Federica Balconi
Guastafeste

4 giugno 2026 – 15 gennaio 2027
Platea – Palazzo Galeano – Corso Umberto I – Lodi

Con la seconda mostra di Fivefold Tuning, prosegue la nuova stagione espositiva a cura di Giovanna Manzotti. Un percorso che si costruisce nel tempo, tra installazione permanente e interventi progressivi.
Federica Balconi, Guastafeste, 2026, Platea | Palazzo Galeano, Lodi. Courtesy: l’artista e Platea | Palazzo Galeano, Lodi. Foto: Alessio Belloni
Dopo l’apertura della programmazione di Fivefold Tuning nel mese di marzo con | senza | soluzione di continuità di Liliana Moro – intervento architettonico e installativo che funge da asse portante dell’intero palinsesto espositivo – la prima giovane artista a entrare in scena è Federica Balconi (Monza, 1999).
La curatela di quest’anno, affidata a Giovanna Manzotti, introduce un cambio di paradigma nella scansione temporale della programmazione: non più una successione di mostre personali autonome, ma un racconto unitario che si sviluppa per stratificazioni, relazioni e continuità.
La scultura di Federica Balconi concepita per Platea, dal titolo Guastafeste, si configura come un’opera che, nella sua comparsa nello spazio con
- un’attitudine ironica e spiazzante — per colore, forma e postura —, instaura una felice relazione con | senza | soluzione di continuità, non senza interferire con il suo rigore formale.
Elemento quasi residuale, finito lì all’improvviso dopo un qualche festeggiamento nella piazza antistante, l’opera è la rivisitazione scultorea di un festone che si prende spazio di azione e riposo. Se Moro, con le sue superfici riflettenti, apre la vetrina alla città, Guastafeste aggiunge alla natura permeabile e collettiva dell’operazione un pizzico di gioco e di irriverenza.
La ricerca scultorea di Federica Balconi intreccia progettazione, meccanica e riferimenti all’architettura e al design, affrontati attraverso soluzioni compositive volutamente fragili e instabili. Le sue opere mettono in discussione la funzionalità dei materiali e le convenzioni costruttive, trasformando la logica progettuale in un esercizio di precarietà. Le strutture risultanti rivelano una dimensione ironica e disfunzionale, in cui la tensione tra razionalità tecnica e fallimento diventa elemento centrale del lavoro.
Come scrive la curatrice Giovanna Manzotti nel suo testo critico: «L’intervento di Balconi si configura come un’intromissione giocosa, ma anche come un gesto preciso, un’interferenza sottile e ricercata che nasce in seno a un esercizio di costante sintonizzazione. Ed è da questo punto di vista che le due opere si scoprono simili nella loro pur evidente diversità: per la capacità comune di “ascoltare” il contesto e di inserire un segno che, senza operazioni eclatanti, sia capace allo stesso tempo di rispettare lo spazio, interpretarlo e trasformarlo, dimostrando una profonda inclinazione verso l’accoglienza.»
Platea | Palazzo Galeano è un progetto dell’Associazione Platea | Palazzo Galeano e.t.s., nata a Lodi nel 2020 con l’obiettivo di promuovere l’arte contemporanea sul territorio con una prospettiva internazionale. Cuore del progetto è una vetrina espositiva ricavata nella facciata di Palazzo Galeano, sempre illuminata, visibile giorno e notte e inaccessibile dall’esterno: un dispositivo che trasforma lo spazio urbano in esperienza visiva, offrendo l’opera allo sguardo del passante.
Oltre a Federica Balconi, la struttura temporale estesa di Fivefold Tuning concepita come un unico piano sequenza, vedrà
- la partecipazione di Lorena Bucur (Cremona, 1996), Diana Lola Posani (Milano, 1994) e Andrea Di Lorenzo (Varese, 1994) che entreranno progressivamente in scena tra giugno e novembre 2026, intervenendo sempre all’interno dell’ambiente ideato da Liliana Moro.
Il titolo del progetto evoca un’accordatura a cinque voci: un processo di armonizzazione che presuppone ascolto, prossimità e tensione condivisa. La voce iniziale — quella di Moro — stabilisce il ritmo entro cui le pratiche degli altri artisti si inseriscono, in un esercizio continuo di sintonizzazione tra linguaggi e sensibilità. In questo senso, la programmazione non si configura come una sequenza di eventi isolati, ma come un organismo in evoluzione, in cui ogni intervento modifica il contesto e viene a sua volta modificato da esso.
Con Fivefold Tuning, Platea consolida la propria identità come luogo di ricerca curatoriale, capace di concepire lo spazio espositivo come dispositivo attivo e la programmazione come un processo aperto, costruito nel tempo e nella relazione con il pubblico.
Il nome Platea, donato dall’artista Marcello Maloberti, sottolinea la centralità del pubblico e la dimensione collettiva dell’arte. In questa tensione tra display e città, Platea sviluppa un programma orientato a opere capaci di generare un “incidente di sguardo” e di inserirsi nel ritmo quotidiano dello spazio pubblico.
Fivefold Tuning, veduta della mostra presso Platea | Palazzo Galeano, Lodi.
Liliana Moro, | senza | soluzione di continuità, 2026. Courtesy: l’artista, Galleria Raffaella Cortese, Milano, Albisola e Platea | Palazzo Galeano, Lodi. Federica Balconi, Guastafeste, 2026. Courtesy: l’artista e Platea | Palazzo Galeano, Lodi. Foto: Alessio Belloni
Testo di Giovanna Manzotti
È nell’intervento architettonico e installativo | senza | soluzione di continuità di Liliana Moro che la scultura Guastafeste di Federica Balconi fa la sua comparsa con un’attitudine ironica e spiazzante, tanto per colore, quanto per forma e postura. Elemento quasi residuale, finito lì all’improvviso dopo un qualche festeggiamento nella piazza antistante, l’opera instaura una felice relazione con il lavoro di Moro, non senza interferire con il suo rigore formale. Questo oggetto color magenta è la rivisitazione scultorea di un festone che si prende spazio di azione e riposo. Se Moro, con le sue superfici riflettenti, ha aperto la vetrina alla città, riconfigurandola come presenza attiva nel contesto urbano, il gesto di Balconi rafforza questa attitudine e aggiunge alla natura permeabile e collettiva dell’operazione un pizzico di gioco e irriverenza.
Guastafeste, una volta collocato nella vetrina — a dispetto della sua già citata irriverenza e instabilità —, non appare come un oggetto estraneo ma, al contrario, si inserisce felicemente nella partitura definita da Moro, dilatandone la gamma dei registri espressivi e permettendo all’insieme di risuonare secondo una più ricca varietà di note.
L’intervento di Balconi si configura così come un’intromissione giocosa, ma anche come un gesto preciso, un’interferenza sottile e ricercata che nasce in seno a un esercizio di costante sintonizzazione. Ed è da questo punto di vista che le due opere si scoprono simili nella loro pur evidente diversità: per la capacità comune di “ascoltare” il contesto e di inserire un segno che, senza operazioni eclatanti, sia capace allo stesso tempo di rispettare lo spazio, interpretarlo e trasformarlo, dimostrando una profonda inclinazione verso l’accoglienza. É una complicità nel disturbo che entrambe le artiste sembrano aver ricercato. Se il gesto di Moro è stato fondativo, quello di Balconi espande il campo delle possibilità sul quale saranno chiamati ad avvicendarsi gli altri artisti invitati nel palinsesto espositivo nei mesi a venire.
Composto da sottili moduli di legno lamellare di abete e faggio, tagliati al laser e verniciati con pittura al quarzo e smalto opaco, Guastafeste si caratterizza per una configurazione compositiva e funzionale che tradisce la sua matrice originaria. Da elemento in carta che trova abituale collocazione a muro o a soffitto, il festone diventa qui una traccia architettonica: una piccola colonna che poggia a terra e cerca di ergersi, trovando un equilibrio solo apparente. In questo sforzo, è come se essa si sgretolasse, crollando su se stessa; al contempo però cerca una forma, la rincorre, forse la trova, ed è in quel momento esatto che diventa altro da sé — un corpo strisciante che si stacca gradualmente dalla sua parte più rigida o, viceversa, una ghirlanda la cui struttura alveolare ben visibile si accorpa verso la fine del suo scheletro. Questo accade forse per rendere il suo atteggiamento più manifesto attraverso una serie di continui aggiustamenti posturali — amplificati dalle pareti riflettenti — che la rendono ai nostri occhi tanto autoironica, quanto volutamente determinata nel farsi avanti verso la sua entrata, o uscita, di scena.
Platea Educational
Parallelamente alla programmazione espositiva, torna Buon Compleanno Platea!, progetto educativo a cura di Bianca Basile, giunto alla quinta edizione. L’artista Nicola Biagetti guiderà un workshop con gli studenti del Liceo Artistico Callisto Piazza di Lodi, rinnovando il dialogo tra pratica artistica e formazione. Il progetto coinvolge i giovani in un processo creativo che riflette sulle relazioni tra spazio espositivo e spazio pubblico, in continuità con l’impianto curatoriale della stagione.
Il progetto grafico di Fivefold Tuning è a cura di Carolina Incerti.
PLATEA | PALAZZO GALEANO
Il progetto Platea | Palazzo Galeano è realizzato con il patrocinio del Comune di Lodi.
Governance: Claudia Ferrari, Presidente; Laura Ferrari, Vicepresidente; Gianluigi Corsi, Tesoriere.
Main partner: Ferrari Giovanni Industria Casearia Spa e Consorzio di Tutela del Formaggio Grana Padano.
Sostenitori: FaseModus Architettura, gli amici di Platea.
Partner tecnici: Solux Led Lighting Technology, Verspieren Broker di Assicurazione e Legal Studio Legale.
Il progetto partecipa ai Bandi 2026 della Fondazione Comunitaria della Provincia di Lodi.
Si ringrazia per la collaborazione la Galleria Raffaella Cortese.
Platea | Palazzo Galeano
Corso Umberto I, 50- 26900, Lodi
Website: www.platea.gallery | Instagram: platea_palazzogaleano | Contatti: info@platea.gallery
Liliana Moro
20 marzo 2026 – 15 gennaio 2027
Liliana Moro (Milano, 1961) si diploma all’Accademia di Belle Arti di Brera e nel 1989 fonda lo Spazio di Via Lazzaro Palazzi a Milano. Ha esposto in importanti contesti internazionali tra cui Documenta IX Kassel, Biennale di Venezia, Castello di Rivoli, Moderna Museet Stoccolma, PS1 New York, MAXXI Roma e PAC Milano. La sua pratica combina suono, parola e oggetto in un linguaggio essenziale capace di trasformare l’esperienza quotidiana in dispositivo critico e poetico.
Federica Balconi
4 giugno 2026 – 15 gennaio 2027
Federica Balconi (Monza, 1999) si forma tra Bergamo e Brera. Vincitrice del Premio Nocivelli 2022, sviluppa una ricerca scultorea che intreccia progettazione e instabilità strutturale, mettendo in discussione funzionalità e logiche costruttive attraverso dispositivi ironici e precari.
Lorena Bucur
25 giugno 2026 – 15 gennaio 2027
Lorena Bucur (Cremona, 1996) vive e lavora a Bologna. La sua pratica indaga memoria e dimensione sociale, costruendo narrazioni che mettono in relazione esperienza privata e spazio pubblico.
Diana Lola Posani
settembre 2026 – 15 gennaio 2027
Diana Lola Posani (Milano, 1994) è artista del suono e curatrice. La sua ricerca esplora stati percettivi e configurazioni sonore come strumenti di trasformazione esperienziale, intrecciando ascolto, corpo e spazio.
Andrea Di Lorenzo
novembre 2026 – 15 gennaio 2027
Andrea Di Lorenzo (Varese, 1994) si forma all’Accademia di Belle Arti di Bologna. La sua ricerca indaga il rapporto tra materia, spazio e percezione attraverso pratiche che includono scultura, installazione e fotografia.
“Fivefold Tuning” | La curatrice
Giovanna Manzotti (Desio, 1988) è curatrice indipendente e autrice. Collabora con istituzioni e gallerie internazionali e scrive per riviste di settore. Nel 2026 cura per ArtVerona la sezione STILL dedicata alla fotografia contemporanea. È interpretation consultant per Fondazione Prada.
Platea Educational
Bianca Basile — curatrice
Ricercatrice e curatrice, sviluppa progetti educativi che indagano l’arte come strumento relazionale.
Nicola Biagetti — artista
Artista visivo e designer, lavora tra fotografia e intervento urbano esplorando dinamiche sociali dello spazio.
Associazione Platea | Palazzo Galeano e.t.s.
Platea | Palazzo Galeano è un’associazione culturale nata a Lodi nel 2020 con lo scopo di promuovere l’arte in tutte le sue forme sul territorio locale con una prospettiva internazionale, sviluppando forme inedite di mecenatismo rivolte ai giovani talenti creativi che prevedono il coinvolgimento di artisti affermati e gallerie d’arte di primaria importanza. L’attività dell’associazione prevede la presentazione di progetti d’arte e cultura contemporanea presso lo spazio espositivo ricavato nella facciata di Palazzo Galeano, nel centro storico di Lodi: Platea. Una vetrina sempre illuminata, visibile di giorno come di notte, inaccessibile dall’esterno. Platea deve il suo nome – che contiene un preciso intento programmatico – a una generosa concessione dell’artista Marcello Maloberti, lodigiano di nascita, che, nel fare dono all’Associazione di quello che avrebbe dovuto essere il titolo di una sua nuova performance, ha detto: “Platea è l’omaggio alla città. Il nome dello spazio sottolinea l’importanza del pubblico, disposto in una grande ‘platea’, che poi è la città di Lodi, ma anche, citando Harald Szeemann, la ‘platea’ dell’umanità. E per me, il pubblico è il mio corpo.” Il progetto si basa sul concetto di “platea”, intesa anche come modalità molto attuale di esporre, di organizzare il display, in cui l’opera si offre allo sguardo del passante che inconsapevolmente la incrocia sul suo cammino. Per questo motivo, le opere che comporranno i cicli espositivi protagonisti di Platea saranno selezionate per la loro capacità di suscitare “un incidente di sguardo”, come annunciato nel Manifesto composto dall’associazione. Nel 2023, il Sole 24 Ore segnala Platea tra i “100 Luoghi del Contemporaneo in Italia”, pubblicazione curata dal critico d’arte e divulgatore Nicolas Ballario, che traccia una mappatura dei più interessanti spazi dedicati all’arte contemporanea in Italia. Nel 2024 Platea ha dato vita al suo primo progetto editoriale, un volume curato dal collettivo genovese Palazzo Bronzo, edito in occasione del palinsesto FARE COLLETTIVO.
Hanno esposto da Platea
Marcello Maloberti, Vittoria Viale, Silvia Berry, Giulio Locatelli, Vittoria Mazzonis, Alberonero (Luca Boffi), Luca Trevisani, Debora Martino, Alessandro Manfrin, Maria Vittoria Cavazzana, Marco Sgarbossa, Fabio Roncato, Rä di Martino, Valerio D’Angelo, Martina Cioffi, Vittorio Zeppillo, Camilla Gurgone, Carlo Valsecchi, Mariateresa Sartori, RM, MRZB, Hardchitepture, Palazzo Bronzo, Marco De Sanctis, Margherita Moscardini, Ulyana Nevzerova, Rebeca Pak, Vashish Soobah, Linda Carrara, Extragarbo, Marvin Gabriele Nwachukwu.
Hanno curato mostre e progetti per Platea
Francesca Grossi, Gaspare Luigi Marcone, Giulia Menegale, Benedetta Monti e Niccolò Giacomazzi, Carlo Orsini, Palazzo Bronzo, Bianca Basile e Arianna Pace, Stefano Comensoli e Nicolò Colciago, Gabriella Rebello Kolandra.
“Fivefold Tuning” | Gli artisti
Liliana Moro | 20 marzo 2026 – 15 gennaio 2027
Liliana Moro (Milano, 1961). Diplomata all’Accademia di Belle Arti di Brera, nel 1989 fonda, insieme ad altri artisti, lo Spazio di Via Lazzaro Palazzi a Milano che chiuderà nel 1993. Liliana Moro ha esposto in importanti mostre collettive e personali quali: Documenta IX Kassel; Aperto XLV Biennale di Venezia; Castello di Rivoli, Torino; Quadriennale di Roma; Moderna Museet, Stoccolma; PS1, New York; De Appel, Amsterdam; Triennale di Milano; MAXXI, Roma; Galleria Nazionale d’arte, Roma; 58° Biennale di Venezia, Padiglione Italia; Galleria Emi Fontana, Milano; MUHKA, Anversa; Fondazione A. Ratti, Como; Fondazione Zegna All’Aperto (opera permanente), Trivero; Cubo Garutti/Museion, Bolzano; Kunstmuseum Liechtenstein, Vaduz; PAC Padiglione di Arte Contemporanea, Milano. Incontrare il lavoro di Liliana Moro significa entrare in uno spazio in cui è presente solo ciò che è strettamente necessario. Suono, parole, sculture, oggetti, performance, disegni, collage e video compongono un universo essenziale e diretto, capace di restituire una realtà insieme cruda e poetica. Le sue opere, spesso radicate in oggetti e situazioni quotidiane, invitano a guardare oltre l’ovvio, aprendo territori di esperienza in cui lo sguardo e l’ascolto diventano strumenti di attraversamento.
Federica Balconi | 4 giugno 2026 – 15 gennaio 2027
Federica Balconi (Monza, 1999) si diploma nel 2022 presso l’Accademia di Belle Arti G. Carrara di Bergamo. Prosegue il suo percorso formativo nel Biennio di Scultura dell’Accademia di Belle Arti di Brera, Milano, dove si laurea nel 2025. Nel 2022 vince il Premio Nocivelli nella sezione Scultura. Tra le partecipazioni: 15a edizione della Biennale Mulhouse (2023); 13a edizione del Premio Francesco Fabbri per le Arti Contemporanee (2024); Cremona Art Week (2025) e Cinque alla Prima, Area Treviglio (2025). La sua ricerca scultorea intreccia progettazione, meccanica e riferimenti all’architettura e al design, affrontati attraverso soluzioni compositive volutamente fragili e instabili. Le sue opere mettono in discussione la funzionalità dei materiali e le convenzioni costruttive, trasformando la logica progettuale in un esercizio di precarietà. Le strutture risultanti rivelano una dimensione ironica e disfunzionale, in cui la tensione tra razionalità tecnica e fallimento diventa elemento centrale del lavoro.
Lorena Bucur | 25 giugno 2026 – 15 gennaio 2027
Lorena Bucur (Cremona, 1996) vive e lavora a Bologna. Si è formata presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna e l’Académie Royale des Beaux-Arts de Bruxelles. Ha esposto in mostre personali e collettive presso Rondella delle Boccare, Verona; Gelateria Sogni di Ghiaccio, Bologna; Joystick, Venezia; Piccola Galleria, Bologna; Anonima Kunsthalle, Varese; Raccolta Lercaro, Bologna; Spazio TORRSO, Pesaro; <rotor>, Graz; Fuocherello, Volvera; P420, Bologna; Orto Botanico ed Erbario di Bologna. Ha partecipato alle residenze Made In Vol. 2, promosso da Artissima in collaborazione con Ultravioletto e Nuovo Forno del Pane Outdoor Edition. La sua ricerca artistica si concentra su temi di natura politica, sociale e sulla memoria, partendo da una dimensione privata ed estendendosi verso una dimensione pubblica.
Diana Lola Posani | settembre 2026 – 15 gennaio 2027
Diana Lola Posani (Milano, 1994) è artista del suono, curatrice indipendente e facilitatrice di Deep Listening. La composizione delle sue partiture fisiche e sonore nasce dalla ricerca di stati psicofisici indotti da specifiche configurazioni sonore e spaziali. Come performer, ha esposto le sue opere al museo Madre – Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee, Napoli; MAO – Museo d’Arte Orientale, Torino e Pirelli HangarBicocca, Milano. Ha tenuto seminari al Master in Arti Performative presso IUAV, Venezia; Museo d’Arte Contemporanea MACRO, Roma; Accademia di Belle Arti di Bologna e Marsiglia e Padiglione Italia alla Biennale di Venezia 2024. Come curatrice, ha fondato il festival di sound art AKRIDA nel 2022. Nel marzo 2023, Timeo ha pubblicato la sua traduzione del libro di Pauline Oliveros Deep Listening – A Composer’s Sound Practice. La sua pratica è attraversata da una tensione costante verso il rapporto tra processo artistico e processi di guarigione. Tale tensione non si configura come obiettivo dichiarato né come esito terapeutico, ma come postura di lavoro che assume l’ambiguità, la vulnerabilità e l’incompletezza come condizioni operative. Parte della sua ricerca legata al trauma si sviluppa attraverso pratiche non convenzionali che fanno parte del suo repertorio – come la sperimentazione di stati corporei generati dall’apnea.
Andrea Di Lorenzo | novembre 2026 – 15 gennaio 2027
Andrea Di Lorenzo (Varese, 1994) è artista visivo. Si è formato presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna. Il suo lavoro è stato esposto alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Palazzo Re Rebaudengo, Guarene; SpazioA, Pistoia; Galleria Fuocherello, Volvera; Teatrino di Palazzo Grassi, Venezia e Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, Prato. Ha partecipato alle residenze Made In Vol. 2, promosso da Artissima in collaborazione con Ultravioletto e Nuovo Forno del Pane Outdoor Edition. La sua ricerca indaga il rapporto tra materia, spazio e percezione attraverso pratiche che includono scultura, installazione e fotografia. Il suo lavoro esplora processi di trasformazione e contrasti tra l’artificiale e l’industriale, il naturale e il botanico. Questo approccio dà origine a una grammatica installativa che si sviluppa in esercizi modulari in continua crescita, allo stesso tempo fissi e mutevoli, in relazione allo spazio che abitano.
“Fivefold Tuning” | La curatrice
Giovanna Manzotti (Desio, 1988) è curatrice indipendente. Dal 2026 è interpretation consultant per Fondazione Prada. Tra le collaborazioni: museo Madre – Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee, Napoli; Galerie Krobath, Vienna; Berthold Pott, Colonia, Clima, Milano, Cassina Projects, Milano; Castello Gamba – Museo d’Arte Moderna e Contemporanea della Valle d’Aosta, Chatillon; Chiostri di S. Eustorgio, Milano; Almanac, Torino; Fondazione Fausto Melotti, Milano; La Triennale di Milano; Nouveau Musée National de Monaco, Montecarlo; Pro Helvetia, Zurigo e Viafarini DOCVA, Milano. Scrive per Flash Art, Mousse, frieze, artforum, ArtReview, émergent magazine, L’Essenziale e QUANTS. È stata editor della rivista Mousse dal 2018 al 2022. Nel 2024 ha co-curato il catalogo Italiane Ancora, Gucci Prospettive 3. Nel 2026 cura per ArtVerona STILL, sezione dedicata alle possibilità espressive del medium fotografico.
Platea Educational | La curatrice
Bianca Basile (Catania, 1995) scrive, cura mostre e workshop nell’ambito dell’arte contemporanea. È dottoranda in Educazione nella società contemporanea (Università degli Studi di Milano Bicocca), contributor per Balloon Project dal 2019 e collabora all’incontro tra Platea Palazzo Galeano e i giovani lodigiani dal 2024. Oggetto principale della sua ricerca è l’arte come strumento di relazione con il mondo.
Platea Educational | L’artista
Nicola Biagetti (Bologna, 1995) è un artista visivo, designer e fotografo. Vive e lavora tra Bologna e Milano. Nel 2017 consegue la laurea triennale in Design del prodotto industriale dell’Università di Bologna. Nel 2019 partecipa al modulo “Petro Subjectivity and Social Ecology” presso Cittadellarte – Fondazione Pistoletto. Nel 2020 completa il master sull’immagine contemporanea presso FMAV – Fondazione Modena Arti Visive. Nel 2022 si forma come attivatore urbano tramite il programma FUTURE: From Urban To hUman REgeneration, cofinanziato dal Programma Erasmus+dell’Unione Europea.