Mostra fotografica a Milano ingresso gratuito – ritratti jazz nella fotografia di Fabrizio Garghetti

SPECIALE INCONTRO 29 OTTOBRE

Miles Davis, Teatro dell’arte, Milano, 1964 ©Fabrizio Garghetti

Il corpo del suono. Ritratti jazz nella fotografia di Fabrizio Garghetti

a cura di Alberto Barranco di Valdivieso

24 settembre – 31 ottobre 2026

Sede Paula Seegy Gallery – via San Maurilio 14 – Milano
Date 24 settembre – 22 ottobre 2026, prorogata al 31 ottobre
Incontro giovedì 29 ottobre, ore 18

Miles-Davis-–-Palazzetto-dello-Sport-Parco-Ruffini-Turin-1983-©Fabrizio-Garghetti

Incontro
Fabrizio Garghetti e Alberto Barranco di Valdivieso
RACCONTO PER IMMAGINI
proiezione foto d’archivio
giovedì 29 ottobre, ore 18

Miles Davis e i grandi del jazz negli scatti folgoranti di Fabrizio Garghetti alla Paula Seegy Gallery

Una proiezione di fotografie inerenti il mondo del jazz e della musica ampliano la mostra e animano gli spazi della Paula Seegy Gallery nel cuore di Milano,

  • giovedì 29 ottobre alle ore 18. Il vivace incontro, presenti Fabrizio Garghetti e il curatore Alberto Barranco di Valdivieso, in sintonia con lo spirito jazzistico e Fluxus che caratterizza l’artista, mette in luce una parte dell’immenso archivio fotografico creato dagli anni Sessanta ai giorni nostri. L’evento si profila come un dialogo tra amici, spontaneo, con interventi coinvolgenti.

Fabrizio Garghetti, vero cronista della cultura, con il suo stile istantaneo e “fulminante”, ha colto l’essenza delle più significative personalità del mondo dell’arte degli ultimi sessant’anni.
Il suo temperamento lo ha portato a vivere l’arte come esperienza fluida e spontanea. Questa propensione ha avuto un forte eco nella sua ricerca, negli incontri e nei rapporti più profondi. Vitalità e movimento sono elementi che, a partire dalla sua individualità, emergono con forza e originalità nelle sue fotografie.
Garghetti coglie il momento in cui la musica passa da esecuzione a dimensione quasi astratta, riesce a entrare nel tempo interiore del musicista nell’attimo in cui il corpo diventa il luogo in cui si manifesta l’arte e restituisce una galleria di straordinarie esperienze artistiche. Le sue immagini testimoniano il passaggio in cui la musica apre ad una nuova dimensione, invitando chi le osserva a un’intima riflessione.

L’esposizione, aperta fino al 31 ottobre, tramite

  • una trentina di scatti storici, quasi tutti in bianco e nero,
  • stampati su carta cotone, omaggia Miles Davis in occasione del suo centenario e
  • alcuni dei maggiori interpreti del jazz internazionale.

La mostra si concentra sugli anni ’60-’80, in cui lo sguardo dell’artista va oltre la tradizione della fotografia umanistica, per catturare le emozioni dell’uomo nell’istante stesso della creazione artistica. Grazie alla precisione e alla sensibilità di Garghetti, il corpo dei soggetti fotografati si trasforma in linguaggio. Il jazz diventa momento ideale dell’osservazione, in quanto è nell’improvvisazione che il processo creativo si manifesta nella sua forma più evidente, istintiva e irripetibile.

I ritratti esposti documentano

  • momenti memorabili di alcuni grandi protagonisti della storia del jazz, come Laurie Anderson, Gato Barbieri, Count Basie, Ray Charles, Ornette Coleman, Miles Davis, Bill Evans, Ella Fitzgerald, Dizzy Gillespie, Charles Mingus, Buddy Rich.

In uno scatto Miles Davis (1983) è immortalato ripiegato su sé stesso, quasi a isolarsi da ciò che lo circonda, in una profonda concentrazione che rende l’esecuzione un dialogo interiore. Dalla dimensione intima e raccolta della performance, Garghetti passa a un registro più spensierato con la foto di Buddy Rich (1970), uno dei più grandi batteristi jazz, qui colto in un momento distante dall’usuale virtuosismo: il musicista fischietta con un’espressione ironica e la fotografia ne restituisce il carattere anticonvenzionale e imprevedibile.

In altre immagini, ad attrarlo è il gesto dell’esecuzione musicale. Nello scatto dedicato a Ornette Coleman (1980), Garghetti si sofferma sul volto contratto, l’espressione assorta e il gesto energico della mano; Coleman infrange le regole del linguaggio jazzistico e dà vita a una nuova forma ritmica. Con il ritratto di Bill Evans (1965) la musica diventa forma nel corpo e il gesto si fa più sfuggente e immateriale. Il pianista appare immerso nell’interpretazione, le sue mani perdono nitidezza per la rapidità dei movimenti e il corpo perde consistenza, come se diventasse un’estensione del pianoforte.

L’esposizione si articola attraverso un percorso unitario e coerente, nel quale ogni interprete mantiene la propria individualità. La sua fotografia nasce da una frequentazione diretta e continuativa degli artisti e dei luoghi dell’arte. Nel corso degli anni segue e riprende numerosi protagonisti della scena contemporanea, instaurando con molti di loro rapporti di amicizia e collaborazione.

La vivace rassegna fotografica rappresenta un’eccezione nel fil rouge della galleria che da sempre ospita artisti, pittori e scultori principalmente, protagonisti del Novecento.

La frizzante serata inaugurale ha visto un grande coinvolgimento di pubblico del mondo artistico contemporaneo, che ha apprezzato la strepitosa selezione musicale jazz, tra cui famosi brani del Miles Davis Quintet dal disco “The Legendary Prestige Quintet Sessions”, suonati dal vivo da Guido Desigis (Desigis Records) con i suoi vinili.

Cenni biografici. Fabrizio Garghetti nasce a Salsomaggiore nel 1939. Ottico optometrista come il padre, frequenta i corsi di fotografia dell’Umanitaria di Milano, tra gli anni Sessanta e Ottanta gestisce il negozio Giovenzana, punto d’incontro per artisti, fotografi e galleristi. Inizia il suo percorso di reporter nel 1961, al concerto di Thelonious Monk al Teatro Lirico di Milano, sviluppando subito una particolare passione per il jazz e il teatro. Collabora con il Piccolo Teatro, fotografa musicisti come Miles Davis, John Coltrane ed Ella Fitzgerald e pubblica su Musica Jazz e Jazz Magazine.
Documenta il Movimento Studentesco di fine anni ’60 e scatta alcune fotografie pochi minuti dopo la strage di Piazza Fontana del 12 dicembre 1969. L’attenzione alle nuove espressioni artistiche lo spinge a seguire il teatro d’avanguardia: è l’unico a documentare l’apertura del primo spazio teatrale alternativo italiano, Il Parametro di Franco Quadri (UBU) di Milano, e il primo a testimoniare il Living Theatre al Circo Medini di Milano. Nel 1976 fotografa l’apertura del Teatro Out Off di Milano con Hermann Nitsch, avviando una collaborazione con lo spazio che proseguirà per oltre vent’anni. È legato al gruppo Fluxus, di cui segue gli sviluppi fin dagli esordi e di cui diviene sodale, insieme ad Allan Kaprow e John Cage; fotografandone i principali protagonisti e consegnandoli ad alcune delle sue immagini più celebri. Negli anni ‘80 nasce l’amicizia con il poeta visivo Sarenco e Garghetti diventa uno dei principali testimoni della Poesia Visiva. Particolarmente rilevante è il reportage dedicato a Andy Warhol nel 1987 a Milano, all’inaugurazione della mostra “Andy Warhol. The Last Supper”, al Refettorio delle Stelline: le immagini documentano l’ultimo viaggio in Italia e l’ultima mostra dell’artista. Dal 1989 collabora con la Fondazione Mudima e nel 1990 realizza i reportage di “Ubi Fluxus Ibi Motus. 1990-1962”, progetto di Gino Di Maggio a cura di Achille Bonito Oliva, tra i principali eventi collaterali della Biennale di Venezia.
Dedito alla documentazione dell’arte contemporanea, delle performance e dei grandi eventi culturali, è uno dei principali esponenti della “cronaca d’arte”. Nel corso della sua carriera collabora con testate di moda, design, architettura, informazione e cultura, tra cui Vogue, Harper’s Bazaar, Elle Decor, Panorama, Epoca, La Repubblica e Alfabeta.
Nel 2025 Alberto Barranco di Valdivieso costituisce l’Archivio Fabrizio Garghetti, per conservare e valorizzare la sua opera. Nel 2026, le sue fotografie di Andy Warhol tornano a Milano nella mostra “Andy Warhol. Passaggio in Italia 1975-1987” alla Galleria del Crédit Agricole, a Palazzo delle Stelline. Le sue fotografie di artisti come John Cage, Daniel Spoerri, Wolf Vostell, Yoko Ono, Nam June Paik, Michelangelo Pistoletto, Arman, Enrico Baj, delle storiche esibizioni di protagonisti della danza contemporanea come Pina Bausch, Merce Cunningham e di rock star come i Rolling Stones o Brian Eno costituiscono, nel loro insieme, una straordinaria testimonianza visiva di oltre sessant’anni di arte, musica e cultura contemporanea.

Coordinate mostra

Titolo Il corpo del suono. Ritratti jazz nella fotografia di Fabrizio Garghetti
A cura di Alberto Barranco di Valdivieso
Sede Paula Seegy Gallery – via San Maurilio 14 – Milano
Date 24 settembre – 22 ottobre 2026, prorogata al 31 ottobre
Incontro giovedì 29 ottobre, ore 18
Orari da martedì a sabato, ore 12 – 19
Ingresso libero
Info al pubblico paula@paulaseegygallery.com | www.paulaseegygallery.com

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