Mostre a Lugano – Giappone – Hiroshige e la Scuola Utagawa

Nuova esposizione del MUSEC di Lugano:

“I 47 RŌNIN. HIROSHIGE E LA SCUOLA UTAGAWA”.

cliccare sulle immagini per ingradirle – Utagawa Hiroshige. 1849-1850.
24,1×36,6 cm. Collezione Perino.
©FCM/MUSEC, Lugano

Il MUSEC – Museo delle Culture presenta, dal 30 aprile al 4 ottobre 2026,
«I 47 rōnin. Hiroshige e la Scuola Utagawa» (Villa Malpensata, Spazio Maraini).

Utagawa Hiroshige. 1849-1850.
24,3×36,7 cm. Collezione Perino.
©FCM/MUSEC, Lugano

L’esposizione presenta in modo comparativo

  • tre serie di stampe xilografiche di Hiroshige (1797-1858), Shigenobu (1826-1869) e Kuniteru (attivo intorno alla metà del XIX secolo).
Utagawa Hiroshige. 1849-1850.
24,4×36,8 cm. Collezione Perino.
©FCM/MUSEC, Lugano

Il progetto, curato da Moira Luraschi (MUSEC),

  • sottolinea sia le somiglianze, sia le differenze tra i linguaggi estetici e gli stili dei tre artisti, esponenti della
  • Scuola Utagawa, la più importante e prolifica del Giappone del XIX secolo.
Utagawa Kuniteru. 1851. 26×37,2
cm. Archivio Marco Fagioli.
©FCM/MUSEC, Lugano

Le stampe hanno in comune il soggetto:

  • il Chūshingura («I servitori fedeli»),
  • celebre dramma del teatro kabuki che narra della
  • vendetta orchestrata da un gruppo di quarantasette samurai rimasti senza padrone, i cosiddetti rōnin, nei confronti di chi aveva ucciso il loro signore e infangato il suo onore.
Utagawa Shigenobu. 1855.
23,8×35,2 cm. Collezione Perino.
©FCM/MUSEC, Lugano

Il Chūshingura è messo in scena ininterrottamente da quasi trecento anni, tenendo così viva la memoria di un evento storico.


Tre artisti, due soluzioni estetiche

Per l’importanza che Hiroshige ebbe nella storia della pittura, le sue stampe sono particolarmente rilevanti.

Nonostante il soggetto principale siano le scene madri dei singoli atti del dramma,

  • Hiroshige dà grande spazio anche alla parte paesaggistica, di cui era considerato indiscusso maestro.

Il paesaggio non è mai uno sfondo idillico o neutro, bensì riprende e amplifica i sentimenti che animano i personaggi della scena, solitamente posta in primo piano.
Hiroshige attua così

  • una nuova sintesi visiva,
  • creando un dialogo tra il paesaggio e la scena in primo piano, che concentra su di sé i significati dell’intero atto.

Le sue stampe sono graficamente ben leggibili e

  • trasmettono la potenza espressiva tipica del kabuki.

La lezione di Hiroshige è evidente nell’opera di Shigenobu, suo allievo e genero, nonché per un breve periodo capo della Scuola Utagawa.
Anch’egli condensa in una scena principale l’energia e le emozioni di un atto, pur non raggiungendo l’eccellenza del maestro nel trattamento del paesaggio.

Kuniteru, invece, si muove in un’altra direzione estetica, rappresentando in un foglio più scene dello stesso atto, su diversi piani visivi.
Le sue stampe sono concitatissime, affollate di personaggi ed eventi, ma perdono la carica espressiva del kabuki, a favore di una raffigurazione forse più didascalica.

Tutte le stampe sono in formato orizzontale (ōban yoko-e), il più adatto a rendere visivamente la scena del teatro kabuki.


Il percorso espositivo

Le stampe di ciascuna serie raffigurano una o più scene degli undici atti del Chūshingura; una dodicesima opera funge da epilogo.

Nelle teche, una per ogni atto, le stampe sono disposte sempre nello stesso ordine:

  • a sinistra Hiroshige, al centro Shigenobu e a destra Kuniteru.

Le opere di Hiroshige e Shigenobu provengono dalla Collezione Perino.
Le opere di Kuniteru appartengono all’Archivio Marco Fagioli.

A contrappunto, sulle pareti, sono esposte

  • riproduzioni di alcuni rōnin tratte dalle stampe di Utagawa Kuniyoshi (1798-1861), appartenenti al MUSEC.

L’ambientazione sonora che accompagna il visitatore presenta estratti dall’album «Kabuki & other traditional music» dell’Ensemble Nipponia.

  • È disponibile una guida gratuita all’esposizione, con il riassunto delle vicende del Chūshingura raffigurate nelle stampe.

La Scuola Utagawa

La Scuola Utagawa nacque a Edo (l’antico nome di Tokyo) e rimase

  • attiva dagli anni Settanta del Settecento fino alla fine dell’Ottocento, diventando la più rappresentativa scuola di pittura giapponese del XIX secolo.

I suoi artisti diedero forma all’immaginario dell’ukiyo-e («immagini del mondo fluttuante»), ovvero i piaceri effimeri del tempo che passa:

  • la natura nelle stagioni, gli attori kabuki, le geisha e la vita quotidiana di Edo.

Oltre alla padronanza della policromia, le caratteristiche della Scuola furono:

  • l’eclettismo dei generi
  • la capacità di anticipare i gusti del pubblico
  • un sistema produttivo interno altamente strutturato

Questo permise alla scuola di dominare rapidamente il mercato delle stampe.


Dal Giappone dei samurai all’immaginario contemporaneo

Scritto a metà del Settecento, il Chūshingura racconta un evento storico.
Nel dicembre 1702, un gruppo di rōnin assalì il castello dell’uomo responsabile della morte del loro signore.

Dopo due anni di attesa e preparazione segreta, portarono a termine la vendetta.
Il loro gesto entrò però in conflitto con la legge, che vietava le ritorsioni personali.

Lo shōgun, riconoscendo la nobiltà delle motivazioni, li condannò a una morte onorevole: il seppuku.
I rōnin divennero così simbolo di lealtà, onore e coraggio.

Ancora oggi, a Tokyo, molti visitano il tempio Sengakuji, dove sono sepolti insieme al loro signore, e il Chūshingura continua a essere rappresentato nei teatri kabuki.

Dagli anni Cinquanta del Novecento, la storia è stata rielaborata da cinema e graphic novel, fino a versioni contemporanee più libere e fantasiose.


Catalogo

Luraschi Moira (a cura di),
I 47 rōnin. Stampe del Chūshingura. Hiroshige e la Scuola Utagawa.
Edizioni FCM (Collana «Antropunti»/25), Lugano 2026.
Pp. 143 – ISBN 979-12-80443-42-7 – CHF 30.


Informazioni mostra

I 47 RŌNIN – HIROSHIGE E LA SCUOLA UTAGAWA
MUSEC | Museo delle Culture Lugano
Villa Malpensata, via Giuseppe Mazzini 5 – Riva Caccia 5, Lugano (Svizzera)
30.04 – 04.10.2026

Progetto e produzione
MUSEC – Museo delle Culture, Lugano
Fondazione culture e musei, Lugano

Con il sostegno di
Città di Lugano
Repubblica e Cantone Ticino – Fondo Swisslos
Fondazione Ada Ceschin e Rosanna Pilone, Zurigo

Partner del progetto
AIL


Orari di apertura

  • Lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì: 11–18
  • Sabato, domenica e festivi: 10–18
  • Martedì chiuso

Tariffe

  • Intero (da 16 anni): CHF 15.00
  • Ridotto: CHF 10.00
  • Ragazzi (6–15 anni): CHF 5.00

Promozione MUSEC Mondays: ogni lunedì ingresso scontato.
Il biglietto include anche le altre mostre temporanee del MUSEC.


Contatti
Tel. +41 (0)58 866 69 60
info@musec.ch
www.musec.ch

Social: museclugano | Musec Museo culture Lugano

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