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OGGI ALLE ORE 17.00 LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO
“GIO PONTI. ARREDI VIVI. IL RESTAURO”
IN ARCHIVIO ANTICO DELL’UNIVERSITÀ DI PADOVA

Oggi, lunedì 13 ottobre alle ore 17.00 in Archivio antico di Palazzo del Bo, via VIII febbraio 2 a Padova, verrà presentato il libro “Gio Ponti. Arredi vivi. Il restauro” edito da Padova University Press a cura di Giuseppe Olivi e Marta Nezzo.

Il libro racconta il restauro degli
- arredi progettati da Gio Ponti per la sede del rettorato dell’Università di Padova a partire dal 1934.
L’architetto curò gli ambienti
- in ogni dettaglio, con meticolosa attenzione e raffinata eleganza.
I mobili ancora oggi in uso, sono i
- capolavori meglio conservati tra le numerose opere realizzate dall’architetto e designer milanese in tutto il mondo.
- Il restauro filologico ha tenuto conto di disegni, schizzi, capitolati conservati nell’Archivio storico dell’Ateneo e recuperato il gusto giocoso del colore esteso a tutto il mobilio, alle porte e alle loro maniglie, alle pareti dipinte, ai pavimenti.
La complessità dell’intervento per riflessione critica, metodologia, diversità di oggetti si pone come modello per un recupero di opere del Novecento anche in altri contesti.
Nel corso della stagione di lavori edilizi che hanno interessato l’Università di Padova durante il rettorato di Carlo Anti,
- l’architetto e designer milanese Gio Ponti fu incaricato dell’ideazione degli arredi destinati a Palazzo Bo e Palazzo Liviano.
Tavoli, scrivanie, sedute (sedie, poltrone, divani), tavolini, armadi, scaffali, come anche le porte e i pavimenti, vennero tutti realizzati, nel corso di pochi anni, da
- ditte locali (tra le altre Scanferla, Bedin, De Polo) sulla base dei
- disegni realizzati da Ponti appositamente per l’Università.
A Palazzo Bo gli arredi erano destinati all’allestimento del piano nobile di Palazzo Bo: il Rettorato con lo Studio del Rettore e la Galleria, le sale di riunione e rappresentanza (Sala della Nave, Sala del Consiglio), la Basilica, la Sala dei Quaranta e, in Aula Magna, il fondale con i seggi d’onore e le gradinate laterali con le poltrone per gli ospiti; le quattro sale di laurea (Giurisprudenza, Medicina, Lettere e Filosofia); le sale di ritrovo per studenti e studentesse sul Cortile Nuovo.
In Rettorato, in particolare,
- il Rettore chiese a Ponti di realizzare il Circolo dei professori, ossia una serie di ambienti destinati “abitualmente da luogo di riposo da lezione a lezione, da ritrovo abituale nelle prime ore pomeridiane e dopo cena, da
- punto d’appoggio pomeridiano delle signore dei professori (a Padova non esiste una sala da tè possibile per una signora).
Inoltre deve essere l’ambiente dove
– i singoli professori o l’Università come ente potranno esercitare una ospitalità veramente intima e calda” (Carlo Anti a Gio Ponti, 27 gennaio 1937).
Il Circolo è costituito da salotto, sala del caminetto, sala da pranzo e cucina.
L’Archivio Storico dell’Università di Padova, fondo Consorzi, conserva tutti i disegni originali Ponti degli arredi (con preziose annotazioni su finiture e colori, questi ultimi non altrimenti apprezzabili) nonché i carteggi tra il rettore Anti, l’architetto e le ditte incaricate della realizzazione degli arredi.
L’esclusività dei disegni realizzati appositamente per il cantiere dell’Università di Padova, unitamente alla armonica integrazione degli arredi con l’apparato decorativo dei due palazzi, che si deve pure alla regia di Ponti, fanno oggi di Palazzo Bo e Palazzo Liviano una preziosa e rara testimonianza del genio creativo dell’architetto milanese.
Sono stati 500 gli “oggetti” restaurati: l’intero rivestimento ligneo dell’Aula Magna (boiserie, gradinate e podio Aula Magna, comprensiva del parapetto con seduta ottocentesco), i pavimenti lignei di sei ambienti, il corrimano della Scala del Sapere, poltrone, panche, sedie, divani, tavoli, tavolini, scrivanie, porte, armadi, portaombrelli, appendiabiti. Questo, in estrema sintesi, è il “catalogo” su cui è stato compiuto il capillare lavoro di restituzione dell’intero patrimonio artistico ideato dall’architetto e designer milanese Gio Ponti. Non solo, si è proceduto al restauro manutentivo della cattedra di Galileo e alla revisione statica e contestuale pulizia degli stemmi dell’Aula Magna.
Il progetto di restauro è
- un caso unico sino ad ora in Italia per complessità considerando la tipologia di materiale e la fruizione degli ambienti: il confronto serrato con materiale, foto e progetti catalogati nell’Archivio del Bo ha permesso di riportare alla luce l’unità stilistica di tutte le sale. Il restauro degli arredi è stato condotto sotto l’Alta Sorveglianza della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Venezia e le province di Belluno, Padova e Treviso.