Mostre estate autunno 2026 – Thaddaeus Ropac programma espositivo

Thaddaeus Ropac presenta un’anteprima del programma espositivo per l’estate e l’autunno 2026

Leoncillo
Perchè più bruci
Milano Palazzo Belgioioso

16 settembre — 14 novembre 2026

Perché più bruci è

  • la prima mostra personale dello scultore italiano Leoncillo con la galleria, realizzata in collaborazione con la Fondazione Leoncillo e curata da Lorenzo Fiorucci, Alberto Salvadori e Azalea Seratoni.

Ripercorrendo il costante interesse di Leoncillo per la ceramica come mezzo vitale per le ambizioni espressive dell’arte moderna, la mostra riunisce sculture e opere su carta che attraversano i quattro decenni della sua carriera. La forma dell’albero offre all’artista la possibilità di coniugare un profondo legame con la natura con una concezione poetica del corpo, ponendo le basi della sua visione artistica. Dai primi disegni di ulivi degli anni Trenta fino ai diversi linguaggi sviluppati successivamente, questo motivo rimane un punto di partenza costante nella sua pratica. Trova espressione nelle forme pastorali e mitologiche delle sue prime sculture, ricche di riferimenti letterari, e, successivamente, nelle sculture astratte degli ultimi anni, caratterizzate da un linguaggio altamente gestuale e improvvisato, in cui fessure, spaccature e incisioni diventano luoghi di trasformazione della materia.

In apertura questa estate durante il Festival di Salisburgo
Sean Scully
To Feel
Salisburgo Villa Kast

24 luglio — 26 settembre 2026

Inaugurazione: venerdì 24 luglio, ore 18.30-20.00

To Feel riunisce opere di grande formato tratte dalla fondamentale serie Wall of Light di Sean Scully.

Avviata nel 1998, questa serie è caratterizzata da blocchi di colore verticali e orizzontali che danno vita ad architetture pittoriche evocative della trama di un muro in mattoni. Toni scuri, che richiamano robuste travi di legno, si alternano a colori più luminosi e contrastanti, aggregandosi in unità irregolari all’interno della composizione. Come ha osservato Scully: «Il muro è una barriera, ma ciò che faccio è dissolverlo. È qualcosa di metafisico, trasformativo». Le variazioni di tonalità e luminosità evocano le impressioni della luce, creando al contempo un senso di tensione e di movimento. «I dipinti di Scully hanno da tempo una presenza decisamente fisica, corporea… Il rapporto tra le texture superficiali e i profondi strati di colore sembra attraversare una graduale trasformazione, come se lo stato materiale stesso delle opere fosse in continuo mutamento», scrive Antonia Hoerschelmann nel catalogo che accompagna la mostra.

Not Vital
Listening + Looking + Reaching
Salisburgo Halle

24 luglio — 26 settembre 2026

Inaugurazione: venerdì 24 luglio, ore 17.00–18.30

Abbracciando quasi due decenni di attività dell’artista svizzero, la mostra riunisce una selezione di sculture realizzate dal 2009 a oggi e la sua più recente serie di autoritratti dipinti, offrendo un esempio dell’approccio multidisciplinare di Vital e delle sue strategie di rappresentazione alternative, a volte umoristiche e illogiche. Radicata nel paesaggio naturale della sua valle natale, l’Engadina, e plasmata dai ritmi del suo stile di vita nomade, l’opera di Vital affronta temi legati all’abitare e all’ambiente, nonchè alle intersezioni tra pittura, scultura e architettura. Nel corso della sua carriera, l’artista ha messo in discussione le concezioni tradizionali della rappresentazione, adottando spesso logiche non convenzionali per raffigurare la figura umana nei suoi termini più essenziali e principali. Fin dalle sue prime opere, ha concepito il corpo non come un oggetto fisso e chiuso in sé stesso, ma come uno spazio di scambio simbiotico tra l’identità individuale e l’ambiente circostante.

In apertura a settembre, in concomitanza con Frieze Seoul

Georg Baselitz
Per Mano
Seoul Fort Hill

1 settembre — 14 novembre 2026

Hannam Night Opening: martedì 1 settembre, ore 17.00

In concomitanza con una importante retrospettiva dell’artista presso il Sehwa Museum of Art di Seoul, la galleria Thaddaeus Ropac di Seoul presenta una mostra personale di Georg Baselitz, concepita in stretta collaborazione con l’artista prima della sua scomparsa nell’aprile 2026. La mostra rende omaggio alla prodigiosa opera del maestro attraverso due serie pittoriche, mai esposte prima in Corea, che incarnano l’ultimo decennio della sua pratica artistica. Segna inoltre la prima presentazione in Corea delle opere della serie Schatten (2020), già esposte in occasione delle retrospettive al Sakıp Sabancı Museum di Istanbul (2024) e al Museo de Bellas Artes de Bilbao (2025). Ispirate dall’Arcivescovo Filippo Archinto di Tiziano (ca. 1558, Philadelphia Museum of Art, Pennsylvania), queste opere vibranti cristallizzano il suo approccio al colore sempre radicale e materico, che si aggrega fino a formare teste disincarnate e sfuggenti, avvolte dall’ombra evocata dal titolo. Nei dipinti Darkness Goldness (2019–25), l’artista raffigura invece mani monumentali dorate che tremolano con una qualità spettrale, sospese su fondi di un nero profondo che richiama Lucas Cranach il Vecchio. Entrambe le serie mettono in luce il costante e intensamente sensibile confronto di Baselitz con il tema della mortalità, proseguito sin dal ciclo fondamentale di Avignone presentato alla Biennale di Venezia nel 2015.

Inaugurazione nelle nostre gallerie a settembre

Like Music in the Blood
Mostra collettiva
Londra Ely House

3 settembre — 1 ottobre 2026

Like Music in the Blood riunisce il lavoro di otto artisti contemporanei, tra cui Kira Freije e Tanoa Sasraku, entrambe recentemente selezionate

  • tra i candidati del Turner Prize 2026, Suleman Aqeel Khilji, Galli, Tiona Nekkia McClodden, Hannah Quinlan e Rosie Hastings, Benjamin Orlow ed Emil Sands.
  • Lavorando tra pittura e scultura, questi artisti rappresentano il corpo attraverso strategie di omissione, spostamento, proiezione e astrazione. Come un linguaggio conosciuto e percepito in modo intimo e privato, il senso di sé viene esplorato come qualcosa che si porta sotto la pelle, frammentato nella sua traduzione dall’esperienza interiore alla forma materiale.

Ali Banisadr
Talisman
Parigi Marais

5 settembre — 10 ottobre 2026

Attraversando nuove pitture, sculture e pastelli, Talisman riunisce i linguaggi centrali della pratica dell’artista iraniano di nascita e statunitense d’adozione Ali Banisadr: mondi pittorici densamente orchestrati, figure archetipiche, frammenti simbolici e oggetti carichi di energia che sembrano veicolare la memoria attraverso il tempo. In concomitanza con la mostra di Banisadr al Musée national Gustave Moreau di Parigi, che inaugurerà il 9 settembre e in programma fino al 7 dicembre 2026, Talisman si sviluppa in dialogo con il maestro simbolista francese, la cui opera costituisce un punto di riferimento fondamentale per questo nuovo corpus di lavori.

Nick Oberthaler
Mostra personale
Parigi Marais

5 settembre — 10 ottobre 2026

La galleria Thaddaeus Ropac di Parigi Marais presenta una mostra di nuove pitture dell’artista austriaco Nick Oberthaler. Le opere di grande formato in mostra proseguono la sua esplorazione della tela come soglia o finestra, mettendo in dialogo l’astrazione geometrica con le seducenti profondità di uno spazio illusorio implicito. Accanto a queste, un gruppo di lavori di formato più piccolo rivela un aspetto più gestuale della pratica dell’artista.

Inaugurazione nelle nostre gallerie a ottobre

Marc Brandenburg
Mostra personale
Salisburgo Villa Kast

3 ottobre — 23 dicembre 2026

Dopo la sua acclamata mostra alla Berlinische Galerie all’inizio di quest’anno, Marc Brandenburg presenta una serie di lavori recenti presso la galleria Thaddaeus Ropac di Salisburgo. I suoi disegni a matita, estremamente dettagliati, prendono avvio da fotografie scattate durante lunghe passeggiate notturne a Berlino o Barcellona, oppure da immagini tratte da riviste, film e libri. L’artista trasforma questi materiali in grafite attraverso un processo di inversione assimilabile ai negativi fotografici. Attraverso strategie espositive non convenzionali, come l’uso della luce ultravioletta, le opere avvolgono lo spettatore in un’esperienza immersiva, amplificata da una luminosità quasi ultraterrena. L’inversione tra luce e oscurità diventa così una negazione delle norme esistenti, una metafora del sovvertimento dei valori di una società in cui gli individui che non si conformano al sistema capitalistico vengono marginalizzati.

VALIE EXPORT & KETTY LA ROCCA
BODY SIGN
Salisburgo Villa Kast

3 ottobre — 23 dicembre 2026

BODY SIGN mette in scena un dialogo inedito tra VALIE EXPORT e KETTY LA ROCCA, due delle più visionarie artiste concettuali femministe emerse in Europa negli anni Sessanta. La mostra è stata concepita in stretta collaborazione con VALIE EXPORT (1940–2026) per la sua prima presentazione presso la galleria Thaddaeus Ropac di Milano nel dicembre 2025. Entrambe le artiste hanno posto il proprio corpo al centro delle loro sperimentazioni attraverso fotografia, video, performance e scultura, mettendo in discussione la funzione patriarcale del linguaggio e rivelando le modalità con cui esso opera negli spazi pubblici e privati. Sebbene le due artiste non si siano mai incontrate, le loro pratiche evidenziano sorprendenti affinità che testimoniano una comune urgenza: la necessità di riformulare l’identità femminile e di «sviluppare altre forme di linguaggio al di fuori del sistema dominato dagli uomini», come affermava EXPORT.

In concomitanza con Frieze Londra
Georg Baselitz
Heroes
Londra Ely House

13 ottobre — 18 dicembre 2026

In concomitanza con Frieze Londra, la galleria presenta una mostra dedicata agli Heroes di Georg Baselitz, che riunisce dipinti chiave e opere su carta appartenenti a questa serie fondamentale del primo periodo dell’artista. Realizzate in un intenso arco di produzione tra il 1965 e il 1966, le opere della serie Hero raffigurano un insieme di figure monumentali e ambigue. Ambientati in paesaggi desolati e devastati, questi personaggi vagano senza meta in una terra di nessuno, sospesi tra passato e presente. «Non sono eroi che agitano i pugni», ha dichiarato Baselitz, «sembrano spezzati, distrutti, logori, strappati. Ed è così che li volevo». La serie rappresenta un momento decisivo sia all’interno della sua produzione sia nel contesto più ampio dell’arte del secondo dopoguerra, riflettendo una visione cruda e senza compromessi della società tedesca postbellica e del ruolo dell’artista al suo interno. Con prestiti provenienti da importanti collezioni istituzionali e opere significative dalla collezione della famiglia Baselitz, questa sarà la prima mostra nel Regno Unito interamente dedicata alla serie Hero.

Jordan Casteel. Photo David Schulze
In concomitanza con Art Basel Parigi
Jordan Casteel
Mostra personale
Parigi Marais

19 ottobre — 18 novembre 2026

La galleria Thaddaeus Ropac di Parigi Marais presenta nuove pitture dell’artista americana Jordan Casteel, segnando la sua prima mostra in Francia. Realizzate nella prima metà del 2026, le opere collocano figure e paesaggi in una palette fredda e terrosa, ispirata alla luce delle profondità dell’inverno, approfondendo la sua costante osservazione ravvicinata dei legami affettivi e dei luoghi. La mostra include inoltre una serie di lavori botanici di piccolo formato, dipinti sur le vif. Catturati come emblemi intimi di coltivazione e presenza, questi “ritratti” floreali dell’artista offrono un potente contrappunto ai soggetti umani che li accompagnano.

Anselm Kiefer
Nymphäum
Parigi Pantin

Fino al 25 ottobre 2026

Attraverso oltre 20 nuove pitture, in Nymphäum Anselm Kiefer orchestra superfici pittoriche stratificate e materiali collage per rielaborare narrazioni tratte dalla mitologia classica. Il titolo della mostra si traduce come “ninfeo”, riferimento ai santuari consacrati alle ninfe nell’antica Grecia e a Roma. Kiefer trasforma lo spazio espositivo in un proprio ninfeo pittorico: un nuovo capitolo nell’intreccio tra mito e materia che caratterizza la sua pratica da oltre cinquant’anni.

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