Educare un ragazzo esclusivamente a una professione specifica può essere rischioso – Perchè?
Riporto alcune idee del prof. Yuval Noah Harari, perché è uno stidioso universitario, riconosciuto in tutto il mondo; anche se da qualcuno ingiustamente denigrato.
Di Harari ho parlato diffusamente e basta inserire il suo nome nella barra delle ricerche dei titoli e troverete tutto quello che ho scritto al suo riguardo.
Pensiero del giorno dal libro di Yuval Noah Harari – Intelligenza Artifciale definizione
Purtroppo, tutto ciò che si avvicina alla verità nuda e cruda,
- non è quasi mai ottimistico e superficiale, ma complesso e richiede preparazione e concentrazione per essere capito.
Cosa sostiene il prof. Harari nel libro: in 21 lezioni per il 21° secolo – 21 Lessons for the 21st Century e nei suoi interventi sul futuro dell’AI?
La sua tesi di fondo è alquanto radicale:
- non possiamo sapere quali conoscenze tecniche serviranno fra 20 o 30 anni, quindi
- educare un ragazzo esclusivamente a una professione specifica può essere rischioso. Harari porta proprio l’esempio della programmazione: una competenza oggi molto preziosa potrebbe essere largamente automatizzata dall’AI domani.
Non prepariamo i nostri figli a svolgere un lavoro;
- prepariamoli a poter cambiare lavoro molte volte senza smettere di essere competenti.
È probabilmente la competenza più importante. Un ragazzo che sa
- studiare autonomamente,
- cercare informazioni,
- distinguere una fonte affidabile da una sciocchezza e
- acquisire rapidamente una nuova competenza avrà un enorme vantaggio.
2. Matematica, scienze e tecnologia.
Non perché tutti debbano diventare programmatori, ma perché
- capire dati, probabilità, tecnologia e AI diventerà sempre più simile a ciò che oggi significa saper leggere e scrivere.
E soprattutto: non avere paura dell’AI.
- Bisogna imparare a usarla come strumento, ma anche a capire quando sbaglia.
3. Inglese molto buono.
Lo considero quasi
- una competenza di base. Permette di accedere a una quantità enormemente maggiore di conoscenza, persone, università e opportunità lavorative.
4. Capacità umane difficili da automatizzare, come; l’idraulico, l’elettricista specializzato ecc…
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Qui secondo me c’è
- un punto che talvolta viene sottovalutato, parlando di Harari.
Empatia, capacità di collaborare, leadership, negoziazione, creatività, capacità di raccontare una storia, comprendere le persone e prendere decisioni in situazioni ambigue potrebbero diventare più, non meno, importanti.
Un futuro professionista potrebbe avere un’AI potentissima a disposizione.
- Il suo valore sarà anche nel sapere quale problema vale la pena risolvere e perché.
5. Autonomia e resilienza.
Personalmentte, vorrei che un figlio arrivasse all’età adulta pensando:
- “Se il mondo cambia, posso imparare qualcosa di nuovo.”
È molto più utile della sicurezza psicologica che deriva dal pensare di avere scelto “il posto sicuro” per tutta la vita.
6. Una specializzazione vera.
Anche qui farei una precisazione rispetto a una lettura estrema di Harari:
- non credo che basti essere “flessibili”.
La combinazione che cercherei è:
una competenza profonda + capacità interdisciplinare + capacità di usare l’AI.
Per esempio, non semplicemente “informatica”, ma informatica + medicina; non semplicemente “economia”, ma economia + energia; non semplicemente “biologia”, ma biologia + dati + AI.
Sono proprio
- le intersezioni tra discipline che potranno diventare molto interessanti.
E quindi, concretamente, come orienterei un figlio?
Non gli chiederei continuamente:
“Che lavoro vuoi fare da grande?”
Gli chiederei piuttosto:
Che cosa ti incuriosisce?
Quali problemi ti piace cercare di risolvere?
Preferisci lavorare con persone, numeri, cose o idee?
In cosa diventi bravo molto velocemente?
Quale attività ti fa perdere la cognizione del tempo?
Poi gli permetterei di provare davvero: sport, musica, programmazione, costruire oggetti, teatro, viaggi, volontariato, piccoli lavori, progetti personali.
Perché
- spesso un ragazzo non scopre la propria inclinazione riflettendoci sopra: la scopre facendo.
E c’è una cosa ancora più importante
Non cercherei di eliminare tutte le difficoltà dalla vita dei figli.
Un ragazzo che ha sempre avuto qualcuno che gli risolve i problemi, può avere grandi difficoltà quando arriva un mondo professionale imprevedibile.
Gli insegnerei invece a
- sopportare frustrazione, errore, fallimento e incertezza.
Perché se Harari ha ragione su una cosa fondamentale, è questa:
- il vantaggio non sarà necessariamente di chi possiede più informazioni.
- Sarà di chi riesce a rimanere lucido quando le informazioni diventano troppe e il mondo cambia velocemente.
Se dovessi condensare tutto in una formula
Io direi ai miei figli:
“Non cercare il lavoro che sarà sicuro per i prossimi quarant’anni. Diventa una persona capace di imparare abbastanza velocemente da poter cambiare lavoro quando sarà necessario.”
E aggiungerei una seconda cosa, forse ancora più importante:
“Non scegliere soltanto ciò che l’AI non potrà fare. Impara a fare bene ciò che l’AI può potenziare.”
Questa, secondo me, è una differenza fondamentale.
Il libro del prof. Harari – 21 lezioni per il 21° secolo
breve riassunto:
In un mondo alluvionato da informazioni irrilevanti, la lucidità è potere.
La censura non opera bloccando il flusso di informazioni, ma
- inondando le persone di disinformazione e distrazioni. 21 lezioni per il XXI secolo si fa largo in queste acque torbide e affronta alcune delle questioni più urgenti dell’agenda globale contemporanea.
Perché la democrazia liberale è in crisi? Dio è tornato? Sta per scoppiare una nuova guerra mondiale? Che cosa significa l’ascesa di Donald Trump? Che cosa si può fare per contrastare l’epidemia di notizie false?
Quali civiltà domineranno il pianeta: l’Occidente, la Cina, l’islam?
L’Europa deve tenere le porte aperte ai migranti? Il nazionalismo può risolvere i problemi causati dalla disuguaglianza e dai cambiamenti climatici? In che modo potremo difenderci dal terrorismo? Che cosa dobbiamo insegnare ai nostri figli?
- Miliardi di noi possono a stento permettersi il lusso di approfondire queste domande,
- perché siamo pressati da ben altre urgenze: lavorare, prenderci cura dei figli o dare assistenza ai genitori anziani.
Purtroppo la storia non fa sconti.
Se il futuro dell’umanità viene deciso in vostra assenza,
- poiché siete troppo occupati a dar da mangiare e a vestire i vostri figli, voi e loro
- ne subirete comunque le conseguenze.
Certo è parecchio ingiusto; ma chi ha mai detto che la storia è giusta?
Un libro non può dare alla gente né cibo né vestiti, ma può fare e offrire un po’ di chiarezza, contribuendo ad appianare le differenze nel gioco globale.
Se questo libro servirà ad
- aggiungere al dibattito sul futuro della nostra specie anche solo un ristretto gruppo di persone, allora avrà raggiunto il suo scopo.