Roy Lichtenstein: Like New
Una ricerca sulla duplicazione – la simulazione e la “cultura” dell’immagine.
Whitney Museum – New York
Sino a maggio 2027

Curatori: Meg Onli e Alex Da Corte
La retrospettiva raccoglie circa 130 opere tra dipinti iconici, disegni, collage, stampe, sculture e murales ricostruiti, coprendo sei decenni di carriera dell’artista (dagli anni Quaranta agli anni Novanta).
Sono presenti in mostra, tutte le opere della leggendaria esposizione del 1962 alla Leo Castelli Gallery.
Più che artisti, maestri di marketing.
Nel 2018 la Roy Lichtenstein Foundation ha donato oltre 400 opere, dando vita alla Roy Lichtenstein Study Collection, divenuto anche centro internazionale per la ricerca, la conservazione e lo studio dell’artista. Nel 2022,la vedova Dorothy Lichtenstein ha regalato al museo la casa-studio dell’artista nel Greenwich Village, dove ha sede oggi l’Independent Study Program del Whitney.
L’esposizione va oltre la semplice etichetta Pop Art e i celebri fumetti, esplorando il rapporto di Lichtenstein con la percezione visiva, la duplicazione e il continuo mutare delle immagini
Una mostra che ci parla dell’arte contemporanea americana e di quanto si sia imposta nel mondo(soprattutto occidentale, inizialmente); in modo particolare dopo la Seconda Guerra Mondiale. Una svolta decisiva che prefigurò l’abbandono dell’arte tardizionale, a favore di opere rapidissime da eseguire, anche in più copie. Un esempio lampante lo troviamo nel colore gettato sulla tela di Pollok. Un’arte che nasce appoggiata da enormi investimenti di denaro pubblico perché, allora, era importante che la cultura americana venisse adottata ed assimilata dal resto del mondo. Nasce la figura del critico, che usando adeguatamente le parole, valorizza e impone tutta l’arte contemporanea.