Qual è la più grande discarica del mondo? Il mare.
Informazione ricevuta da Greenpeace
Ciò che separiamo e differenziamo correttamente nelle nostre case viene spedito in Paesi, come Turchia e Malesia …
Meno del 10% della plastica viene effettivamente riciclato
E il “nostro” Mar Mediterraneo, un bacino semichiuso con pochi scambi con altri oceani, è
- uno dei mari più inquinati dalla plastica.
Grazie alla Direttiva Europea contro la plastica monouso,
- avremmo dovuto liberarci da cannucce, posate e alcuni altri prodotti usa e getta.
Ti basta entrare
- in un supermercato, però, per avere la prova che
- siamo ancora invasi dalla plastica e andando al mare ne potrai avere la conferma.
È vero, abbiamo ottenuto una Legge Europea e impegni da multinazionali come Coca-Cola, e questo è il segnale che abbiamo aperto un varco nell’opinione pubblica, nelle politiche aziendali e nelle istituzioni, ma adesso è il momento di percorrere tutta la strada per
- portare l’inquinamento da plastica a ZERO!
Dall’Unione Europea vogliamo
- di più di una piccola lista di prodotti vietati, vogliamo
- vincoli per tutte le multinazionali e
- un impegno serio per fermare il traffico di rifiuti non riciclabili verso i paesi del Sud del Mondo.
Chiediamo un trattato globale contro la plastica, che sia sotto l’egida delle Nazioni Unite!
Il 2026 dovrebbe essere l’anno decisivo per ottenere questo trattato.
Per questo oggi rilanciamo la nostra Campagna, per chiedere impegni concreti, in primis al governo italiano, e la ratifica di un trattato globale contro la plastica.
- Una lista di prodotti vietati non basterà a salvare il mare.
- Chiediamo un trattato globale sotto l’egida delle Nazioni Unite.
Dall’oceano antartico fino alle coste asiatiche,
- il viaggio della plastica tocca interi continenti, dalla produzione allo smaltimento. Come se non bastasse,
- la plastica è dannosa ancora prima di entrare in commercio: il 99% viene prodotta da petrolio e gas fossile, minacciando anche il clima e la nostra salute.
Con la nostra Campagna vogliamo fare luce anche su un tema scomodo: il falso o presunto riciclo. Oggi, una parte di
- ciò che separiamo e differenziamo correttamente nelle nostre case
- viene spedito in Paesi, come Turchia e Malesia, non dotati di impianti di smaltimento adeguati, inquinando terra, fiumi e mettendo a rischio la salute della popolazione.
Anche per questo serve un intervento globale, che coinvolga tutti gli Stati sotto l’egida delle Nazioni Unite.
- I negoziati per il trattato globale si sono arenati a causa di un profondo scontro di interessi: da un lato i
- Paesi più ambiziosi vogliono tagliare la produzione industriale di plastica alla fonte, dall’altro
- i Paesi produttori di petrolio e le lobby petrolchimiche che spingono per concentrarsi solo sul riciclo dei rifiuti, senza tenere presente però che
- meno del 10% della plastica viene effettivamente riciclato.
Il 2026 è diventato l’anno della verità perché rappresenta
- l’ultima finestra temporale utile per sbloccare il mandato dell’ONU.
- Se i governi non troveranno un accordo definitivo e vincolante entro i prossimi mesi,
- il trattato rischia di fallire per sempre o di essere svuotato di ogni potere reale, condannando i mari a un’invasione incontrollata di plastica.
Grazia, la battaglia contro la plastica si può vincere, ma non possiamo fermarci ora, altrimenti la daremo vinta a chi crede che con timidi impegni di facciata si possa mettere a tacere la coscienza dei cittadini.
Greenpeace Italia
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