Lui era un giovane talentuoso artista in cerca di fortuna, lei apparteneva ad una famiglia che la fortuna l’aveva già fatta con le miniere e con le banche, di cui era rimasta l’unica erede.
MAN RAY.
Il maestro del Surrealismo
Rovigo – Palazzo Roverella
13 novembre 2026 – 31 gennaio 2027

© Man Ray 2015 Trust, by SIAE 2026 Image: Telimage, Paris
MAN RAY E PEGGY A PARIGI.
Un’ amicizia che è nella storia dell’arte.
- Entrambi americani di New York,
- entrambi membri della comunità ebraica di quella città,
- entrambi parigini di adozione. Ma soprattutto due persone che, sia pure per modalità diverse, avevano fatto dell’arte la loro vita.
Lui era Man Ray, lei Peggy Guggenheim.
Non è dato sapere se si fossero incontrati già a New York, nei loro anni giovanili. Li separavano pochi anni e una diversa situazione sociale. Lui era un giovane talentuoso artista in cerca di fortuna, lei apparteneva ad una famiglia che la fortuna l’aveva già fatta con le miniere e con le banche, di cui era rimasta l’unica erede.
Peggy nel 1921 sceglie l’Europa. Sposa Laurence Vail, poeta, scrittore, pittore parigino di famiglia americana. Grazie anche a lui entra presto in contatto con l’effervescente mondo artistico della capitale francese, con l’ambiente bohémienne e gli espatriati americani. Molte delle amicizie che stringe allora, quelle con Constantin Brancusi, Djuna Barnes e Marcel Duchamp, dureranno per tutta la vita.
Lei colleziona le opere dei giovani artisti, aiutandoli così nel loro non sempre facile percorso.
A far incontrare, a Parigi, Man e Peggy, più che l’arte, pare sia stata la fotografia. Man Ray infatti affiancava a pittura, scultura, grafica, alla ricerca in fotografia e nel cinema, l’attività di fotografo di moda.
Era molto apprezzato come ritrattista, veste in cui aveva immortalato molti dei protagonisti della vita culturale parigina, Jean Cocteau, Gertrude Stein e James Joyce, tra i diversi altri.
Lo era altrettanto come fotografo di moda per alcune delle più prestigiose riviste dell’epoca, Vogue, Vanity Fair, Harper’s Bazaar. Le sue immagini di modelle vestite da Paul Poiret o Elisa Schiapparelli, sono capolavori di creatività, rompono schemi, in esse è evidente lo spirito nuovo del Surrealismo, come si può constatare nella grande monografica al Roverella.
Poiret vestiva anche Peggy Guggenheim, e Man la ritrae nel 1924 proprio in una creazione firmata dal grande stilista. È una immagine che dall’abito passa alla persona, di fatto più un ritratto, affascinante, di lei che del suo pur sontuoso vestito all’orientale.
La posa del soggetto e il gioco di luci e ombre creano un’atmosfera poetica e introspettiva, invitando lo spettatore a interrogarsi sulla protagonista.
Come la grande parte degli ebrei americani insediatesi a Parigi,
- all’arrivo del Nazismo anche Man Ray e Peggy Guggenheim decidono di tornare in patria. Lui diventa insegnante, pur continuando la sua ricerca artistica,
- Peggy nel ’42 avrebbe inaugurato a New York la “Arts of This Century”, una galleria d’arte creata per promuovere quanto di nuovo stava apparendo nella scena internazionale.
Lei diventa collezionista di Man Rey già in anni in cui lui era ancora uno dei tanti alla ricerca di consacrazione. Un rapporto di stima che continuerà nel tempo, man mano che lui ottiene riconoscimenti sempre più importanti: la mostra del 1959 all’Institute of Contemporary Art di Londra e via via sino alla grande monografica al Metropolitan di New York.
Sono molte, e importanti, le opere di Man Ray oggi presenti nelle Collezioni Guggenheim.
È verosimile che i due amici si siano incontrati un’ultima volta nel 1976 quando lui, ormai prossimo alla morte, soggiornò a Venezia per allestirvi la grande monografica che gli aveva voluto dedicare la Biennale. Man Ray morirà nello stesso anno a Parigi ed è sepolto al Cimitero di Montparnasse. Peggy verrà a mancare il 23 dicembre del 1979 a Camposampiero, nel padovano, e verrà sepolta, con i suoi amati cani, nel giardino di Ca’ Venier dei Leoni, sede della Collezione che porta il suo nome.
Info:
www.palazzoroverella.com
Social: IG @palazzoroverellarovigo FB @palazzoroverella