In un periodo, come quello tra le due guerre mondiali – segnato da una grande crisi economica e sociale – le vicende di intellettuali – artisti – industriali e economisti che hanno trovato rifugio nella regione del locarnese.
Il destino di numerose famiglie ebraiche tedesche costrette ad abbandonare la propria terra e a cercare rifugio in Svizzera.
In esposizione anche opere di Christian Rohlfs (1849-1938) – uno dei principali esponenti dell’espressionismo tedesco – i cui lavori – furono classificati come “arte degenerata” dal regime nazista
ASCONA (Svizzera)
MUSEO CASTELLO SAN MATERNO

5 SETTEMBRE | 20 DICEMBRE 2026
CHARLOTTE BARA.
LEGAMI DI FAMIGLIA TRA ASCONA, WILLINGEN E WORPSWEDE.

Il progetto composto da una mostra e da un volume, offre
- una visione inedita del clima sociopolitico e culturale in Germania e
- nella regione del locarnese nei primi decenni del Novecento, valorizzando il Fondo Charlotte Bara che riunisce
- un numero importante di fotografie, disegni, dipinti, lettere e oggetti personali della
- danzatrice espressionista Charlotte Bara e della sua famiglia.
La rassegna propone
- un dialogo tra documenti, lettere, fotografie d’epoca e una trentina di opere d’arte di autori quali Carl Weidemeyer, Heinrich Vogeler, Paula Modersohn-Bäcker, Alexej Jawlensky, Christian Rohlfs, Henri Lempereur, Ehrart e Marianne Lönberg,
- per ricostruire le vicende di intellettuali, artisti, industriali e economisti che hanno trovato rifugio nella regione del locarnese, in un periodo, come quello
- tra le due guerre mondiali, segnato da una grande crisi economica e sociale.
A cura di Michela Zucconi-Poncini e Andrej Seuss.
Dal 5 settembre al 20 dicembre 2026, il Museo Castello San Materno ad Ascona (Svizzera) ospita il progetto espositivo Charlotte Bara. Legami di famiglia tra Ascona, Willingen e Worpswede, composto da una mostra e da un volume, che offre una visione inedita del clima sociopolitico e culturale in Germania e nella regione del locarnese nei primi decenni del Novecento
L’iniziativa, curata da Michela Zucconi-Poncini e Andrej Seuss, nasce da un’approfondita ricerca condotta sul Fondo Charlotte Bara, giunto ai Musei d’Arte di Ascona grazie alla generosa donazione di Eliane e Nelly Bachrach. Il Fondo riunisce un importante nucleo di fotografie, disegni, dipinti, lettere e oggetti personali della loro zia, la danzatrice espressionista
- Charlotte Bara (Bruxelles, 1901 – Locarno, 1986),
- figura significativa delle avanguardie artistiche e delle sperimentazioni sul corpo e sul movimento nella prima metà del Novecento.
- Proprio al Castello San Materno Bara visse e lavorò, eleggendolo a luogo privilegiato per la sua attività artistica e per la danza.
Michela Zucconi-Poncini ricorda come il progetto sia nato dal ritrovamento di
- “una valigia, oltre ottocento documenti che da quasi ottant’anni giacevano nell’ombra, tra le mura del Castello San Materno di Ascona.
- Una sorprendente scoperta a cui è seguito un meticoloso riordino e una ricerca storica, che ci ha rivelato gli intensi legami famigliari e di amicizia che circondavano Charlotte Bara, ad Ascona e in Germania, in un periodo storico segnato da conflitti e disuguaglianze come erano gli anni Venti e Trenta del Novecento”.
Al centro della mostra è un ricco epistolario di
- oltre ottocento tra lettere e cartoline, attraverso il quale la ricerca ricostruisce le vicende della famiglia Bachrach e il percorso di vita dei suoi componenti nei primi decenni del XX secolo, un periodo segnato da una grande crisi economica e sociale.
Dalle lettere emerge, tra l’altro,
- il destino di numerose famiglie ebraiche tedesche costrette ad abbandonare la propria terra e a cercare rifugio in Svizzera, così come l’evoluzione di una società attraversata da dibattiti, paure e pregiudizi. I temi della parità di genere e dell’omosessualità affiorano nella corrispondenza come espressione delle tensioni di un’epoca alle prese con nuovi modelli sociali e culturali.
La rassegna, costruita come un ideale dialogo tra storia e arte, presenta documenti, tracce audio, lettere e fotografie d’epoca,
- accostati a una trentina di dipinti, disegni e opere grafiche di artisti quali Carl Weidemeyer, Heinrich Vogeler, Paula Modersohn-Becker, Henri Lempereur, Christian Rohlfs e Alexej Jawlensky.
Tra questi, spiccano le figure di Heinrich Vogeler (1872-1942), artista poliedrico e personaggio chiave della colonia di Worpswede, la cui produzione riflette un’evoluzione profonda: da una fase inizialmente romantica, a un’arte sempre più impegnata sul piano sociale e politico, maturata dopo l’esperienza della guerra, o di Christian Rohlfs (1849-1938), uno dei principali esponenti dell’espressionismo tedesco, le cui opere,
- classificate come “arte degenerata” dal regime nazista, sono caratterizzate da colori intensi e da una forte carica emotiva, ed esprimono il disagio di una società in crisi.
Accanto a essi emerge la figura di Paula Modersohn-Becker (1876-1907), artista fondamentale per lo sviluppo dell’arte moderna che, dopo essersi formata tra Germania, Inghilterra e Francia, entra a far parte della colonia artistica di Worpswede. I suoi soggiorni a Parigi, a contatto con artisti come Paul Cézanne e Paul Gauguin, hanno contribuito a definire uno stile pittorico di grande intensità espressiva.
L’esposizione si completa con un volume (Armando Dadò Editore), dal titolo Una valigia piena di storie. Charlotte Bara e la sua famiglia, con una prefazione di Mara Folini, direttrice dei Musei Comunali d’Arte di Ascona, i saggi dei due curatori – Michela Zucconi-Poncini e Andrej Seuss – che ricostruiscono l’ambiente culturale asconese e le vicende di quegli intellettuali, artisti, industriali, che hanno trovato rifugio nella regione, in un periodo tra le due guerre mondiali, avendo la possibilità di sviluppare il loro impegno nell’arte, nella politica e nella società. Uno scritto di Marino Viganò approfondisce la tematica connessa all’accoglienza degli esuli nella regione del di Locarno, tra il 1920 e il 1937.
CHARLOTTE BARA. Legami di famiglia tra Ascona, Willingen e Worpswede
Ascona, Museo Castello San Materno (via Losone 10)
5 settembre – 20 dicembre 2026
Orari:
da giovedì a sabato, 10.00 — 12.00; 14.00 — 17.00
domenica e festivi, 14.00 — 16.00
Ingresso:
intero: 10 Franchi svizzeri; ridotto: 7 Franchi svizzeri
Informazioni:
+41 91 7598160/40; E. museosanmaterno@ascona.ch
Sito internet: www.museoascona.ch