Mostre a Brescia ingresso gratuito – Fabrizio Dusi. Le parole degli altri

Le parole possono abbagliare senza davvero comunicare …

Ingresso  gratuito con prenotazione obbligatoria.

La Galleria BPER
presenta la mostra

Fabrizio Dusi.
Le parole degli altri

a cura di Giorgia Ligasacchi

Monologo-2025

17 ottobre 2025 – 11 gennaio 2026

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Palazzo Martinengo di Villagana, Corso Martiri della Libertà, 13 – Brescia

La Galleria BPER presenta negli spazi di Palazzo Martinengo di Villagana, sede di BPER a Brescia, un nuovo progetto espositivo dal titolo: Fabrizio Dusi. Le parole degli altri, personale dell’artista, a cura di Giorgia Ligasacchi e con la collaborazione di Ester Candido, aperta al pubblico gratuitamente dal 17 ottobre 2025 all’11 gennaio 2026.

Fabrizio Dusi, “Babel reborn”, 2025

La mostra propone

  • un percorso immersivo tra parola, materia, luce e relazione,
  • in dialogo con gli ambienti storici di Palazzo Martinengo di Villagana, che ha come fulcro concettuale il linguaggio verbale inteso non soltanto come strumento di comunicazione, ma come veicolo di identità.

In un mondo che tende ad appiattire le differenze e a rendere la comunicazione sempre più veloce e sintetica, La Galleria BPER invita ad

  • accogliere le parole degli altri come patrimonio da custodire e comprendere.

Il tema scelto, cioè la parola espressa attraverso la voce, connette idealmente l’esposizione bresciana con la mostra in corso nella sede de La Galleria BPER di Modena “Il tempo della scrittura. Immagini della conoscenza dal Rinascimento a oggi”, a cura di Stefania De Vincentis, da un’idea di Francesca Cappelletti, visitabile sino a febbraio 2026 , che tratta invece la parola scritta, in una riflessione più ampia che celebra la trasmissione del sapere, la paideia. Un percorso ideale, quello compiuto dalle due esposizioni, intorno al linguaggio sviluppato attraverso opere che vanno dall’antico sino al contemporaneo, dimostrando come l’arte custodisca in ogni epoca storica il suo valore di attualità.

L’invito rivolto a Fabrizio Dusi rinnova la collaborazione con l’artista avviata con la mostra All that glitters is not gold, presentata negli spazi di BPER Private Cesare Ponti di Milano e curata da Giorgia Ligasacchi nel 2023, e proseguita nel 2024 con il progetto speciale concepito appositamente per il percorso PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento) del Liceo Classico e linguistico Muratori-San Carlo di Modena. Una collaborazione che racconta l’attività de La Galleria BPER nel sostegno all’arte contemporanea e nella produzione di appuntamenti espositivi e culturali, che si estende oltre la gestione della propria collezione.

IL PERCORSO ESPOSITIVO

La mostra intreccia

  • due archetipi fondamentali della tradizione biblica e dell’iconografia storico-artistica: la Torre di Babele e l’Annunciazione.

Da un lato,

  • la frantumazione dei linguaggi e l’impossibilità di comprendersi, e,
  • dall’altro, l’irrompere della parola come rivelazione, ascolto e possibilità di scelta. Due immagini opposte, ma profondamente connesse:
  • se Babele è confusione, l’Annunciazione è dialogo consapevole.

Questi riferimenti non sono soltanto simbolici: entrano nelle opere, nei materiali, nei colori e nelle forme di Fabrizio Dusi. Le coperte isotermiche, la ceramica, il legno, il neon, diventano supporti di un discorso visivo che attraversa la fragilità del linguaggio, ne mette in luce le ambiguità, ma anche le potenzialità relazionali.

La mostra, il cui allestimento è stato progettato dall’exhibit designer Andrea Isola, si apre sullo scalone d’onore del Palazzo, in un dialogo tra architettura storica e linguaggio contemporaneo, con l’installazione luminosa “All that glitters is not gold” che accoglie il visitatore come un monito: non tutto ciò che luccica è oro, non tutto ciò che brilla ha valore.

  • Nell’epoca attuale, caratterizzata da una comunicazione veloce e spettacolare (social media, slogan, fake news),
  • le parole possono abbagliare senza davvero comunicare.
  • È, quindi, un invito a guardare oltre la superficie, a non lasciarsi ingannare dall’apparenza delle parole, a cercarne il senso autentico.

Salendo al primo piano, un’opera si inserisce armoniosamente tra i dipinti della corporate collection di BPER allestiti permanentemente, introducendo il tema centrale della mostra. Si tratta di quadro in cui una figura immersa nella folla, sulla cui maglietta campeggia la scritta “Ascoltami”. Un’opera che esprime un bisogno imperante, quasi un grido sommesso, realizzata con una coperta isotermica dipinta, che gioca con la fragilità e il bisogno di protezione, suggerendo che ascoltare l’altro sia anche un atto di cura. Le dimensioni dell’opera, lunga e stretta, costituiscono il primo riferimento al concetto di Torre di Babele.

Lo spazio espositivo principale è dominato, sulla parete di sinistra, da una grande installazione in ceramica, applicata su supporto in legno, che rappresenta la folla di umanità partecipante alla costruzione della Torre di Babele, nel momento della rottura comunicativa. Una decina di personaggi disposti su più livelli, con magliette recanti scritte in lingue diverse, restituiscono l’istante esatto in cui l’umanità ha smesso di capirsi. La molteplicità linguistica, se rifiutata, diventa incomunicabilità.

La folla rappresentata da Fabrizio Dusi è preoccupata, disorientata, angosciata, vorrebbe tornare indietro, ma è qui che l’artista ci restituisce la sua ri-lettura del mito biblico. Quella punizione che Dio ha inflitto con forza alla superbia umana è in realtà una occasione di relazione. Nella molteplicità delle lingue, delle visioni, delle culture, si apre la possibilità di un nuovo ascolto reciproco, forse meno immediato, ma più consapevole.

Spiega la curatrice Giorgia Ligasacchi: La ricerca di un linguaggio universale e dominante non corrisponde a verità o autenticità. L’uniformità linguistica può apparire “dorata”, ma nasconde spesso la perdita della diversità, dell’ascolto, del significato profondo. È in questo spirito che la mostra rilegge la Torre di Babele non come condanna, ma come metafora di una pluralità che, se accolta, costruisce senso e valore, anziché frammentarlo. La contaminazione dei linguaggi non significa confondere, ma permettere al gesto pittorico di incontrare la voce, al segno grafico di farsi suono, all’arte di farsi relazione. Contaminare, qui, è un atto di fiducia: credere che, pur nella molteplicità, possiamo ancora comprenderci.

Fabrizio Dusi, “Monologo”, 2025
Il percorso prosegue con l’installazione ceramica “It’s time to make a decision”, una potente reinterpretazione in chiave contemporanea del tema dell’Annunciazione. Qui, la protagonista è una donna, posta in un momento cruciale: quello della scelta. L’opera richiama la letteratura contemporanea della scrittrice Michela Murgia. Quest’ultima, nel suo saggio “Ave Mary. E la chiesa inventò la donna” (2011), fornisce una lettura alternativa del ruolo rivoluzionario di Maria di Nazareth che, per la prima volta nel racconto evangelico, viene chiamata in causa come soggetto attivo, interrogata da sola e ascoltata nella sua libertà di scelta. Senza alcuna mediazione maschile, la giovane Maria riceve direttamente l’annuncio da parte dell’Arcangelo Gabriele, iniziando un dialogo fatto di domande e curiosità, al termine del quale decide consapevolmente di rispondere il famoso “sì”, pur consapevole di rischiare il ripudio da parte del futuro sposo o, addirittura, la lapidazione. L’Annuncio è da intendersi, quindi, non come imposizione, ma dialogo intimo e attivo: un atto in cui l’ascolto genera cambiamento.

Il passato parla ancora al presente, soprattutto quando offre chiavi di lettura capaci di illuminare il nostro tempo. In netto contrasto con la confusione babelica – dove la parola si frantuma e l’ascolto si perde –, l’episodio evangelico propone una comunicazione fondata sul rispetto e sull’ascolto autentico, aprendo alla possibilità di un colloquio profondo.

La mostra di Fabrizio Dusi si muove tra questi due poli, esplorando le potenzialità e le ambiguità del linguaggio, tra urgenza di comprendersi e rischio di perdersi, invitando a riflettere sul valore della comunicazione e aprendo uno spazio di riflessione sul linguaggio come ponte tra individui e culture.

Fabrizio Dusi. Le parole degli altri si inserisce nell’insieme di attività e iniziative che La Galleria BPER dedica alla valorizzazione dell’inclusività attraverso la propria corporate collection, con l’obiettivo di stimolare nel visitatore una riflessione verso le tematiche sociali più stringenti del panorama attuale.
La realizzazione della mostra negli spazi storici di Palazzo Martinengo di Villagana, aperti per la prima volta nel 2023, rinnova l’attenzione costante alla gestione del proprio patrimonio artistico che La Galleria BPER coltiva sin dalla sua fondazione e promuove nei territori.

INFORMAZIONI

L’esposizione è aperta al pubblico

  • tutti i venerdì dalle ore 14.00 alle ore 18.00 e tutti i sabati dalle ore 10.00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle ore 18.00.
  • L’ingresso alla mostra è gratuito con prenotazione obbligatoria, con slot di ingresso previsti ogni 45 minuti.

La mostra sarà accompagnata da un catalogo, arricchito da un testo critico-curatoriale di Giorgia Ligasacchi e da un’intervista all’artista condotta da Ester Candido.

INFORMAZIONI PER IL PUBBLICO
La Galleria BPER Banca
T. 059/2021598
lagalleria@bper.it
www.lagalleriabper.it
Ig: @lagalleriabper
Scarica la cartella stampa
Fabrizio Dusi
Le parole degli altri
a cura di Giorgia Ligasacchi
Palazzo Martinengo di Villagana, sede BPER
Corso Martiri della Libertà 13, Brescia
17 ottobre 2025 – 11 gennaio 2026
Ingresso gratuito, su prenotazione

Orari e giorni di apertura
Venerdì 14.00 – 18.00
Sabato 10.00 – 13.00 e 14.00 – 18.00

CONTATTI PER LA STAMPA
PCM Studio di Paola C. Manfredi | Via Farini, 70 | 20159 Milano
press@paolamanfredi.com | www.paolamanfredi.com
Federica Farci | federica@paolamanfredi.com – m. +39 342 051 5787
Francesca Ceriani | francesca@paolamanfredi.com – m. +39 340 9182004

Ufficio Media Relations BPER Banca
Via Aristotele 195, 41126 Modena
relest@bper.it

LA GALLERIA BPER
La Galleria BPER è la realtà culturale corporate che valorizza, tutela e rende fruibile il patrimonio artistico e archivistico della banca. BPER crede in una cultura diffusa e si impegna affinché la propria corporate collection possa essere sempre accessibile, vicina ai territori e in continua evoluzione. Promuove il patrimonio culturale con obiettivi di responsabilità sociale, stimolando riflessioni su tematiche attuali e rilevanti, con una particolare attenzione alle nuove generazioni, per un futuro equo, consapevole e sostenibile. Lo spazio espositivo di Modena ospita mostre temporanee dinamiche che presentano i capolavori della corporate collection di BPER, diventando così luogo di scambio e d’incontro, dove l’arte e la cultura sono protagoniste di una continua ricerca scientifica.

BIOGRAFIA DELL’ARTISTA
Fabrizio Dusi (Sondrio, 1974) è un artista concettuale che vive e lavora a Milano. Concentra la sua ricerca sui temi della comunicazione e della difficoltà contemporanea all’ascolto e al dialogo, intrecciandola con riflessioni legate alla storia collettiva e alla contingenza fino a toccare dimensioni più intime ed esistenziali spesso ispirate alla letteratura del Novecento. La sua pratica spazia tra scultura, pittura, installazioni al neon e materiali riflettenti, indagando distanze e solidarietà, barriere e contatti mancati, solitudine e sostegno reciproco. Le sue opere fanno parte di collezioni pubbliche e private, tra cui GNAM (Roma), Università Bocconi (Milano), Collezione Negri-Clementi (Milano), Imago Mundi – Fondazione Benetton (Treviso), Collezione Perez (Miami), Yad Vashem (Gerusalemme), Palazzo delle Paure (Lecco). Tra le mostre più recenti si segnalano: BABELE, installazioni site specific presso il Museo Diocesano di Faenza (2025) e presso la GAM – Galleria d’Arte Moderna e l’Università LUMSA di Palermo (2024); All that glitters is not gold (BPER Banca Private Cesare Ponti, Milano, 2023); TOGETHER (Galleria Flora Bigai, Pietrasanta, 2022); EVA E ADAMO (Casa Natale di Raffaello, Urbino, 2022); e BLABLABLA in Seoul (Istituto Italiano di Cultura e 1101 Museum, Seoul, 2022).

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