Mostre a Milano – Inaugurano il 13 novembre due mostre alla Fondazione Elpis

“A te non resta che abitare questo desiderio”
Giuseppe Lo Cascio – Stella Rochetich – Natalya Marconini Falconer – Ornella Cardillo
a cura di Sofia Schubert
restituzione della prima residenza d’artista promossa da fondazione elpis presso i nuovi spazi di atelier elpis
13 novembre 2025 – 1 febbraio 2026
OPENING: 13 NOVEMBRE 2025, ORE 18.00

Gli artisti protagonisti della prima edizione di Atelier Elpis in Fondazione: Ornella Cardillo, Giuseppe Lo Cascio, Stella Rochetich, Natalya Marconini Falconer. Foto di Elisa Chiari, courtesy Fondazione Elpis

A te non resta che abitare questo desiderio è la mostra collettiva che riunisce i nuovi lavori prodotti dagli artisti Giuseppe Lo Cascio, Stella Rochetich, Natalya Marconini Falconer, Ornella Cardillo, a cura di Sofia Schubert, nel corso della prima edizione di Atelier Elpis, il nuovo format di residenze d’artista promosso da Fondazione Elpis.

Atelier Elpis porta i giovani artisti, italiani e internazionali, a trascorrere un periodo di permanenza e produzione a Milano, presso gli spazi di recente realizzazione, concepiti appositamente per questo scopo. Nel corso della residenza gli artisti vivono e approfondiscono la città e, esattamente come accade per la preparazione degli interventi di Una Boccata d’Arte, sono spinti nell’esplorazione delle storie e delle peculiarità che caratterizzano Milano. La volontà di Atelier Elpis è quella di contestualizzare nella città di Milano, “casa madre” della Fondazione, questo approccio al territorio sviluppato e consolidato attraverso Una Boccata d’Arte per offrire un’interpretazione inedita della sua città, caratterizzata da un’accesa trasformazione, attraverso il caleidoscopio offerto dall’arte contemporanea.

Da questa prima esperienza, che ha coinvolto da maggio a luglio Natalya Marconini Falconer e Ornella Cardillo e da agosto a novembre Stella Rochetich e Giuseppe Lo Cascio, sono emersi diversi temi che riecheggiano le riflessioni condotte dagli artisti coinvolti in Una Boccata d’Arte e che rendono Milano in qualche modo molto vicina ai borghi italiani come lo spopolamento, la gentrificazione e la turistificazione, la perdita di identità locale. La città si mostra come un luogo le cui dinamiche evolutive appaiono sempre più spesso spinte da logiche di profitto più che di vita.

I quattro artisti sono stati selezionati da Fondazione Elpis per la loro pratica orientata all’osservazione del territorio e delle sue dinamiche e gli è stato quindi proposto di confrontarsi con il tema dell’abitare. Fondazione Elpis ha messo a disposizione una foresteria collegata a due atelier di lavoro e li ha accompagnati a livello curatoriale e di produzione: dalla presa di contatto con istituzioni e archivi utili per sostenere la loro ricerca, alla produzione delle opere in collaborazione con realtà locali, fino allo sviluppo della mostra di restituzione.

Attraverso pratiche differenti, Giuseppe Lo Cascio, Stella Rochetich, Natalya Marconini Falconer, Ornella Cardillo hanno costruito ognuno una propria narrazione della città, restituendo forme visibili a ciò che spesso sfugge.
Le opere originali prodotte ad hoc per questa occasione saranno visibili al pubblico da giovedì 13 novembre 2025 a domenica 1 febbraio 2026.

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“Requiem Bird Vases”, Vica Pacheco
Basement/ “The Flower Requiem Whistling Vases”
di Vica Pacheco
a cura di Threes
13 novembre 2025 – 1 febbraio 2026
OPENING: 13 NOVEMBRE 2025, ORE 18.00

“Requiem Bird Vases”, Vica Pacheco

Fondazione Elpis, in collaborazione con Threes, presenta la terza edizione di Basement, piattaforma di sperimentazione sonora che propone un’installazione site specific pensata appositamente per il piano seminterrato della Fondazione.

Dopo Clarice Calvo-Pinsolle (ottobre 2024) e VISIO (febbraio 2024) da giovedì 13 novembre 2025 a domenica 1 febbraio 2026, Vica Pacheco è la protagonista di questa nuova edizione con un intervento installativo interattivo dal titolo The Flower Requiem Whistling Vases.

La serie di vasi in ceramica modellati in 3D, intitolata The Flower Requiem Whistling Vases, evoca i ricordi d’infanzia dei grandi bouquet di gigli profumati della nonna dell’artista, il cui odore impregnava la casa di famiglia, e dei vasi di terracotta che sua madre riempiva di ortensie e agapanti. Vica Pacheco è affascinata dall’esistenza effimera di questi fiori che, immersi in vasi d’acqua, abbelliscono gli interni delle abitazioni fino ad appassire.

In realtà, più che di oggetti ornamentali, si tratta di strumenti a fiato che, attraverso l’acqua contenuta e degli appositi fischietti praticabili, emettono un suono che accompagna i fiori sino alla loro morte naturale. Quando la colonna d’aria colpisce l’acqua all’interno del vaso, si generano vibrati e trilli.
Queste opere acustiche sono ispirate ai richiami degli uccelli: i fischietti imitano infatti il canto di diverse specie e la loro forma irregolare richiama l’anatomia dei vari uccelli piumati.

The Flower Requiem Whistling Vases invita a ristabilire un legame di empatia e cura verso la natura, sensibilizzando sulla necessità di proteggerla. I suoni e le melodie dei vasi che compongono l’opera, danno corpo a una sorta di requiem che accompagna i fiori verso la fine della loro vita.

INFORMAZIONI
Fondazione Elpis
Via Lamarmora 26, Milano
www.fondazioneelpis.org
Contatti: +39 02 8974 5372 | info@fondazioneelpis.org
Social: IG: @fondazioneelpis | FB: Fondazione Elpis | #fondazioneelpis
Come arrivare: MM3 Crocetta; Tram linea 16 (fermata Via A. Lamarmora)
Accessibilità: i tre piani espositivi sono collegati da un ascensore.

FONDAZIONE ELPIS
Fondata nel 2020 da Marina Nissim, imprenditrice e collezionista, Fondazione Elpis ha come missione il sostegno ai giovani artisti attraverso un programma articolato di mostre, residenze, incontri, laboratori, performance e progetti diffusi e radicati su tutto il territorio nazionale. Con l’obiettivo di esplorare aree e scenari al di fuori dei circuiti tradizionali dell’arte contemporanea, Fondazione Elpis mette in dialogo mondi solo apparentemente distanti, intercettando l’evolversi dei linguaggi espressivi. Ha sede a Milano, all’interno di un’antica casa di riposo nel quartiere di Porta Romana, oggi spazio dedicato alla sperimentazione artistica e alla ricerca, che promuove modelli di partecipazione e fruizione di pubblici diversi. La sua identità è profondamente legata a Una Boccata d’Arte, progetto attivo dal 2020 in collaborazione con Maurizio Rigillo di Galleria Continua e con la partecipazione di Threes. Un’iniziativa diffusa che ogni anno coinvolge 20 artisti e artiste nella creazione di progetti site-specific in 20 borghi italiani – uno per ogni regione -, nati dall’incontro diretto con i luoghi e le comunità locali, che valorizzano il patrimonio culturale del territorio.

BIOGRAFIE

Giuseppe Lo Cascio (Palermo, 1997) vive e lavora tra Baucina (PA) e Torino.
Sviluppata tra scultura e installazione, la ricerca visiva di Lo Cascio prende forma attraverso operazioni di dislocazione e disfunzione applicate sia agli oggetti che alle tecniche scultoree tradizionali. Questo approccio decostruisce il linguaggio canonico della scultura per rivelare l’instabilità interiore dell’individuo nel tentativo di comprendere la propria condizione nel mondo, mettendola in relazione con le strutture precarie della memoria e della conoscenza che plasmano l’esperienza quotidiana.
Diplomato ai corsi di I e II livello in Scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo, è tra i vincitori delle residenze artistiche Nuovo Grand Tour 2024/2025 presso l’istituzione Artistes en Résidence di Clermont-Ferrand (Alvernia-Rodano-Alpi). Nel 2025 è selezionato per il Premio Sparti ad Ascoli Piceno ed è vincitore della sezione Scultura del progetto “5 alla prima” presso Area Treviglio. Nel 2023 è stato assegnatario di uno degli atelier Bevilacqua La Masa 2023/2024 a Palazzo Carminati, Venezia. Ha inoltre preso parte a Panorama, ciclo di studio visit promosso dalla Quadriennale di Roma. Tra le mostre più significative si segnalano QUASI NIENTE, doppia personale con Lorenzo Montinaro presso Contemporary Cluster, Roma; Crossing, a cura di Cristina Beltrami presso Palazzo Madama, Torino; Campo Magnetico, mostra degli atelier BLM 2023/2024 presso Palazzo Tito, Venezia; KLASSE, progetto espositivo del Verein Düsseldorf- Palermo; Young Volcano #4 presso Rizzuto Gallery, Palermo.

Stella Rochetich (Roma, 1997) è un’artista multidisciplinare con base a Roma.
Nel 2021 ha co-fondato l’artist run space Porto Simpatica. La sua ricerca si concentra principalmente sull’olfatto, inteso come filo invisibile capace di tessere nuovi immaginari in cui si intrecciano memoria, identità, relazione e archivio. Integrare una dimensione olfattiva nel suo lavoro permette di ripensare il ruolo del corpo all’interno del paradigma opera-spettatore.
Ha conseguito il Diploma Accademico di Primo Livello in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Roma nel 2018, dove ha poi completato il Diploma Accademico di Secondo Livello nella stessa disciplina nel 2021. Nel 2024 partecipa alla quarta edizione del Lab For New Imaginations presso il Museo MACRO di Roma. Tra il 2024 e il 2025 è artista in residenza presso la Cité Internationale des Arts di Parigi. Nel 2025 prende parte alla sesta edizione di Una Boccata d’Arte a Pratovecchio Stia, in Toscana.

Natalya Marconini Falconer (Londra, 1997), artista con base tra Londra e l’Italia.
La pratica di Marconini Falconer si concentra sulle storie familiari, le loro lacune e sulla stratificazione storica dei luoghi. Operando tra scultura, installazione e scrittura, e muovendosi fra i vuoti lasciati da passaggi industriali, lavorativi e migratori, questa ricerca impiega il processo della stratificazione come linguaggio visivo e concettuale, per evocare il modo in cui il passato si inscrive nel vissuto.
Ha conseguito un Master in Scultura presso la Slade School of Fine Art, con il sostegno della Sarabande Foundation, dopo una laurea in Letteratura Inglese presso lo University College London. Fra le mostre collettive nel 2025 a Londra si segnalano Filet, Cafe OTO, Hypha Studios Euston, The Bomb Factory Marylebone, SET Woolwich e Small Time Project.

Ornella Cardillo (Modena, 1993) vive e lavora a Venezia.
Artista multidisciplinare e poliedrica, esprime la sua pratica nell’incontro tra arte, moda e teatro. Le sue opere sono concepite come “sculture in movimento” che, animate nello spazio, diventano protagoniste di performance e installazioni. La sua ricerca verte sulla relazione tra forma e tempo. Si laurea in Arti Visive e Moda allo IUAV (2020). Nel 2022 il suo lavoro viene esposto all’interno di Documenta Stadt a Kassel, nel 2023 è finalista co-regista per Biennale College Teatro, nello stesso anno vince la residenza d’artista Bevilacqua La Masa. Nel 2024 partecipa alla mostra collettiva Glasstrees 8½ presso Fondazione Berengo, vince il “Premio Arte Contemporanea Regione Veneto”, nello stesso anno realizza il primo Solo Show “Arche” presso Panorama, e nel periodo successivo partecipa a svariate mostre collettive tra Roma, Milano e Venezia.

Vica Pacheco (Oaxaca, Messico,1993)
Vica Pacheco è un’artista multidisciplinare che vive e lavora a Bruxelles. La sua pratica si muove tra musica sperimentale, composizione sonora, ceramica e animazione 3D, con un approccio eclettico ed energico. Il suo lavoro esplora ibridazioni mitologiche e interazioni tra umano e non-umano, combinando in chiave sincretica tradizioni preispaniche, forme arcaiche e tecnologie contemporanee con elementi eterogenei, dando vita a installazioni e performance sonore immersive. Ha studiato presso La Esmeralda a Città del Messico e ha conseguito il Bachelor in Belle Arti presso Villa Arson, in Francia, nel 2017. I suoi lavori sono stati presentati ed esposti a livello internazionale in numerosi festival, gallerie e istituzioni.

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