Tutti, abbiamo tanto da imparare se leggessimo o ri-leggessimo il libro Elogio della follia, di Erasmo da Rotterdam.
Chi fu Erasmo da Rotterdam ?
E’ stato definito: “… di statura gigantesca nel lavoro intellettuale, ingegno preciso e brillante, viaggiatore infaticabile (soprattutto in Italia e Inghilterra) di spirito libero e senza partito”.
Erasmo nacque a Rotterdam, nel 1466 o 1469 e morì a Basilea nel 1536; fu teologo, umanista, filosofo.
Per tutta la sua vita cercò di sintetizzare armoniosamente i contrasti, sia religiosi che politici o comunque il contrasto in genere, con spirito di umanità.
Goethe gli fu simile nel rifuggire dagli estremismi e nella ricerca di una conciliazione, considerata quest’ultima, come più umana rispetto ai disastri causati dalle soluzioni bellicose e aggressive.
La guerra era per Erasmo da Rotterdam il modo più grossolano e violento per risolvere i conflitti;
- una sconfitta per la ragione,
- una vittoria per l’uomo che si compiace di esibire i suoi più bassi istinti.
Esiste una guerra giusta ?
Due risposte opposte le abbiamo da due pensatori del Rinascimento nati entrambi nel 1469 :
Erasmo da Rotterdam e Nicolò Macchiavelli
I due pensatori posero fine alla teoria cristiana del ” Bellum justum ” allora dominante; vedi le “giuste guerre ” dei Crociati. Nessuno, sino ad allora, avrebbe osato mettere in dubbio la certezza che i Crociati erano dalla parte della ragione e i Turchi, che pure consideravano Gerusalemme loro città sacra, erano nell’errore.
Erasmo fu un raffinatissimo umanista; disgustato dalla politica e rifuggente da ogni estremismo.
Macchiavelli fu un politico; segretario della Seconda Cancelleria della Repubblica Fiorentina.
Dopo Erasmo e Macchiavelli le guerre diventano “necessarie”; infatti tutti i belligeranti giustificano in modo perentorio di combattere una guerra necessaria per … salvare l’unica vera religione (ognuno ritiene vera la propria) … salvare la democrazia o salvarci da veleni chimici inesistenti … (vedi l’intervento USA in Vietnam o in Iraq o la guerra in Afghanistan; interventi definiti giusti per salvare la democrazia …poi sappiamo tutti come sono finite queste guerre e le successive conseguenze ).
Erasmo, nel suo libro De bello Turcis inferendo (Infierendo sulla guerra contro i Turchi), si interrogava su come evitare che una guerra necessaria ci togliesse l’ultima sensibilità umana rimasta. .
A Macchiavelli invece, non sta a cuore la giustizia, ma la necessità; ” La guerra è giusta per chi è necessaria e pie sono le armi per chi non ha speranza se non nelle armi ” (citazione di Macchiavelli delle parole di Livio).
Erasmo dice della guerra: ” Chi ama la guerra non l’ha vista in faccia “.
Per Macchiavelli, la guerra non è un atto di barbarie o anticristiano (Gesù ha sempre predicato la pace), ma un’arte intesa come produzione di un oggetto o una tecnica letali, per sconfiggere il nemico.
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LIBRI PER APPROFONDIRE
Esiste una guerra giusta? 13 punti di vista su interventismo e pacifismo
Numerosi gli autori, storici e filosofi di chiara fama, a confronto secondo i loro punti di vista.
Il libro raccoglie tutti i loro scritti sull’argomento.
Esiste una guerra giusta? 13 punti di vista su interventismo e pacifismo, UTET, pp. 176, 18 euro.
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Vita di Erasmo da Rotterdam
Sullo sfondo di un’epoca inquieta e tumultuosa, emerge la figura di Erasmo, il filosofo e umanista olandese nato a Rotterdam nel 1466, autore del celebre Elogio della follia e
- fra i massimi ispiratori del pensiero moderno. Stefan Zweig lo mostra debole nel fisico e nei nervi, ma soprattutto
- di statura gigantesca nel lavoro intellettuale:
- ingegno preciso e brillante, viaggiatore infaticabile (soprattutto in Italia e Inghilterra),
- spirito libero e senza partito.
Mente di vasto sapere, ma anche cuore leale e benevolo, Erasmo è stato filologo, teologo e pedagogo.
- Ha amato intensamente la poesia e la filosofia, i libri e le opere d’arte, i linguaggi e i popoli,
- confidando nel progresso dell’umanità
- in virtù della ragione e della cultura.
Uomo del silenzio e dello studio indefesso, non ha veramente odiato in terra che una sola cosa, come offesa e antitesi della ragione:
- il fanatismo, “spirito maligno” distruttore della concordia, “bastardo fra spirito e forza bruta”.
E per questo motivo
- ha avuto come antagonista naturale il rivoluzionario Martin Lutero,
- uomo d’azione
- la cui colpa maggiore è di avere distrutto l’unità della cultura europea. Irriducibile a qualsiasi professione di fede religiosa o politica,
Erasmo finì con l’essere avversato da tutti, cattolici e protestanti,
- prefigurando così le guerre dell’età contemporanea, in cui l’antica atrocità della violenza si unisce all’odio per la libertà di pensiero.
Vita di Erasmo da Rotterdam, Stefan Zweig, Bompiani, 144pp. 11 euro.
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