A Torino il 13 ottobre il Nobel per la fisica Parisi – 250 anni di Avogadro

l Nobel Parisi all’Accademia delle Scienze per i 250 anni di Avogadro
Martedì 13 ottobre a Torino un convegno sullo scienziato piemontese in collaborazione con l’Università del Piemonte Orientale

Giorgio Parisi, premio Nobel per la Fisica 2021 apre domani, martedì 13 ottobre, il convegno con cui l’Accademia delle Scienze di Torino celebra la nascita di Amedeo Avogadro.

Parisi racconterà una delle grandi imprese collettive della fisica: la caccia al numero di Avogadro, dagli esordi della teoria cinetica dei gas alle misure dei primi del Novecento.

Una storia in cui esperimento e teoria procedono intrecciati.

Prima le stime delle dimensioni degli atomi, con Loschmidt, Maxwell, van der Waals, Rayleigh e Agnes Pockels.

Poi la misura diretta: Planck ricava il numero dalla radiazione di corpo nero, Einstein dalla viscosità delle soluzioni e dal moto browniano, Rutherford e Geiger contando le particelle alfa, Perrin con la sedimentazione, Millikan con la goccia d’olio.

Metodi indipendenti che convergono sullo stesso valore con un margine del dieci per cento. È questa convergenza dissipare «ogni dubbio residuo sulla realtà degli atomi».

Il convegno, dalle 9.30 alle 17.30 in collaborazione con l’Università del Piemonte Orientale, riporta Avogadro nell’istituzione di cui fu socio.

E racconta la storia di un’idea arrivata troppo presto. Nel 1811 il professore di Fisica di Vercelli scrisse che volumi uguali di gas diversi, alla stessa pressione e temperatura, contengono lo stesso numero di molecole. Per mezzo secolo quasi nessuno lo prese sul serio.

Contro l’autorità di John Dalton, Avogadro distinse con chiarezza tra atomo e molecola.

I cristallografi accolsero quella distinzione, la maggior parte di chimici e fisici no.

Servì il primo Congresso internazionale di chimica di Karlsruhe, nel 1860, perché Stanislao Cannizzaro, di cui ricorre quest’anno il bicentenario della nascita, facesse prevalere le sue tesi.

Avogadro era morto quattro anni prima.

Oggi la costante che porta il suo nome è una delle costanti fondamentali su cui si fonda il Sistema internazionale delle unità di misura.

Accanto alla scienza, la giornata racconta l’uomo e il suo tempo:

  • il Piemonte tra fine Settecento e Restaurazione,
  • gli anni di insegnamento a Vercelli,
  • la formazione giuridica e
  • l’interesse per i brevetti.
  • In chiusura, uno sguardo al futuro della costante con l’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica

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