Ingresso gratuito
“SIRIS” nel Parco Archeologico di Herakleia a Policoro (MT)
Lunedì 10 novembre 2025
Inaugurazione e apertura al pubblico di SIRIS
Intervento artistico per la valorizzazione del Parco Archeologico di Herakleia, Policoro (MT)
Opere site-specific di
Gijs Van Vaerenbergh
Selva Aparicio
e Max Magaldi con
i contributi originali di Claudia Fabris e Daniela Pes
A cura di STUDIO STUDIO STUDIO di Edoardo Tresoldi
Direzione artistica di Antonio Oriente
PROGRAMMA DELL’INAUGURAZIONE:
ore 15.00: Apertura Parco al pubblico e taglio del nastro presso il Tempio
ore 16.15: Claudia Fabris e Max Magaldi live performance
ore 18.30 e ore 21.15: Visite guidate
Ingresso gratuito

Apre al pubblico lunedì 10 novembre 2025 “Siris”, il progetto di valorizzazione artistica per il Parco Archeologico di Herakleia a Policoro (MT), a cura di STUDIO STUDIO STUDIO, il laboratorio interdisciplinare fondato da Edoardo Tresoldi, con la direzione artistica di Antonio Oriente.

“Siris” rientra nel
- progetto di “Valorizzazione aree sacre del Parco Archeologico di Herakleia e realizzazione di un Ecomuseo”, promosso dal Ministero della Cultura e coordinato dal Segretariato Regionale per la Basilicata del Ministero della Cultura nell’ambito del Programma Operativo Nazionale (PON) “Cultura e Sviluppo” Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) 2014-2020. Il Parco Archeologico di Herakleia è uno dei siti compresi nella rete dei Musei e Parchi Archeologici Nazionali gestiti dalla Direzione Regionale Musei Nazionali della Basilicata.
“Siris” riunisce le opere del duo belga Gijs Van Vaerenbergh, che intervengono nel sito dove sorgeva il Tempio Arcaico rievocandone i volumi attraverso una “Rovina Inversa”, un approccio artistico inedito in relazione al contesto archeologico; dell’artista spagnola Selva Aparicio, con un’opera composta da sette sculture ispirate alle edicole votive rurali nel Bosco Sacro, un percorso esperienziale di meditazione e contemplazione che coinvolge i visitatori nel loro avvicinamento alle rovine del Santuario di Demetra; e dell’artista italiano Max Magaldi che, con i contributi originali della poetessa Claudia Fabris e della musicista Daniela Pes, ha ideato una sonorizzazione immersiva che aggiunge una quarta dimensione sonora all’ecosistema del Parco. L’intera esperienza sarà raccontata in un documentario del regista Giovanni Troilo.
- La serata inaugurale, a 4 anni dall’inizio del progetto, è pensata
- per coinvolgere il pubblico in un’esperienza immersiva che svela
- il potenziale delle opere e la loro capacità di far risuonare le evidenze archeologiche, a partire dalle ore 15.00, con l’apertura del Parco Archeologico seguita alle ore 16.15 dalla performance dal vivo della poetessa Claudia Fabris e dell’artista Max Magaldi, e alle ore 18.30 e alle ore 21.15 da visite guidate all’Ecomuseo.
IL PROGETTO
“Siris” si sviluppa nella cosiddetta Vallata Mediana del Parco Archeologico di Herakleia a Policoro (MT), nella piana costiera ionica della Basilicata. Il sito, utilizzato anche come parco urbano, ospita importanti resti archeologici come il cosiddetto Tempio Arcaico e il Santuario di Demetra, a oggi poco percepibili a causa del limitato stato di conservazione.
La realizzazione delle opere è iniziata a settembre 2024 ed è stata completata nella primavera del 2025. L’intervento, affidato a STUDIO STUDIO STUDIO dal Segretariato Regionale del Ministero della Cultura per la Basilicata, in accordo con la Direzione Generale dei Musei, è stato pensato per assicurare la comprensione delle testimonianze archeologiche anche da parte del pubblico non specializzato attraverso la realizzazione di opere d’arte che evocano gli aspetti peculiari del Tempio Arcaico e dell’area del Santuario di Demetra e il valore spirituale del contesto naturalistico che li circonda. L’obiettivo è quello di restituire al visitatore una narrazione multiforme in dialogo sia con le testimonianze del passato sia con gli elementi paesaggistici, antropologici e sociali che hanno plasmato la fisionomia attuale del luogo.
“Siris” ha carattere sperimentale e verte sull’interpretazione artistica autoriale dei resti archeologici, della loro storia e dell’ecosistema attuale, costruendo interventi reversibili e non invasivi, che si inseriscono nel paesaggio senza intaccare in maniera definitiva l’integrità materiale.
Le opere costituiscono insieme un elemento di importanza centrale ai fini del completamento dell’Ecomuseo Archeologico, immaginato per ridare luce ai reperti delle colonie greche che qui si insediarono a partire dal VII secolo a.C. e per rinsaldare la relazione tra queste presenze, il vicino Museo Archeologico Nazionale della Siritide e il contesto circostante, a sua volta ridefinito da una serie di azioni volte a garantirne una migliore fruizione.
Nel parco Archeologico di Policoro, i Gijs Van Vaerenbergh intervengono nel sito dove sorgeva il Tempio Arcaico rievocandone i volumi attraverso una “Rovina Inversa”, un approccio artistico inedito in relazione al contesto archeologico. Ribaltando il naturale processo di scomparsa di un’architettura (che procede usualmente dall’alto verso il basso, fino alle fondamenta), l’opera del duo belga offre invece allo sguardo la parte superiore del Tempio. Le forme frastagliate delle rovine, reinterpretate dagli artisti, sono sostenute da una struttura reticolare che consente ai visitatori di percepire la monumentalità dell’antico edificio.
L’opera di Selva Aparicio nell’area del Bosco Sacro è invece composta da sette sculture ispirate alle edicole votive rurali. Il suo intervento nell’Ecomuseo è un percorso esperienziale di meditazione e contemplazione che coinvolge i visitatori nel loro avvicinamento alle rovine del Santuario di Demetra, attraversando una fitta e rigogliosa vegetazione composta da specie eterogenee. Le sorgenti che si trovano nel Bosco Sacro hanno contribuito nell’antichità ad accentuare il carattere selvatico e sacro di questo spazio, connotato da luoghi di culto rivolti a una divinità femminile legata all’acqua e ai riti di fertilità.
Max Magaldi ha ideato una sonorizzazione immersiva che aggiunge una quarta dimensione sonora all’ecosistema del Parco. L’opera, con i contributi originali della poetessa Claudia Fabris e della musicista Daniela Pes, riflette sulla permanenza storico-archeologica del suono e della parola, indagati nella loro dimensione performativa. L’installazione, fruibile attraverso un’APP, si articola in mappature geolocalizzate che consentono alle colonne sonore ambientali di attivarsi quando gli ascoltatori si sposteranno all’interno delle zone designate: una cornice eterea e impalpabile, plasmata da Magaldi in contaminazione con le peculiarità del luogo.
L’intero processo creativo, le varie fasi di realizzazione, dai sopralluoghi sino all’installazione delle opere e alla loro inaugurazione, sarà raccontato dal documentario di Giovanni Troilo, autore di portata internazionale che ha firmato diversi progetti dedicati all’arte e alla cultura contemporanee.
CREDITI
Siris
Parco Archeologico di Herakleia, Policoro (MT)
A cura di STUDIO STUDIO STUDIO di Edoardo Tresoldi
Direttore Artistico: Antonio Oriente
Parte del progetto di “Valorizzazione aree sacre del Parco Archeologico di Herakleia e realizzazione di un Ecomuseo” nell’ambito del Programma Operativo Nazionale (PON) “Cultura e Sviluppo” Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) 2014-2020
Promosso dal Ministero della Cultura
Coordinato dal Segretariato Regionale per la Basilicata del Ministero della Cultura
Il Museo Archeologico Nazionale della Siritide e il Parco Archeologico di Herakleia sono gestiti dalla Direzione Regionale Musei Nazionali della Basilicata del Ministero della Cultura
Artisti:
Gijs Van Vaerenbergh
Selva Aparicio
e Max Magaldi con i contributi originali di Claudia Fabris e Daniela Pes
Documentario: Giovanni Troilo
BIOGRAFIE
STUDIO STUDIO STUDIO
STUDIO STUDIO STUDIO è un lab interdisciplinare fondato da Edoardo Tresoldi per creare e supportare progetti artistici contemporanei.
www.studiostudiostudio.art
Gijs Van Vaerenbergh
Gijs Van Vaerenbergh è uno studio di architettura fondato nel 2007 con sede a Leuven, in Belgio. Pieterjan Gijs e Arnout Van Vaerenbergh si sono conosciuti durante i loro studi universitari; da allora sviluppano insieme una pratica che esplora gli spazi liminali della disciplina architettonica. Lo studio realizza opere con una vasta gamma di scale: da installazioni urbane, monumenti e scenografie fino a oggetti e sculture. Il loro lavoro sfugge alla categorizzazione disciplinare, intreccia infatti la conoscenza tecnica e teorica dell’architettura a una profonda sperimentazione che si confronta costantemente con la sfera delle arti visive. Le loro opere ricercano questo contrasto all’interno della disciplina architettonica. Poiché il loro lavoro ha una dimensione principalmente spaziale, la relazione con lo spettatore è fondamentale; l’esperienza dell’opera, compreso il modo in cui interagisce con il contesto, è centrale nella maggior parte dei lavori. Gijs Van Vaerenbergh viola esplicitamente le convenzioni delle discipline con cui interagisce: le strategie artistiche vengono utilizzate per infondere nell’architettura registri diversi e per destabilizzarne gli aspetti programmatici e utilitaristici.
www.gijsvanvaerenbergh.com
Selva Aparicio
Selva Aparicio è un’artista interdisciplinare le cui opere esplorano la memoria, l’intimità e cicli dell’esistenza. Nata nei dintorni di Barcellona, fin dalla sua giovane età ha trovato conforto nella natura che ha ispirato il suo interesse per l’effimero. Ha conseguito il BFA alla School of the Art Institute di Chicago nel 2015 e il MFA in Scultura presso la Yale University nel 2017. Il suo lavoro è stato esposto a livello internazionale in sedi come Museum of Art and Design, NY; Museum of Contemporary Art, Chicago; Yale Center for British Art; Centre de Cultura Contemporanea de Barcelona. Ha ricevuto il JUNCTURE Fellowship in Art and International Human Rights nel 2016, il Blair Dickinson Memorial Prize nel 2017 e il Pritzker Pucker Family Foundation Artadia Award nel 2022. Nel 2023 ha ricevuto il Burke Prize dal Museum of Art and Design di New York. Le sue opere fanno parte della collezione permanente del Museum of Contemporary Art di Chicago e del DePaul Art Museum. Aparicio ha recentemente completato la sua prima commissione d’arte pubblica permanente per Belgium Beaufort 2024 Triennale. Nel 2025 ha ricevuto il Vilcek Prize for Creative Promise in Visual Arts. Attualmente è assistente docente nel Dipartimento di Scultura della Alfred University, New York.
www.selvaaparicio.com
Max Magaldi
Max Magaldi, musicista e artista, ha suonato in tutta Europa con diversi progetti musicali. A partire dal 2018 sperimenta azioni performative digitali che intrecciano musica, arte contemporanea e hacking sui social network. Ha realizzato sonorizzazioni e installazioni in Italia, Francia, Grecia, Arabia Saudita, sia da solo che lavorando con artisti come Edoardo Tresoldi, Gonzalo Borondo, Studio Azzurro, Andrea Villa, Alberonero. Dal 2021 è ideatore e direttore artistico di Memissima, il Festival della cultura memetica.
www.maxmagaldi.com
Claudia Fabris
Claudia Fabris, nata a Padova nel 1973, è un’artista che attraversa differenti linguaggi – fotografia, performance, teatro, creazione d’abiti, scrittura – cercando nella forma la relazione tra ideale e reale, Uno e molteplice. Cresce professionalmente collaborando con Tam Teatromusica (PD), Altofest (NA), La Luna e i Calanchi (MT) e Verso Sud a Corato (BA). Nel 2011 inizia un percorso performativo personale sulla parola con La Cameriera di Poesia, una ristorazione itinerante di poesia in cuffia dal vivo, che porta ovunque in Italia. Per tre anni (2022-2024) condivide la direzione artistica di Verso Sud. Pubblica Parole Sotto Sale – Piccolo vocabolario poetico (2020) e La Cameriera di Poesia (2024) con AnimaMundi. Per Altofest dal 2020 al 2022 conduce una ricerca con l’economista Maurizio Alampi sulle economie generate da 10 anni di festival che porterà alla pubblicazione nel 2025 di “Se ti dico economia?”, scritto a quattro mani. Ama il Sud e la sua luce. Crede al corpo come luogo della rivelazione, che la tecnologia più potente sulla terra sia ancora la parola e che l’Arte non dovrebbe essere evento, ma parte integrante della vita quotidiana.
Per questo lavora.
Daniela Pes
Daniela Pes è una musicista e cantautrice sarda nata nel cuore della Gallura nel 1992.
La sua voce e la sua musica sfuggono alle classificazioni e ai contenitori predeterminati. Daniela Pes è immersa nel flusso della musica, come cantante, come strumentista, come musicista elettronica. Il suo è un talento multiforme. Arriva infatti al debutto con un curriculum di tutto rispetto che include una laurea in Canto Jazz al Conservatorio di Sassari e una borsa di studio ai Seminari Estivi di Nuoro Jazz diretti da Paolo Fresu, che la porta a esibirsi a Time in Jazz e all’Harp Festival di Rio de Janeiro. Completano il quadro il prestigioso premio Andrea Parodi nel 2017 (dove vince il premio della critica, giuria internazionale, miglior musica e miglior arrangiamento) e il premio miglior musica e il premio Nuovoimaie a Musicultura nel 2018. Il 14 aprile del 2023 pubblica per Tanca/Trovarobato il suo primo album in studio chiamato Spira che vede la produzione di Iosonouncane con il quale si aggiudica la Targa Tenco come Miglior Opera prima, il Premio Rockol come Miglior Artista Emergente 2023, il Premio Navicella e nel 2024 il Premio Ballerino Dalla, il Premio Maria Carta, il Premio Ciampi, nel 2025 rientra tra le 15 nomination del MMEA.
www.danielapes.com
Giovanni Troilo
Giovanni Troilo è un regista e fotografo pluripremiato che opera tra televisione, cinema ed editoria. Il suo stile visivo distintivo è stato pubblicato su Newsweek, Der Spiegel, Repubblica, GQ, CNN, Wired e Wallpaper. Tra il 2012 e il 2015 ha diretto una serie di dieci documentari sui più importanti fotografi italiani per Sky Arte. Nel 2015 il suo progetto fotografico La Ville Noire – The Dark Heart of Europe è stato premiato ai Sony World Photography Awards. L’anno successivo ha diretto Casanova Undressed per Sky Hub e William Kentridge – Triumphs and Laments, un documentario sul celebre artista sudafricano, selezionato al Festival del Cinema di Roma. Tra i suoi lavori cinematografici più rilevanti figurano Frida Viva la Vida (2019) e Le Ninfee di Monet (2018), distribuiti in oltre 40 paesi. Tra i progetti più recenti spiccano Vesuvio (2022), un documentario sul rapporto tra uomo e vulcano, Power of Rome (2022) con Edoardo Leo, e Borromini e Bernini – Sfida alla Perfezione (2023). Attualmente, Troilo sta sviluppando una nuova serie documentaria per Sky e lavora al suo secondo lungometraggio, ambientato in Belgio. Dal 2015 è direttore artistico di PhEST, festival internazionale di arti visive a Monopoli.
www.giovannitroilo.com