Cinema a Trento dal 27 al 30 novembre – speciale al METS

La rassegna invita a recuperare la lentezza dell’osservazione – l’ascolto – la capacità di cogliere …“il” Mondo … reso più vicino, a portata di mano e di sguardo da ventisei film antropologici provenienti da

  • Indonesia, Francia, Brasile, Germania, Cuba, Italia, India, Egitto, Marocco, Georgia, Perù, Spagna, Venezuela, Bolivia, Olanda, Iran, Cile, Messico, Guinea, Portogallo”.

Al METS il Premio Giuseppe Šebesta per il cinema antropologico

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C’è un istante, nella vita delle immagini, in cui il gesto di osservare diventa una forma di cura: un modo per trattenere ciò che cambia e restituirgli voce.

  • Dal 27 al 30 novembre 2025 questo istante troverà una casa al METS – Museo etnografico trentino San Michele, che
  • inaugura la prima edizione del Premio Giuseppe Šebesta per il cinema antropologico, una nuova
  • rassegna dedicata alla produzione cinematografica e audiovisiva etno-antropologica capace di dialogare con la scena nazionale e internazionale.

Il Premio è intitolato a Giuseppe Šebesta (Trento 1919 – Fondo 2005), figura poliedrica e irregolare: etnografo, regista, artista, narratore, fondatore nel 1968 del Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina – oggi METS.

La sua eredità intellettuale attraversa discipline, luoghi e linguaggi, intrecciando ricerca e creatività. A lui si ispira un riconoscimento che accoglie documentari cinematografici e televisivi, opere di antropologia visuale e progetti capaci di raccontare identità, tensioni e trasformazioni delle società contemporanee.

Accanto alle sezioni principali, il Premio Giovani è riservato alle opere prodotte da scuole di cinema, università e accademie.

Il METS, promotore e responsabile dell’iniziativa, ha istituito un Comitato di esperti che ha svolto un’accurata attività di selezione.

  • Tra quasi duemila candidature, sono stati individuati 12 medio e lungometraggi, 7 cortometraggi e 7 opere ammesse alla sezione Giovani.

Le opere principali saranno valutate da una giuria prestigiosa, che vede come presidenti Martina Parenti e Massimo D’Anolfi, duo artistico di riferimento nel cinema documentario contemporaneo. Accanto a loro siederanno Ivelise Perniola, studiosa e docente di antropologia visuale, Patrizia Quattrocchi, filmmaker e ricercatrice, e Luca Ferrario, esperto di programmazione e direzione di festival cinematografici. La giuria dedicata al Premio Giovani sarà invece composta da studenti, chiamati a confrontarsi con il linguaggio audiovisivo e a esercitare uno sguardo critico su opere coetanee.

Il Premio mette in palio cinque riconoscimenti nelle categorie dei medio e lungometraggi e dei cortometraggi documentari:

– medio e lungometraggi: primo premio da 3.000 euro, secondo da 2.000 euro, terzo da 1.000 euro;
– cortometraggi documentari: primo premio da 1.500 euro, secondo da 1.000 euro.

– per il Premio Giovani sono previsti un primo premio da 1.000 euro e un secondo da 500 euro.

Il concorso ha registrato una partecipazione straordinaria:

  • 1.987 opere provenienti da 115 Paesi, un mosaico di sguardi che conferma la vitalità del cinema antropologico nel mondo. Nello specifico, sono pervenuti 781 documentari di medio e lungometraggio, 1.186 cortometraggi e 20 opere studentesche. Una risposta imponente, che testimonia l’urgenza, diffusa e globale, di indagare il reale attraverso l’immagine.

Per quattro giorni,

  • da giovedì 27 a domenica 30 novembre, il METS si trasformerà in un luogo di attraversamento di culture, storie e sensibilità. Tutti i film selezionati saranno
  • proiettati nelle sale del museo, offrendo al pubblico un panorama ricco e sfaccettato sui temi che animano la ricerca antropologica contemporanea.

Il programma prevede,

  • per venerdì 28 novembre alle ore 18.30, la proclamazione dei vincitori del Premio Giovani, un momento dedicato alla creatività emergente e alla formazione degli autori di domani.
  • Il pomeriggio di sabato 29 novembre, alle ore 17.00, rappresenterà il cuore della manifestazione: saranno annunciati i vincitori delle categorie principali e sarà assegnato il Premio assoluto del Concorso.

In un tempo dominato da immagini rapide e consumate,

  • la rassegna invita a recuperare la lentezza dell’osservazione, l’ascolto, la capacità di cogliere la trama delle relazioni. Il METS apre così le proprie sale a narrazioni che superano i confini, restituiscono differenze e somiglianze, e mostrano quanto lo sguardo antropologico possa ancora guidare la comprensione del presente.
  • Un appuntamento che si prepara a diventare un riferimento stabile nel panorama del cinema antropologico, nel segno di Giuseppe Šebesta e della sua instancabile ricerca dell’umano.

“Quanti giungeranno al METS, dal 27 al 30 novembre prossimi, vi troveranno un mondo dentro, o meglio vi troveranno

  • “il” Mondo. Reso più vicino, a portata di mano e di sguardo da ventisei film antropologici provenienti
  • da Indonesia, Francia, Brasile, Germania, Cuba, Italia, India, Egitto, Marocco, Georgia, Perù, Spagna, Venezuela, Bolivia, Olanda, Iran, Cile, Messico, Guinea, Portogallo – ha spiegato Rossitti -. Si tratta di opere di altissimo valore culturale e artistico, attentamente selezionate da un’apposita commissione di esperti, che si concentrano su vicende individuali e concrete, offrendo un insostituibile veicolo di educazione transculturale e coinvolgimento umano. Non sono solo documentazione, ma
  • ponti che mostrano la comune umanità al di là delle distanze geografiche. Lo spettatore, pur di fronte a situazioni lontane, si riconoscerà presto nelle vite rappresentate, trasformando la momentanea estraneità in comprensione e partecipazione umana, un obiettivo condiviso anche dai musei etnografici”.

METS – MUSEO ETNOGRAFICO TRENTINO SAN MICHELE

via Mach 2 – San Michele all’Adige (TN)

Da martedì a domenica 10.00 – 18.00

tel. 0461 – 650314

fax 0461 – 650703

info@museosanmichele.it

www.museosanmichele.it

www.instagram.com/museosanmichele

www.facebook.com/museosanmichele

https://www.youtube.com/@Museoetnograficotrentino

“La Trentino Film Commission da anni aiuta il settore audiovisivo a crescere, sia culturalmente che professionalmente, puntando su produzioni di qualità e mettendo in contatto registi, territori e comunità. Il cinema documentario e antropologico è cruciale in questo percorso perché unisce ricerca, creatività e capacità di analisi critica. Il Premio Šebesta è perfetto in quest’ottica: è un’occasione preziosa per il Trentino per dare risalto a chi racconta il mondo attraverso il cinema”, ha commentato Pedrotti

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