Aperture gratuite: 4 – 5 – 6 – 7 – 8 maggio
La mostra è anche l’occasione per ri – visitare uno dei palazzi più emblematici della storia di Venezia;
- la Casa dei Tre Oci – isola della Giudecca – Venezia.
“Il valore di scambio del linguaggio è sceso a zero”
BERGGRUEN ARTS & CULTURE E BERGGRUEN INSTITUTE EUROPE HANNO PRESENTATO
LA NUOVA MOSTRA DELL’ARTISTA CONCETTUALE
JOSEPH KOSUTH
- ALLA CASA DEI TRE OCI DI VENEZIA

Pistore Courtesy of Casa
deiTreOci
-Berggruen InstituteEurop
– Berggruen Arts & Culture e Berggruen Institute Europe hanno presentato alla stampa la mostra del
- pioniere dell’arte concettuale, l’artista americano di fama mondiale Joseph Kosuth alla Casa dei Tre Oci a Venezia. L’esposizione,
- intitolata The-exchange-value-of-language-has-fallen-to-zero (“Il valore di scambio del linguaggio è sceso a zero”) e visitabile dal 28 marzo al 22 novembre 2026, è curata da Mario Codognato e Adriana Rispoli.
Joseph Kosuth (nato nel 1945) pone
- il linguaggio al centro della propria pratica artistica, sia come contenuto che come soggetto.
Noto per le sue celebri opere al neon, l’artista presenterà una nuova importante opera su larga scala, dal titolo A Chain of Resemblance (2026), che
- verrà installata all’ingresso principale della Casa dei Tre Oci a Venezia – isola della Giudecca.
L’opera si basa su un testo di Michel Foucault ed esplora il modo in cui il significato viene plasmato sia dal testo che dal contesto in cui appare, rivelando come il linguaggio non sia mai neutrale ma intrinsecamente influenzato dal suo ambiente e dalla sua ricezione.
La citazione foucaultiana da cui Kosuth trae ispirazione per il titolo della nuova installazione è tratta da Le parole e le cose:
Il mondo è semplicemente la convenienza universale delle cose; vi è lo stesso numero di pesci nell’acqua quanti sono gli animali, o gli oggetti prodotti dalla natura o dall’uomo, sulla terra; lo stesso numero di esseri nell’acqua e sulla superficie della terra quanti ve ne sono nel cielo; gli abitanti dei primi corrispondono a quelli dei secondi. Così, attraverso questo legame tra somiglianza e spazio, questa “convenienza” che avvicina le cose simili e rende simili le cose contigue, il mondo è collegato come una catena.
Il primo piano dei Tre Oci ospita i primi lavori di Kosuth risalenti agli anni Sessanta. Tra questi, è esposta
- una delle sue opere più influenti, One and Three Mirrors (1965), in cui il significato si concretizza nella
- relazione tra le sue tre componenti: immagine, oggetto e testo.
In questa installazione, il riflesso dello spettatore entra a far parte dell’opera stessa, permettendogli di cogliere un frammento del soggetto. La tesi del filosofo Ludwig Wittgenstein, secondo cui il significato risiede nell’uso, rappresenta un tema centrale nell’intera carriera di Kosuth. Questo concetto emerge chiaramente in One and Three Mirrors, dove l’uso quotidiano dello specchio si trasforma in una nuova funzione rappresentativa che diventa parte integrante dell’opera d’arte, spingendo l’osservatore a riflettere su come il linguaggio costruisca la percezione della propria identità.
Tre sale adiacenti ospitano opere che mettono in discussione l’autorialità, a partire dal radicale ripensamento di pubblico, comunità e collaborazione proposto da Kosuth. Tra queste compaiono The Fifth Investigation (1969), Text/Context (1978-1979) e Where Are you Standing? (1976), un poster originariamente prodotto dall’artista per la Biennale di Venezia del 1976 come parte del collettivo International Local (composto da Sarah Charlesworth, Joseph Kosuth e Anthony McCall), che viene riproposto in questa occasione. Durante la mostra, viene inoltre realizzato un manifesto del 1970, The Seventh Investigation, installato attraverso uno striscione sul Canal Grande.
In occasione della mostra verrà pubblicato prossimamente un catalogo edito da Marsilio Arte.
Joseph Kosuth vanta un legame di lunga data con Venezia.
Oltre ad averci vissuto e lavorato tra il 2021 e il 2025, il suo rapporto con la città lagunare ha inizio decenni prima. Ha partecipato a ben otto edizioni della Biennale Arte, durante le quali ha rappresentato il Padiglione dell’Ungheria (1993) e ha ricevuto la Menzione d’Onore. L’installazione permanente al neon di Kosuth, The Material of Ornament, è esposta alla Fondazione Querini Stampalia dal 1997, mentre l’opera To Invent Relations (For Carlo Scarpa) è stata commissionata per la Biennale di Architettura del 2016 e installata nella celebre Aula Magna Mario Baratto dell’Università Ca’ Foscari.
Informazioni mostra
28 marzo opening, dalle 16 alle 20 performance musicale a cura di COSMOGRAM
29 marzo – 22 novembre 2026
Berggruen Institute Europe
Casa dei Tre Oci
Fondamenta Zitelle 43, Giudecca, Venezia
Orari
da giovedì a domenica, ore 10 – 19
ultimo ingresso ore 18. Chiuso lunedì, martedì, mercoledì
Aperture straordinarie: 4, 5, 6 maggio
Aperture gratuite: 4, 5, 6, 7, 8 maggio
Biglietti
Il biglietto per la mostra è valido anche per la mostra “Strange Rules” che aprirà a Palazzo Diedo, dal 4 maggio al 22 novembre 2026.
Intero € 12,00
Ridotto € 10,00
con biglietto de La Biennale Arte 2026 / Le Stanze della Fotografia 2026 – soci FAI, Touring Club Italia, CartaEffe Feltrinelli – gruppi organizzati da 10 a 30 componenti
Reduced
€ 5,00
sotto i 26 anni
studenti universitari
Gratuito
giornalisti accreditati o con tesserino dell’Ordine in corso di validità
insegnanti
disabili con 1 accompagnatore
soci ICOM
residenti nella città di Venezia (il giovedì)