Come la guerra viene resa narrabile, accettabile, desiderabile o comunque inevitabile.
Il quotidiano The Guardian, ci ricorda che è in corso anche “una guerra cognitiva”.
Il Center for Europian Reform – Centro per la riforma europea (TeamTalk con sede a Londra) lo ha scritto in un report di marzo 2026:
“I governi devono arruolare i leader culturali per spiegare alle masse perché le spese militari devono aumentare”
La coalizione Azione culturale in Europa – Culture Action Europe, che comprende oltre 500 organizzazioni culturali, in due diversi scritti, ma sempre nel marzo 2026, dice che: “La cultura, i media e la società civile devono essere considerati una priorità strategica per le politiche e i finanziamenti dell’Unione Europea”.
“I governi devono dialogare con le istituzioni culturali e finaziare le arti, perché contribuiscano alla conversazione pubblica sulla difesa, devono coinvolgere personaggi popolari, Membri delle famiglie reali, atleti e leader giovanili. Devono progettare curriculum scolastici per insegnare.
Per chi è interessato all’argomento vi riporto il sunto del libro:
Cinema e guerra. Capire il cinema di guerra: le narrazioni tra immaginario della violenza e creazione del consenso
di Federico Greco
Dopo “Cinema e potere” (2025), questo è il secondo volume
- tratto dalla rubrica di grande successo Desaparecinema.
Nell’epoca in cui l’Occidente si riarma per l’ennesima volta,
- Greco analizza il rapporto tra il cinema e la guerra in chiave estetica, storica, geopolitica e filosofica.
Uno sguardo acuto e senza sconti per decodificare un genere che ha avuto , fin dalle origini del cinema, un ruolo chiave come strumento di propaganda.
Vadim Bottoni nella prefazione scrive:
“Non si limita a denunciare il rapporto, pure documentato e storicamente rilevante, tra industria cinematografica, potere politico e apparati militari.
Non si accontenta di
- mostrare come Hollywood abbia accompagnato, sostenuto o anticipato l’immaginario strategico degli Stati Uniti.
Il punto più interessante del volume è un altro:
- interrogare il cinema come dispositivo di formazione dell’immaginazione politica, cioè come luogo in cui
- la guerra viene resa narrabile, accettabile, desiderabile o comunque inevitabile.” In questa visione é chiaro come “Il campo di battaglia si prolunga nello schermo, e lo schermo non è un semplice riflesso del conflitto: è uno dei luoghi in cui si combatte l’invisibile guerra cognitiva.
Hollywood, il Pentagono e Washington
Il cinema e la sicurezza nazionale dalla seconda guerra mondiale ai nostri giorni
di Jean-Michel Vavantin
«Valantin dimostra che, per quanto preoccupata dalla propria indipendenza, Hollywood è stata sempre e rimane oggi ossessionata dal problema della sicurezza nazionale».
«Le monde des livres»
«Dopo aver letto questo libro non guarderete più i film americani nello stesso modo».
«Nouvel Economiste»
Il libro tratta della storia di una relazione molto pericolosa: fra Hollywood e il potere politico-militare americano.
In questo testo Jean-Michel Valantin ci narra
- la storia degli stretti legami fra l’industria cinematografica e
- i centri del potere politico-militare americani dalla seconda guerra mondiale a oggi.
Documenti alla mano, l’autore ci spiega come
- il Pentagono e Washington
- siano intervenuti direttamente per finanziare i film e orientare le scelte delle major e dei network televisivi, con lo scopo di aumentare il consenso del pubblico verso le scelte dei governi in fatto di politica interna e, soprattutto, estera.
Le major, hanno anche
- creato spontaneamente un
- “cinema di sicurezza nazionale”, per
- formare nel pubblico occidentale il bisogno di demonizzare il nemico di turno e sentirsi un fronte comune.
Da quando Roosevelt convocò Capra e Ford per commissionare loro film
- che mobilitassero psicologicamente la nazione, passando per pellicole ideologiche come
- Il giorno più lungo,
- Terminator,
- Top Gun,
- Independence Day,
- la storia prosegue sino alla guerra irachena e
- alla nota montatura del salvataggio di Jessica Lynch, la donna-soldato “presa in ostaggio” in Iraq e liberata in diretta con una spettacolare irruzione sceneggiata dal Pentagono. Un saggio lucido, agile e attualissimo.
———————— FOTO COPERTINA: “VIRUS PERICOLOSO” 2019 – Grazia Seregni Copyright© All rights reserved –