In Italia, negli ultimi decenni si è parlato molto del lasciare fare ai figli quello per cui si sentivano più portati; ottima e sana idea, ma in molti non hanno tenuto conto della realtà delle cose.
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Solo ora, si vedono gli effetti negativi. A questa società, piaccia o no, servono soprattutto scienziati, matematici, ingegneri, informatici, elettricisti, idraulici e mille altri lavori specializzati di nicchia, ma assai redditizi.
Purtroppo, negli ultimi decenni, si è anche ridotta o annullata, la possibilità per tutti, di mandare un figlio a studiare all’università. Tutto ormai dipende dalle condizioni economiche della famiglia, e dal basso livello di preparazione scolastica di molte scuole; che non portano alle conoscenze sufficienti per accedere a studi superiori.
Al momento, c’è grande richiesta di lavori come camerieri (soprattutto stagionali), muratori e molto altro, ma a salari davvero bassissimi.
C’è posto anche per chi ha studiato lettere, ma con indirizzi e aperture mentali di interdisciplinarietà; argomento per anni ignorato.
Le riflessioni sul lavoro realmente disponibile, sono state marginalizzate, troppo poco discusse, ma sono importantissime.
Se vogliamo indirizzare bene figli, nipoti e noi stessi, per garantirci buoni guadagni in futuro; queste sono e saranno le regole del mercato. Chi le ignora, paga personalmente con disoccupazione e stipendi da fame. Non sto parlando di giusto o sbagliato, ma di come questa nostra civiltà è stata programmata; salvo imprevisti, come una guerra mondiale, che tutti deprechiamo.
Non si tratta di essere pessimisti, si tratta, per esempio, di guardare il DVD allegato al numero di gennaio 2018 del National Geographic (quindi di ben 7 anni fa) e poi si può discutere su cosa ci aspetta nel futuro.
Rimarranno, per ora, solo i lavori altamente qualificati e creativi (ingegneri, programmatori, stilisti, scrittori) e quelli che richiedono scarse competenze, ma non possono essere delocalizzati o affidati a una app o a un robot (dagli spazzini, ai barbieri, dalle badanti ai camerieri; alcuni con stipendi bassissimi). Questi ultimi, con conseguenze sulle retribuzioni poco piacevoli, visto che crescerà la competizione e aumenterà in modo esponenziale la popolazione che cerca lavoro.
Nel XIX secolo, i lavoratori sono stati tolti dal settore agricolo per inserirli nell’industria, nella seconda metà del XX secolo si è iniziato a spingere i lavoratori dalle fabbriche ai lavori sottopagati come camerieri ecc… o addetti ai computer, ora le macchine/robot sono arrivate nel settore impiegatizio.
Sono sempre più numerose le aziende che preferiscono rivolgersi a freelance per contratti brevi, quando ne sorge la necessità, anziché assumere personale fisso.
In futuro:
-Il personale militare di prima linea sarà rimpiazzato dai robot
-gli operatori di banche private e i gestori di ricchezze saranno sostituiti da algoritmi
-i consulenti avvocati, contabili, ragionieri ed ingegneri saranno sostituiti dall’intelligenza artificiale.
A sparire saranno quindi i colletti bianchi.
Il World Economic Forum prevede, con l’introduzione delle nuove tecnologie, un bilancio in diminuzione per i posti di lavoro.
Il vero nocciolo della questione è che, e nessuno ne parla in questi termini realistici, è vero che si creeranno sempre nuovi posti di lavoro con diverse specializzazioni, ma il totale degli occupati continuerà a diminuire; drasticamente, più di quanto siamo pronti a pensare.
————– FOTO DI COPERTINA: Grazia Seregni Copyright© All rights reserved