Libri ” sotto l’ombrellone ” per riflettere – Narrare l’Italia

“Un gran bel libro!”

Le Repubbliche Marinare, inaugurarono le grandi navigazioni, i commerci intercontinentali, senza divenire imperi e sottomettere nazioni; come fecero poi Portogallo, Spagna, Olanda e Inghilterra, ma anche l’Italia, concludendo questa avventura con una disatrosa sconfitta, alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Ma questi sono tempi moderni, il libro “Narrare l’Italia”, esalta i pregi dell’Italia a partire dall’anno Mille sino al Rinascimento; poi siamo vissuti “di rendita”; più o meno bene.

Guido d’Arezzo (990-1050) donò al mondo intero, e gratuitamente, la notazione musicale che rende visibili altezze e rapporti tra le note; oggi ancora usata universalmente.

[un libro]”… insolitamente chiaro e lucido…”

“…dalla letteratura italiana alla storia (antica e moderna), dalla cultura alla sociologia, passando per temi come il nazionalismo, Dante, Giotto, le grandi città, rimpiangendo i giorni di gloria del Rinascimento, …”

Suggerisco raramente libri che abbiano vinto un premio; perché chi ha letto e legge molto la migliore letteratura internazionale, sa che molti premi vengono assegnati per motivi che non hanno a che fare con il vero “buon scrivere”, ma solo perché rappresentano quello che più piace leggere, o si vuole che si legga.

Narrare l’Italia. Dal vertice del mondo al Novecento

di Luigi Zoja

Libro finalista del Premio Strega Saggistica 2025

«Questo libro, ampio e davvero godibile, è il risultato di un’eccezionale sapienza. Il lettore vi troverà collegamenti che non sospettava, dalla letteratura italiana alla storia (antica e moderna), dalla cultura alla sociologia, passando per temi come il nazionalismo, Dante, Giotto, le grandi città, rimpiangendo i giorni di gloria del Rinascimento, quando “gli italiani sono passati da attori a spettatori” ammirati da molti (Byron, Dickens), per giungere fino al Risorgimento e ai giorni bui del fascismo. È il frutto di anni di ricerca e di lavoro, oltre che di una conoscenza professionale della psicologia analitica. È anche insolitamente chiaro e lucido, cosa che non sempre si trova nei testi degli intellettuali italiani.» – Donald Sassoon

«Zoja è uno dei pochi autentici pensatori italiani contemporanei.» – Antonio Scurati

Le caratteristiche di un territorio e degli abitanti che lo abitano sono difficili da definire.

Che cosa siano gli italiani e l’Italia è una domanda alla quale in

  • molti hanno provato a rispondere: Dante, Petrarca, Guicciardini, Leopardi. Fino a Giulio Bollati, che a lungo ragionò sul carattere distintivo degli italiani.

A cimentarsi con questo tema è ora Luigi Zoja, con un progetto originale e a lungo meditato.

L’autore attinge

  • da storia, arte e letteratura, ma anche dalla psicoanalisi, tracciando la lunga storia del nostro Paese,
  • dal Medioevo ai giorni nostri, attraverso l’autorappresentazione di chi lo ha abitato: una narrazione collettiva che influenza l’intera società e il suo ruolo nel mondo.

Le nazioni sono in buona parte un prodotto dell’immaginazione, ma l’Italia lo è molto più delle altre, essendo il punto d’arrivo anche di una enorme quantità di fantasie non italiane.

  • A partire dal Rinascimento, infatti, le classi colte d’Europa completavano la loro educazione con un viaggio in Italia, sebbene
  • più per conoscerne le antichità che gli abitanti reali.

In questo saggio straordinario Luigi Zoja traccia una parabola, che vede una crescita evidente dal Medioevo fino al suo apice,

  • il Rinascimento: qui le arti, ma anche la ricchezza materiale, hanno superato qualunque paese dell’Occidente.

L’Italia dei mille comuni, divisa e militarmente debole era giunta al «vertice» del mondo.

Da lì si è avuto un inesorabile ripiegamento, e si è pian piano sedimentata l’idea potente di nazione unita e di una grandezza passata da riconquistare, mentre quasi ogni primato lasciava la Penisola.

L’idea di Italia ha così conosciuto un lento declino, compensato da una

  • narrazione inconscia sempre più bellicosa, retorica e vuota, fino al mito fascista della rinascita dell’impero.

Significativamente, è

  • solo dopo il 1945 che l’Italia torna davvero a un vertice creativo: con il cinema, che restituisce centralità agli antieroi, a quegli umili che già il Rinascimento aveva celebrato.
  • Ma la narrazione nostalgica di un supposto grandioso passato imperiale non ci ha mai abbandonati del tutto e ancora risuona nell’inconscio collettivo degli italiani.

Narrare l’Italia, Luigi Zoja, pubblicato da Bollati Boringhieri, 576 pp.,  26 euro.

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