In attesa delle mostre di fine ottobre
Fondazione ICA Milano riapre con un programma di
- appuntamenti tra arti visive,
- editoria,
- cinema,
- musica e performance.

Fondazione ICA Milano ha riaperto al pubblico il 18 settembre 2026 inaugurando la nuova stagione con un programma di appuntamenti che attraversa arti visive, editoria, cinema, musica e performance.
Per oltre un mese gli spazi della Fondazione diventano fucina culturale di dialoghi, conversazioni e immaginari attraverso installazioni, presentazioni editoriali, proiezioni, lecture performance, concerti e incontri pubblici.

Cielo sopra Torino, 2024
Oil and acrylic on canvas
24 – 26 settembre 2026 | Giovedì: 18.30 – 20.30 | Venerdì e sabato: 12.00 – 19.00
Presentazione del libro Con la mano sinistra, quella del cuore. Lucia Pescador con un allestimento di disegni di Lucia Pescador
30 settembre 2026 | Primo piano | 18.30 – 21.30
Proiezione del film ANNINA NOSEI – A PORTRAIT
(first cut)
A film by No Text Azienda and Fabio Cherstich
30 settembre 2026 | Piano terra| 18.30 – 21.30
Lecture Performance di Allison Grimaldi Donahue
Ha aperto il calendario, il 18 settembre, She Flickered In and Out of History, nuova installazione video di Elisa Giardina Papa.
Dal 24 al 26 settembre la Fondazione presenta il nuovo libro di Lucia Pescador, con la presenza di Michela Alessandrini, accompagnato da un allestimento dei disegni dell’artista.
Il 30 settembre il programma prosegue con la proiezione del film ANNINA NOSEI – A PORTRAIT (first cut) A film by No Text Azienda and Fabio Cherstich e con la lecture performance Proof of your history: A Journey with Barbara Guest and Allison Grimaldi Donahue di Allison Grimaldi Donahue. Seguono,
l’8 ottobre, la presentazione del nuovo album di Arianna Pasini con il live painting di Arianna Zama,
il 9 ottobre una serata dedicata alle performance a cura di Cloe Piccoli, docente dell’Accademia di Brera con interventi di tre ex studentesse e
Presentazione del libro Con la mano sinistra, quella del cuore. Lucia Pescador
con un allestimento di disegni di Lucia Pescador
24 – 26 settembre 2026 | Giovedì: 18.30 – 20.30 | Venerdì e sabato: 12.00 – 19.00
Dal 24 al 26 settembre la Fondazione ospita Lucia Pescador per la presentazione della pubblicazione Con la mano sinistra, quella del cuore. Lucia Pescador, edita nel 2025 per Electa e a cura di Michela Alessandrini, curatrice della Fondation Cartier, accompagnata da un allestimento di disegni dell’artista. Michela Alessandrini racconta gli incontri nella casa-atelier di Pescador, riflettendo sulla composizione, l’archivio e le narrazioni che ne emergono, intrecciate al racconto della vita ordinaria e straordinaria di un’artista che tramanda, interpretandola con maldestra lucidità, la cultura del Novecento.
Proiezione del film ANNINA NOSEI – A PORTRAIT
(first cut)
A film by No Text Azienda and Fabio Cherstich
30 settembre 2026 | 18.30 – 21.30
Al primo piano della Fondazione viene presentato il film dedicato alla gallerista Annina Nosei, alla presenza del regista Fabio Cherstich. Il primo montato di Annina Nosei – A Portrait, nuovo progetto di No Text Azienda e Fabio Cherstich, restituisce un ritratto intimo di Annina Nosei, storica gallerista che ha segnato la scena artistica internazionale e sostenuto gli esordi di Jean-Michel Basquiat. Tra la sua casa di New York e quella nell’upstate, il film ripercorre una vita straordinaria, trasformando la biografia di una protagonista dell’arte contemporanea in una riflessione su memoria, intuito e visione.
Barbara Guest Papers Yale University
Lecture Performance
di Allison Grimaldi Donahue
30 settembre 2026 | 18.30 – 21.30
Al piano terra della Fondazione, Allison Grimaldi Donahue presenta Proof of your history: A Journey with Barbara Guest and Allison Grimaldi Donahue, conferenza performativa nata dalla ricerca svolta presso gli archivi della poetessa Barbara Guest all’Università di Yale grazie al contributo dell’Italian Council. Il progetto restituisce un diario visivo e poetico che prende forma attraverso un’esperienza di lettura intima. Il progetto di ricerca è realizzato con il contributo della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura nell’ambito del programma Italian Council (14ª edizione, 2025), finalizzato alla promozione dell’arte contemporanea italiana nel mondo.
Fondazione ICA Milano ringrazia Banca Intesa Sanpaolo, sponsor ufficiale della Fondazione, Valsoia ed Enel per il supporto alla programmazione e alle attività di ICA Milano.
La presentazione di Elisa Giardina Papa. She Flickered In and Out of History è supportata da Eni in qualità di Main Partner della Fondazione.
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LE MOSTRE
WHEN THERE IS NO MORE MUSIC TO WRITE
Éric Baudelaire
26 ottobre – 19 dicembre 2026
A cura di Chiara Nuzzi e Alberto Salvadori
L’Addio
Leonardo Devito
26 ottobre – 19 dicembre 2026
A cura di Chiara Nuzzi
IL CALENDARIO DEGLI APPUNTAMENTI
24–26 settembre 2026 | Piano terra | Giovedì: 18.30 – 20.30 | Venerdì e sabato: 12.00 – 19.00
Lucia Pescador e Michela Alessandrini
Presentazione del libro Con la mano sinistra, quella del cuore. Lucia Pescador e allestimento di una selezione di disegni
30 settembre 2026 | Primo piano | 18.30 – 21.30
Presentazione del film ANNINA NOSEI – A PORTRAIT
(first cut)
A film by No Text Azienda and Fabio Cherstich
30 settembre 2026 | Piano terra | 18.30 – 21.30
Allison Grimaldi Donahue
Lecture performance
Proof of your history: A Journey with Barbara Guest and Allison Grimaldi Donahue
8 ottobre 2026 | Piano terra | 19.30 – 21.30
Danza gentile sull’orlo di una tempesta Concerto disegnato a cura di Arianna Pasini e Arianna Zama
9 ottobre 2026 | 19.00 – 21.30
High Tide
Performance di Emma Dotti, Chiara Sibilla, Sabrina Zanolini
A cura di Cloe Piccoli
15 ottobre 2026 | 18.30 – 21.00
Francesco Bertocco
Presentazione del volume Breaking the Circuit of Control. On the Traces of Franco Basaglia in Brazil, proiezione del film O Homem no Pelourinho e tavola rotonda con Gabi Scardi, Giovanna Silva e Luca Mosso
Fondazione ICA Milano | Istituto Contemporaneo per le Arti
Via Orobia 26, 20139 Milano
Orari: giovedì 14-18; venerdì e sabato 12-19
Ingresso libero
office@icamilano.it | www.icamilano.it
PARTICLE
Per scoprire le nuove mostre di Fondazione ICA Milano è a disposizione l’app Particle grazie alla quale è possibile accedere a contenuti esclusivi e approfondimenti inediti. Disponibile in italiano e inglese, l’esperienza digitale offre un viaggio coinvolgente attraverso le opere, i temi e le figure chiave di ogni mostra, con interviste, dietro le quinte e molto altro.
https://www.particle.art/x/Fondazione-ICA-Milano/Digital-Level
CENNI BIOGRAFICI
Michela Alessandrini
Michela Alessandrini, PhD (Tivoli, 1987) è una curatrice, scrittrice e ricercatrice italiana con sede a Parigi. La sua ricerca si concentra sulla storia delle esposizioni e sulle pratiche curatoriali e allestitive, all’intersezione tra arte, design, architettura e storytelling.
Dal 2020, è curatrice presso la Fondation Cartier pour l’art contemporain, in particolare per i programmi strategici e i progetti internazionali, come la partnership culturale con Triennale Milano – dove ha curato e co-curato diversi progetti – il più recente dei quali è la mostra monografica “Andrea Branzi by Toyo Ito”.
In precedenza, è stata consulente per la ricerca sulla collezione del Mathaf: Arab Museum of Modern Art a Doha, in Qatar. Nel 2020, ha conseguito un dottorato di ricerca presso l’Université Bordeaux Montaigne con una tesi sugli archivi curatoriali personali e istituzionali; nel 2011, ha conseguito un Master in Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università Sapienza di Roma e l’Università di Parigi I Panthéon-Sorbonne; e ha partecipato al Programma Curatoriale Internazionale École du Magasin a Grenoble.
Come ricercatrice, è stata invitata dal MACBA di Barcellona, dall’Appartement 22 a Rabat e dal Van Abbemuseum di Eindhoven. Dal 2014, è curatrice freelance in Svizzera, Francia, Belgio, Europa dell’Est e MENA. È la fondatrice della piattaforma editoriale e di ricerca “Curatorial Archives in Curatorial Practices” (www.curatorialpractices.com) e autrice di numerose pubblicazioni sull’argomento.
Éric Baudelaire
Éric Baudelaire è un artista e regista che vive a Parigi, in Francia. Dopo aver iniziato la carriera come ricercatore in scienze politiche, si è dedicato alle arti visive e al cinema, sviluppando una pratica ibrida che fonde documentario, finzione, ricerca e formati espositivi.
Il suo lavoro indaga una realtà plasmata dai sistemi di rappresentazione che strutturano le società contemporanee: costrutti politici, giudiziari, economici e informativi.
I suoi lungometraggi vengono proiettati nei festival e presentati in mostre, dove sono inseriti all’interno di installazioni più ampie che includono altre opere, documenti d’archivio e ricchi programmi di accompagnamento. Attualmente partecipa alla 61ª Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia (2026). Negli ultimi anni, le sue opere sono state esposte al Centre Pompidou, al MMK di Francoforte, alla Kunsthalle di San Gallo, al Museo Reina Sofia, alla Bergen Kunsthall, al Kunstinstituut Melly (ex Witte de With), al Bétonsalon, al Fridericianum, al Beirut Art Center, al Gasworks, nonché alla Biennale del Whitney, alla Biennale di Sharjah, alla Triennale di Yokohama, al Mediacity di Seul e alla Biennale di Taipei. È stato insignito del Premio Marcel Duchamp 2019 e ha recentemente pubblicato una monografia intitolata Make, Do, With con Paraguay Press.
Francesco Bertocco
Francesco Bertocco (1983) è un artista e docente. La sua ricerca si sviluppa attraverso il video, la fotografia e l’installazione, indagando la politica della cura e le relazioni tra medicina, psichiatria e pratiche terapeutiche, per esplorare come le istituzioni e i loro dispositivi modellino il rapporto tra individuo, memoria e potere.
Nel 2009 consegue una laurea triennale in Lettere Moderne all’Università Statale di Milano. Nel 2011 si laurea in Cinema e Video all’Accademia di Belle Arti di Brera. Il suo lavoro è stato presentato in diverse istituzioni come PAC, Milano; MAMbo, Bologna; Mart, Rovereto; Museo del Novecento, Milano; Viafarini DOCVA, Milano; Villa Romana, Firenze; MA*GA, Gallarate; OCAT, Shanghai; Fondazione Merz, Torino; la rada – spazio per l’arte contemporanea, Locarno; Museo de Arte Contemporáneo, Santiago del Cile; Galerija Fotografija, Ljubljana; Istituto Italiano di Cultura, Zurigo; MAN, Nuoro; GGM – Gdańsk City Gallery, Danzica; Kunsthalle Winterthur; Fondazione Adolfo Pini, Milano; MAC, San Paolo (Brasile). Ha partecipato inoltre a diversi festival e manifestazioni internazionali come Lo Schermo dell’Arte; Visions du Réel – International Documentary Festival, Nyon; Stuttgarter Filmwinter – Festival for Expanded Media, Stoccarda; 13ª Bienal de Artes Mediales, Museo Nacional de Bellas Artes, Santiago del Cile; Bienal Internacional de Arte SIART, La Paz.
Nel 2019 e nel 2024 è tra i vincitori di Italian Council (VII e XIII edizione), promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del MiC. Nel 2020 è tra i vincitori di Cantica21, promosso da MAECI e MiC, e del premio NCTM “Essenziale”.
Fabio Cherstich
Fabio Cherstich (1984) è regista e scenografo per il teatro e l’opera. La sua pratica indaga il rapporto tra arti visive, performance e cultura contemporanea, sviluppando un linguaggio caratterizzato da un forte rigore formale e da un approccio multidisciplinare che intreccia teatro, opera, arti visive e pratiche espositive.
Ha firmato regie e scenografie per importanti istituzioni internazionali, tra cui il Teatro Mariinskij di San Pietroburgo, il Teatro Massimo di Palermo, il Teatro dell’Opera di Roma, l’Opéra d’Avignon, l’Opéra de Marseille, il Théâtre Maillon di Strasburgo, il Teatro Argentina di Roma e i Teatri di Reggio Emilia. I suoi lavori sono stati presentati in festival internazionali quali il Festival d’Avignon, il Napoli Teatro Festival, Premières Strasbourg, STUK Arts Centre di Lovanio e la Biennale Teatro di Venezia.
È ideatore e direttore artistico di Operacamion, il progetto itinerante dedicato alla diffusione dell’opera lirica, definito dal New York Times «un progetto unico, capace di riportare l’opera alle proprie origini». Operacamion
è inoltre oggetto di un Case for Culture presso la Harvard University, dove viene studiato come modello innovativo di accesso alla cultura e di diffusione dell’opera nello spazio pubblico. Parallelamente all’attività teatrale, realizza progetti performativi per i settori della moda, del lusso e del design collaborando con Saint Laurent, Miu Miu, Hermès, Cassina, Gufram, Memphis Milano, Fay, Off-White e Acne Studios. La sua ricerca si concentra sulle comunità artistiche dell’East Village di New York tra gli anni Ottanta e Novanta. Dal 2019 cura L’estate di Larry Stanton – NYC, progetto di ricerca ed esposizione dedicato alla riscoperta dell’opera e del contesto culturale dell’artista americano Larry Stanton.
Leonardo Devito
Leonardo Devito (nato nel 1997 a Firenze) vive e lavora a Torino. Ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Firenze, all’Akademie der Bildenden Künste di Vienna e ha conseguito il Master in Belle Arti presso l’Accademia Albertina di Torino.
Tra le sue recenti mostre personali figurano Scary Monsters, Hauder & Wirth, Parigi; Candide (con Domenico Gnoli), Drawing Week Milano, Ciaccia Levi, Milano, 2024; Teatrino, Ciaccia Levi, Parigi, 2024 e una presentazione personale alla LISTE di Basilea con la galleria Ciaccia Levi nel giugno 2025. Tra le mostre collettive: Last Night I Dreamt of Manderley, Alison Jacques, Londra, 2025 e X Collection 202: Portrait of a Man, X Museum, Pechino, 2024.
Allison Grimaldi Donahue
Allison Grimaldi Donahue lavora con il testo e la performance, esplorando i modi in cui il linguaggio e il testo possono muoversi tra l’esperienza individuale e quella collettiva. Ricorre spesso a metodi di scrittura partecipativa per creare comunità improvvisate di scrittori e traduttori, indagando i modi in cui il linguaggio è utile e inutile, significativo e ricettacolo. È autrice di Body to Mineral (Publication Studio Vancouver 2016) e On Endings (Delere Press 2019) e traduttrice di Blown Away di vito m. bonito (Fomite 2021) e Self-portrait di Carla Lonzi (Divided 2021). Di recente ha presentato il suo lavoro presso Short Theatre, Almanac di Torino, MACRO, MAMbo, la Fondazione Giuliani, la Kunsthalle di Berna, l’Hangar Biccoca e Flip di Napoli. Attualmente sta lavorando a un progetto presso la Sonnenstube di Lugano incentrato sull’opera della scrittrice Alice Ceresa. È stata borsista 2021/22 alla Sommerakademie Paul Klee di Berna. Vive a Bologna.
Emma Dotti
Emma Dotti (Parma, 2000). Artista visiva con base instabile a Milano, ha concluso il master in Scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, studiando prima per un anno all’Accademia di Belle Arti di Karlsruhe. Il suo lavoro, influenzato dal circo e dal teatro, esplora le intersezioni tra comunità, spazi e corpi muovendosi tra installazione, scultura, video e performance. Ha esposto in spazi istituzionali e non, tra cui Museo Novecento (Let’s share a few dirty habits (oh)), Fondazione Clerici (La Parabola del Calabrone, 2025), Fabbrica del Vapore (Parthenogenesis, Milano, 2023), Centre d’Art Contemporaines 3 bisf (Un jeu de cles, Aixen Provence, 2023), Fondazione Ica (Shame is a revolutionary Feeling, Milano, 2024), Luis Leu Gallery (Febreeze, unadorned, Karlsruhe, 2024), Orgelfabrik (Skinless Symphony, Karlsruhe, 2025). È membro della redazione di fuori registro, una rivista di arte, studi femministi e teorie pedagogiche ed è tra le co-fondatrici di Paltacréa Aps, associazione culturale che si occupa di residenze artistiche multidisciplinari in aree interne.
Elisa Giardina Papa
La pratica artistica di Elisa Giardina Papa esplora storie dimenticate e nascoste, luoghi periferici e miti della femminilità. Le sue opere indagano meticolosamente archivi storici e sociali per poi rielaborare i materiali trovati in installazioni video e film sperimentali che mettono in discussione le letture date sulla storia, i confini e i costrutti socioculturali come il genere e la sessualità.
Le sue opere sono state esposte alla 59ª Biennale di Venezia (The Milk of Dreams), al Museum of Modern Art (MoMA’s Modern Mondays), al Whitney Museum (Sunrise/Sunset Commission), al Martin-Gropius-Bau, all’ICA London, alla Secession di Vienna, all’HKW (Haus Der Kulturen Der Welt) di Berlino, alla 6ª Bienal de la Imagen en Movimiento di Buenos Aires, alla Seoul Mediacity Biennale 2018, tra molti altri.
Giardina Papa ha conseguito un Master of Fine Arts presso la Rhode Island School of Design e un dottorato in Film, Media and Gender Studies presso la University of California, Berkeley. Attualmente insegna alla Brown University negli Stati Uniti. Vive e lavora tra New York e Sant’Ignazio in Sicilia.
Arianna Pasini
Arianna Pasini (Lugo, 1993) è una musicista e cantautrice.
Tra i nonni collezionisti e lo zio batterista degli Skiantos, Arianna cresce circondata da arte e musica. Si laurea in Conservazione dei Beni Culturali e consegue la magistrale in Arti Visive presso l’Università di Bologna. Dal 2021 lavora principalmente come musicista polistrumentista in studio e live comparendo in diverse formazioni tra le quali Generic Animal, Maria Antonietta e Colombre, Any Other e Soviet Soviet, con cui ha suonato su palchi italiani e internazionali. Nel marzo 2024 pubblica Verso una Casa, il suo primo album solista, ben accolto dalla critica ed inserito da Rockit.it tra i 50 dischi più belli del 2024. Nel marzo 2025 pubblica il
singolo Lontano, seguito il mese successivo da una versione valzer eseguita dal vivo al Teatro Galli di Rimini con strumenti Wandrè, artigiano visionario di Reggio Emilia attivo negli anni ’60. Nel giugno 2026 pubblica il suo secondo album Danza gentile sull’orlo di una tempesta via Factory Flaws e con il contributo di Nuovo Imaie. Si è esibita in festival e locali di pregio tra cui MI AMI Festival, Covo Club di Bologna, Arci Bellezza di Milano, Diluvio Festival di Brescia, Hana-Bi di Ravenna, Triennale di Milano.
Lucia Pescador
Lucia Pescador (Voghera, 9 febbraio 1943) si è diplomata in Decorazione con Giovanni Usellini all’Accademia di Brera, iniziando la propria carriera artistica negli anni Sessanta. Ipotesi astronomiche, Ipotesi d’identità, Lo schedario del colore del cielo, Reliquiario botanico, Raccolta d’ombre sono alcune serie degli anni Settanta in cui l’artista utilizza un metodo ‘scientifico’ per visualizzare irrazionali proiezioni del futuro.
La dialettica tra cultura e natura è il tema d’interesse anche negli anni successivi quando, dal 1977 all’89, Lucia Pescador fa parte del Gruppo Metamorfosi, con Alessandra Bonelli, Lucia Sterlocchi e Gabriella Benedini, esponendo insieme la prima volta nel ’77 alla mostra Dalla natura alla ragione a Palazzo dei Diamanti di Ferrara, con presentazione di Anty Pansera.
Dall’inizio degli anni Novanta l’artista avvia un ampio ciclo di opere entro cui va letta anche la sua produzione attuale: l’Inventario di fine secolo con la mano sinistra dove l’artista copia frammenti dell’arte del Novecento organizzandoli per voci (Arte, Artefice, Natura, Hotel du Nord, Enigmistica, Geometrie, Decorazione).
L’utilizzo della mano sinistra (nonostante non sia mancina) esalta l’aspetto espressivo e interpretativo e si adatta bene a evocare il processo di destrutturazione della rappresentazione accademica avvenuto durante il Novecento: “ricopio per rimpadronirmi con la mano sbagliata delle immagini che mi commuovono e mi appartengono. (…) cerco di fermare, ricopiando le immagini che volano su vecchi fogli di carta e inchiodandoli sul muro cerco di ricostruire un mio senso di vita”. Il suo interesse per la cultura e la memoria, è ascrivibile a un atteggiamento postmodernista, anche se in chiave poetica che privilegia sempre il disegno.
Dalla metà degli anni Settanta ha esposto alla Galleria Arte Centro (poi Lattuada) presentata da Anty Pansera, Elena Pontiggia, Rossana Bossaglia, Francesco Bartoli, Bernard Cathonnet, Alberto Veca. Nel 1992 si è tenuta una sua prima antologica a cura di Lea Vergine (Milano, Galleria Credito Valtellinese, Refettorio delle Stelline), seguita dalla mostra a cura di Martina Corgnati che nel 2000 presenta Inventario di fine secolo con la mano sinistra (presso l’Abbazia Olivetana di Rodengo Saiano, Brescia). Nel 2010 Gabriella Belli presenta la sua Wundernachtkammer a Palazzo Te di Mantova. All’estero ha esposto soprattutto in Olanda e Belgio, ma a Londra, New York, Los Angeles, Mumbai e Shanghai. Nell’autunno 2020 espone a APALAZZOGALLERY in occasione della mostra collettiva Il Volto Sinistro dell’Arte. Romana Loda e l’arte delle donne, curata da Raffaella Perna. Dal 2021 Lucia Pescador è rappresentata da APALAZZOGALLERY dove ha tenuto le due personali: Geometrie per Sonia Delaunay e Joseph Beuys (2021), e Africa per sentito dire e varia umanità (2023).
Chiara Sibilla
Chiara Sibilla, nata a Milano il 17 febbraio 2003, giovane artista formatasi tral’Accademia di Belle Arti di Brera, dove consegue il diploma di primo livello in Scultura, e la Staatliche Akademie der Bildenden Künste di Karlsruhe, presso cui conclude il proprio percorso di studi. La sua ricerca si concentra sulla modellazione del suono come materia fisica con un’autonomia propria, svincolata dalla funzione originaria.
Attraverso la sua pratica, attiva dinamiche relazionali e identitarie che mettono indiscussione strutture linguistiche, gerarchie e codici espressivi.
Il suono, privato della sua utilità convenzionale, si apre così a nuove possibilità formali e narrative, diventando spazio di relazione tra elementi differenti e luogo di emersione di potenzialità latenti. Ha esposto in vari spazi istituzionali e non quali: festival “Cinema & Arti” (Palazzo del cinema Anteo, Milano 2026), Fondazione Clerici (Spazio Contemporanea, Brescia 2025), Residenza Contenuto Rimosso (Lorenzago di Cadore, Belluno 2025), Fabbrica del Vapore (Moto a luogo, Careof, Milano 2024).
Arianna Zama
Arianna Zama (Lugo, 1998) è un’artista visiva italiana. Si è formata presso le Accademie di Belle Arti di Ravenna e Bologna. La sua ricerca, attraverso i linguaggi della pittura e del disegno, sviluppa un immaginario fatto da figure magiche, piante spontanee e volti che sembrano comporre una sorta di giardino selvatico o atlante impossibile dove si intrecciano suggestioni che vengono da romanzi, memorie e visioni. Il suo lavoro è stato presentato all’interno di diverse mostre e fiere, tra cui: Collezioni in Collezione, promossa da Anna Grazia Stefani e Francesco Tampieri, MAMbo (Bologna, 2026); The Odyssey of Recollection, Patrizia Pepe HQ (Capalle, FI, 2026); Artissima, Galleria Fuocherello (Torino, 2025); Il giardino delle risonanze. La Pinacoteca di Bologna incontra il MAMbo (Bologna, 2025); Artefiera, sezione Pittura XXI, a cura di Davide Ferri, Galleria Fuocherello (Bologna, 2025); Non ci sono fantasmi, Galleria Fuocherello (Volvera, TO, 2023); Avvicinare le distanze, Galleria P420, a cura di Cecilia Canziani e Davide Ferri (Bologna, 2022). Vive e lavora a Bologna.
Sabrina Zanolini
Sabrina Zanolini (Brescia, 2000) vive e lavora tra Milano e Francoforte sul Meno, dove attualmente studiaalla Städelschule. La sua pratica si muove tra performance e scultura, costruendo ambienti in cui i ritualiquotidiani diventano copioni da cui prendono forma scenari instabili e vagamente inquietanti.
FONDAZIONE ICA MILANO
Fondazione ICA Milano – Istituto Contemporaneo per le Arti è una fondazione privata non profit dedicata alle arti e alla cultura contemporanea, alla ricerca e alla sperimentazione, nella quale convergono diverse forze e tipologie di protagonisti del mondo dell’arte: artisti, collezionisti, professionisti del settore, appassionati.
Diretto da Alberto Salvadori, ICA è il primo Istituto Contemporaneo per le Arti che sorge al di fuori del mondo anglosassone, situato nell’ex area industriale di via Orobia a Milano.
L’attività dell’Istituto si sostanzia in un’offerta alla città e al pubblico, dove condivisione e partecipazione sono le parole chiave per comprenderne l’attitudine. Mostre, editoria d’arte, ceramica, cinema, performance, musica, letteratura, attività seminariali di divulgazione, formazione, educazione e molto altro ancora costruiranno un percorso improntato su interdisciplinarità e transmedialità.
Espressione di una precisa identità istituzionale che storicamente mette in relazione l’iniziativa privata con la dimensione pubblica, ICA trova ispirazione nella cultura del give back, ossia restituire per condividere.