Keith Haring senza confini

Keith Haring.
Art without borders
A cura di Kaoru Yanase, Ilaria Miarelli Mariani e Claudio Zambianchi.
Palazzo Braschi – Museo di Roma
dal 6 ottobre 2026 all’11 aprile 2027.

Era il… lontano 1984 e Keith Haring, a 26 anni, lasciava il suo segno nel cuore di Roma.
Sulla parete laterale del Palazzo delle Esposizioni, Haring disegnava figure iconiche: la gioia di vivere, il cane che abbaia, l’uomo in rivolta.
Poi fu il turno delle pareti trasparenti della metropolitana su Ponte Pietro Nenni, vicino a Piazzale Flaminio.
- Entrambe le opere, stupidamente rimosse per motivi di “decoro urbano”.
Per fortuna che il fotografo Stefano Fontebasso De Martino, documentò per tempo questi lavori.
Keith Haring, artista statunitense (Reading 1958- New York 1990), torna nella Capitale con oltre 140 opere e materiali esclusivi raramente concessi dalla Nakamura Keith Haring Collection; la più grande raccolta al mondo a lui dedicata, oltre ad importanti prestiti pubblici e privati.
In esposizione l’intero percorso creativo di Haring, dai primi lavori di New York, agli iconici Subway Drawings sino ai poster politici, alle sculture, ai dipinti.
Non mancano le numerose opere e i documenti relativi ai suoi trascorsi a Napoli, Milano e Pisa.
- Proprio a Pisa è ancora visibile il suo grande murale Tuttomondo.
Parole di Haring
- “Il pubblico ha diritto all’arte. L’arte è per tutti”
I suoi soggetti furono:
- bambini radianti, cani che abbaiano, figure che danzano, angeli, cuori, televisori e piramidi;
- adattissimi a parlare a culture e generazioni diverse.
Seguendo il pensiero dell’artista, la mostra sarà accompagnata da
- un ricco programma didattico per i giovani e per le scuole.