UN LIBRO CONTROVERSO
Nel nome della croce. La distruzione cristiana nel mondo classico
Un’opinione sulla quale molti non concorderanno
CHI DISTRUSSE E/O SFIGURO’ LE GRANDI STATUE DELL’EPOCA CLASSICA ?
Nel periodo che va dalla conversione di Costantino alle soglie dell’età feudale, si verifica la distruzione dell’Impero Romano di Occidente e si passa dai sacrifici a Giove al culto di Cristo.
Come successe questo passaggio ? Cosa ne fu di quelli che non accettavano il cambiamento ?
Una giornalista inglese di formazione classica, Catherine Nixey, ci spiega come i pagani furono vittime di un genocidio culturale.
Catherine Nixey scrive d’arte sul Times, è nata in Galles ed è figlia di un ex monaco e un’ ex suora.
Di se ha detto: ” Sono cresciuta nella convinzione che i rimani furono brutali oppositori del cristianesimo che avanzava “. Tutti noi ricordiamo i libri di storia che parlvano dei cristiani usati nel colosseo per farli combattere contro i leoni.
Ma Catherine Nixey, all’Università scopre i classici, studia anche Catullo e Aristotele ed inizia a pensare che Aristotele non avrebbe mai potuto accettare le idee di sant’Agostino. Comincia così una ricerca sui conflitti, che secondo logica, avrebbero dovuto caratterizzare quel periodo.
E trova, per esempio, che nel 385 un’orda di monaci con spranghe di ferro imperversano in Siria per abbattere tutto quello che era stata opera dell’idolatria pagana.
Il tempio di Palmira fu distrutto ed una statua di Atena fu buttata a terra e mutilata (solo nel 2015 i pezzi furono di nuovo rimessi insieme). Un episodio, che non è diffcile avvicinare a quanto accaduto per mano dell’Isis.
Inizia così la ” più grande distuzione dell’arte nella storia dell’umanita “.
Fra il IV e V secolo, molti furono i templi pagani rasi al suolo; anche diverse sculture del Partenone subirono gravi danni.
I libri della biblioteca di Alessandria d’Egitto, la più grande di tutti i tempi, furono bruciati e le opere dei filosofi subirono la censura.
Secondo Catherine Nixey, si è salvato solo l’1% della letteratura latina, ma l’autrice non nega che fu solo grazie ai monaci amanuensi che oggi possiamo ancora leggere le copie di antichi libri perduti.
Quando Costantino si convertì 312 d.C., solo il 10% della popolazione era cristiana.
Il restante 90% della popolazione fu convertita in soli cento anni; una rapidità straordinaria. Troppo rapido, scrive Catherine Nixey, tanto più che i primi cristiani erano soprattutto individui della classe media e mercantile. Mentre le classi più elevate furono le uniche a resistere a queste nuove idee, che Agostino definì ” Fortezza ” contro la cristianità.
Dopo l’avvento di Costantino, le 28 biblioteche di Roma pubbbliche e quelle private in identico numero, furono ridotte, alal fine del IV secolo a tombe, perennemente chiuse. Lo dice lo storico Ammiano Marcellino.
Problemi del momento erano anche questi:
- può un cristiano frequentare le terme se è presente un pagano ?
- può un critiano sedersi su una portantina accanto a un pagano ?
La posizione dell’autrice del libro Nel nome della croce. La distruzione cristiana nel mondo classico, sostiene che le conversioni avvennero da parte di uomini assetati di martirio e grazie a conversioni forzate di massa e persecuzioni statali.
Un’opinione sulla quale molti non concorderanno, ma il libro merita comunque di essere letto; perché si basa su molti documenti storici.
Libro:
Nel nome della croce. La distruzione cristiana nel mondo classico, Catherine Nixey, Bollati Boringhieri, 24 euro.