Uccidono i gorilla e inquinano le acque – un problema che ci riguarda

Una foresta grande quanto la Francia rischia di essere aperta a trivellazioni e miniere

Le foreste del bacino del Congo stanno per essere consegnate nella mani sporche di aziende fossili e minerarie!

Ricevo da Greenpeace e lo pubblico volentieri – perché penso che i problemi del mondo sono anche i nostri –

  • se uccidiamo tutti i gorilla, gli elefanti e gli scimpanzè, togliamo una importante fonte di guadagno dal turismo e rompiamo un equilibrio naturale,
  • se distruggiamo le foreste vergini, il clima peggiorerà sempre più,
  • se inquiniamo le acqua africane; avremo, per esempio, molti più migranti e
  • il mondo sarà più povero;
  • in breve tempo anche noi ne risentiremo.

Avevano promesso di proteggerle.

Ma abbiamo scoperto che

le foreste del bacino del Congo stanno per essere consegnate nella mani sporche di aziende fossili e minerarie!

Nella Repubblica Democratica del Congo

  • una foresta grande quanto la Francia rischia di essere aperta a trivellazioni e miniere.

Non è un’ipotesi.

È ciò che emerge dal nuovo report di Greenpeace Africa, che denuncia come una delle più grandi iniziative di protezione delle foreste al mondo,

  • il corridoio ecologico Kivu-Kinshasa, sia minacciato dal profitto.

Quello che abbiamo scoperto è sconvolgente.

Un territorio immenso, che si estende dalla regione orientale del Kivu fino a Kinshasa.

Oltre 544 mila chilometri quadrati di foreste e torbiere, estese quanto tutta la Francia, e un progetto di conservazione della natura nato nel 2025 per proteggere uno degli ecosistemi più ricchi del pianeta.

Perché è così prezioso?

Questo corridoio verde – dove

  • vivono alcuni degli animali più straordinari della Terra come
  • il gorilla di Grauer,
  • l’elefante di foresta africano,
  • lo scimpanzè e molte altre specie uniche – fa parte delle preziosissime foreste del bacino del Congo, che costituiscono la seconda foresta pluviale tropicale più estesa del mondo, dopo l’Amazzonia.

Ecosistemi unici, che

  • contribuiscono a proteggere il clima del pianeta,
  • immagazzinando enormi quantità di carbonio e custodendo una biodiversità insostituibile.

Eppure questo corridoio ecologico rischia di essere sacrificato.

A pochi mesi dalla sua istituzione,

  • il governo della Repubblica Democratica del Congo ha annunciato l’avvio di bandi per l’assegnazione di licenze petrolifere.

La nostra indagine ha rivelato una realtà allarmante:

  • il 72% del corridoio ecologico Kivu-Kinshasa ricade all’interno di aree messe a gara per le licenze petrolifere.

Oltre 12,3 milioni di ettari sono interessati da concessioni minerarie.

E circa 6,5 milioni di ettari di torbiere, ecosistemi fondamentali perché immagazzinano enormi quantità di carbonio, sono minacciate dalle attività estrattive.

Dicono di voler proteggere queste foreste.

Ma la verità è che

  • stanno valutando di aprirle a nuovi progetti di estrazione di petrolio, gas e minerali.

Con la tua donazione oggi potrai fermarli perché:

Sosterrai le nostre indagini indipendenti per portare alla luce ciò che le grandi industrie vorrebbero nascondere;

Difenderai le grandi foreste del pianeta e gli ecosistemi che custodiscono la vita e la storia di antiche comunità.

Fermarai quei governi e multinazionali senza scrupoli che trattano la natura come una risorsa da saccheggiare.

AIUTACI A FERMARLE  https://donazione.greenpeace.it/foreste-congo/~mia-donazione?ns_ira_cr_arg=IyMjIyMjIyMjIyMjIyMjIyMjIyMjIyMjIyMjIyMjIyOccbljgO989ID4X14booAbxMBBMFMgC1g4vbN4p3hJB_3vy-c1pkMeYKmCFUvwKY960zBdlc9L6lD6F1x-WAsVo19LJ9K6aAP5F8yDLxoGjyp9YrtGl67spoiDCLmY4UobDflI3tWdsxGXprfiqXxFFz1WPJ7qyXODiaiozxsbGQ_wgp4FI86dNRcUCx8QtyG6q8CQ38CPzcFcxPBMsWmZ&utm_term=firm-foreste&utm_campaign=donate&utm_medium=email&_hsenc=p2ANqtz–8xJXVv6msrU4IgPRjPqYOc6yOYem5uxfFaIVQzqj6DPw5aohdEQUJNG1A-hQnp3ErH9AbFZLFCGIBTG4fUwqKu0Bh4g&_hsmi=142615242&utm_content=20260811_dgtfr_donate_congo_firm-foreste&utm_source=hs&_cv=1

È l’ennesimo paradosso di un sistema in cui la corsa al profitto non conosce limiti.

Nemmeno davanti a una delle ultime grandi foreste tropicali del pianeta.

Nemmeno davanti agli animali che la abitano.

Nemmeno davanti ai Popoli Indigeni e alle comunità locali che da generazioni custodiscono questi territori e rischiano di perdere la propria terra, la propria cultura e il proprio futuro.

  • Quello che accade nelle foreste del bacino del Congo riguarda anche noi.

Non sono foreste qualsiasi.

Quando ecosistemi come questo vengono distrutti, perdiamo tutti.

  • Perdiamo una barriera naturale contro il cambiamento climatico.

Perdiamo biodiversità. Perdiamo una parte del futuro che lasceremo alle prossime generazioni.

Ma grazie alle nostre indagini possiamo portare queste minacce alla luce.

Possiamo raccogliere prove. Possiamo denunciare chi mette gli interessi economici davanti alla protezione della natura.

Questo è il momento di fare pressione su governi, aziende e investitori perché fermino nuovi progetti estrattivi e rispettino i diritti delle comunità che vivono in questi territori.

E possiamo farlo solo grazie a persone come te che ci sostengono e che sanno che insieme possiamo e sappiamo raggiungere obiettivi importanti.

Ecco, questa è una di quelle battaglie che non possiamo proprio perdere.

AIUTACI A PROTEGGERE LE FORESTE DEL CONGO!

Grazie di cuore, davvero.

Martina Borghi
Responsabile Campagna Foreste

Greenpeace Italia

Greenpeace é un’organizzazione non violenta e finanziariamente indipendente, che agisce per denunciare i problemi ambientali e promuovere soluzioni per un futuro verde e di pace. Le nostre risorse provengono dalle donazioni di singole persone che condividono i nostri ideali, non accettiamo fondi da stati, partiti o aziende: questo ci consente la piena libertà di parola e azione in tutti i luoghi e in tutte le circostanze.

Greenpeace Italia, Via della Cordonata 7, Roma, Italia

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