento di conoscenza, partecipazione e valorizzazione del patrimonio, mettendo in relazione artisti, comunità e luoghi della città e trasformando le stratificazioni storiche e culturali di Parabita in occasioni di confronto sul presente.
Il programma ha preso avvio con Votiva, che, attraverso la riattivazione delle storiche edicole votive, ha dato vita a una collezione permanente e diffusa, coinvolgendo alcuni dei nomi più rilevanti della scena artistica italiana e internazionale: Francesco Arena, Chiara Camoni, Ludovica Carbotta, Claire Fontaine, Gianni Dessì, ektor garcia, Helena Hladilová, Felice Levini, Claudia Losi, K.R.M. Mooney, Liliana Moro, Adrian Paci, Mimmo Paladino, Luigi Presicce, Michelangelo Pistoletto e Namsal Siedlecki.
Dal 2025 Votiva si affianca a Ipogea, il percorso dedicato al patrimonio sotterraneo di Parabita, agli antichi frantoi ipogei, alle cavità e alle architetture scavate nella pietra. Il progetto si è aperto con La Grotta di Francesco Arena e si è ampliato nel 2026 con L’uomo che cammina all’indietro di Rossella Biscotti.
Con Votiva e Ipogea, Parabita per il contemporaneo costruisce un percorso permanente di arte pubblica che attraversa la città, mettendo in relazione ciò che è visibile con ciò che è nascosto, la superficie con il sottosuolo, il patrimonio materiale e immateriale con la contemporaneità. Una progettualità in continua evoluzione, destinata a crescere nel tempo attraverso nuovi interventi artistici e nuove occasioni di incontro tra arte, territorio e comunità.
Biografia dell’artista | Rä di Martino
Rä di Martino (Roma, 1975) vive e lavora a Roma. Ha studiato al Chelsea College of Arts e alla Slade School of Art di Londra, prima di trasferirsi a New York, dove ha vissuto dal 2005 al 2010. La sua ricerca attraversa fotografia, video, cinema e installazione, concentrandosi sul rapporto tra immaginario, memoria e narrazione e sulle discrepanze tra le grandi costruzioni del racconto e l’esperienza individuale. Il suo lavoro mette spesso in discussione il confine tra realtà e finzione, intervenendo su immagini, archivi e forme della cultura popolare per riattivarne significati e possibilità narrative.
Le sue opere sono state presentate in istituzioni internazionali tra cui Tate Modern, MoMA PS1, MCA Chicago, Palazzo Grassi, Museion, Magasin e Artists Space, e in manifestazioni quali Manifesta, Biennale di Busan e Transmediale. Nel 2014 ha presentato alla Mostra del Cinema di Venezia The Show MAS Go On, ottenendo il Premio Gillo Pontecorvo e il Premio SIAE. Nel 2018 il suo primo lungometraggio, Controfigura, è stato presentato alla Mostra di Venezia. Tra i progetti più recenti figurano Play It Again al Forte Belvedere di Firenze e Kant Can’t alla Fondazione Giuliani di Roma.