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Notizie del giorno caldo torrido al sud – Nepal italiani dispersi – Svizzera massa di ghiaccio instabile sopra Zermat

Mentre al sud d’Italia si boccheggia, e anche chi è al mare soffre perché pure alle acque del Mediterraneo sono calde come non mai, i ghiacciai ci presentano il loro conto dal Nepal alla montagnosa Svizzera, sino alle nostre Alpi italiane!

In Nepal risultano ancora dispersi ancora tre italiani, un lago formatosi con i detriti della frana di mercoledì scorso ha cominciato a tracimare; siamo nella zona al confine con il Tibet.

All’opposto nelle acque del Mediterraneo solo nelle acque delle isole greche c’è ancora sollievo dalla calura. Anche quando si fa il bagno, sulle nostre spiagge, si boccheggia da giugno.

Una situazione che avrà anche gravi ripercussioni sul turismo futuro e determinerà flussi verso zone ancora poco battute dalle masse vacanziere come il Mar Baltico o la Francia del Nord.

Molti parlano di montagna, ma se si rimane intorno ai 700 – 1.000 metri, dove c’è la maggioranza delle strutture turistiche m ontane, fa comunque caldo. Più in alto ci sono poche strutture e raggiungeranno prezzi molto alti. Anche il clima, oggi,  segna un’ulteriore differenza di qualità della vita tra chi può spendere e chi no.

Le montagne svizzere, sono notoriamente molto ben monitorate e da decenni si fanno studi sull’arretramento dei ghiacciai e sulla differenziazione del turismo. Prudentemente stanno, infatti, sviluppando un turismo senza sci invernale, ma con interessanti e numerose alternative.

Purtroppo, la notizia del giorno è che nella zona di Zermatt, il ghiacciaio di Bisgletscher è a rischio di crollo; è stato utilizzato il livello 3 per il monitoraggio dal 24 agosto di quest’anno, 2026.

Dal vicino Comune di Randa, paese svizzero a 1400 metri sul livello del mare, gli abitanti e gli esperti stanno osservando con apprensione cosa accade a 3mila metri più sopra; dove c’è la cima del monte Weisshorn( 4.505 metri sul livello del mare), che sovrasta il paese, insieme al suo ghiacciaio che sta dando segni di crescente instabilità (forte aumento dei movimenti e un’accelerazione della massa instabile).

Ovviamente, sono stati chiusi tutti i percorsi escursionistici della zona rivolta al versante del ghiacciaio Weisshorn. E’ di lunedì scorso la notizia di almeno tre distacchi fermatisi, fortunatamente, sull’altopiano sottostante la cima del monte Weisshorn (monte e ghiacciaio hanno il medesimo nome), senza raggiungere il pendio che ne avrebbe favorito lo scivolamento a valle.

La situazione è grave, ma lo è anche per gli altri ghiacciai dove, le temperature superiori allo zero favoriscono la circolazione di acqua corrente sotto il manto del ghiaccio; dove incontra la roccia, questo favorisce lo scivolamento delle masse di ghiaccio verso valle.

Per non parlare del pericolo dei nuovi laghi creati dallo scioglimento dei ghiacciai, a tutte le latitudini, in caso di frane (sia di ghiaccio che di sedimenti) questi specchi d’acqua si trasformano in masse d’acqua che scendo a valle all’improvviso; come è successo in Tibet.

La Svizzera sta monitorando il ghiacciaio Weisshorn costantemente, con gli strumenti più sofisticati; radar interferometrico, rilevazioni GPS e telecamere capaci di seguire gli spostamenti della massa in tempo reale.

Secondo il responsabile per i rischi geologici del Canton Vallese (dove si trova il ghiacciaio), Ghillaume Favre-Bulle, ci sono due scenari possibili; lo ha riferito la televisione Rts

– il ghiaccio si può frantumare progressivamente, senza fare danni
– la massa di ghiaccio si può staccare improvvisamente e ben compattata, allora i rischi sono gravissimi.

Sta di fatto che il cambiamento climatico è un dato di fatto e non una bolla di caldo occasionale e chi ha le responsabilità dovrebbe spiegare ai cittadini quali misure di prevenzione si stanno prendendo ma, almeno in Italia, si parla d’altro e

  • si affrontano le varie notizie come fossero disgrazie occasionali, da dimenticare il giorno dopo, sperando che l’anno prossimo vada meglio,
  • ma le cose stanno ben diversamente e gli scienziati più seri lo dicono dal secolo scorso.

———————————                  FOTO COPERTINA: “Madrepore-e-clima-che-cambia-anche-il-ghiaccio”- 2008 –  Grazia Seregni Copyright© All rights reserved –

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