Il vero petrolio dell’Italia per Slow Food

bellezza e salubrità delle acque e delle terre
È noto infatti che il poco petrolio del Mediterraneo non serve a nessuno – nemmeno alle società petrolifere che ne approfittano solo per motivi finanziari
Una volta esaurita la fonte fossile rimarranno le macerie di un ecosistema distrutto inesorabilmente
L’OPINIONE DI SLOW FOOD
Slow Food Italia sulla deroga alle trivellazioni:
«Speriamo questo stop ci permetta di bloccare le operazioni di ricerca nel Mediterraneo»
Il vero petrolio dell’Italia non è sepolto in fondo al mare, ma sta nella bellezza e salubrità delle acque e delle terre

Netta è la posizione di Silvio Greco, presidente del comitato scientifico di Slow Fish:

«Se la deroga vuol dire posticipare il problema di un anno e mezzo allora si tratta di un accordo miope che non dà alcuna garanzia rispetto a quello che ci interessa di più, ossia la tutela del mare come bene comune.

Confidiamo piuttosto nelle intenzioni del Ministro dell’Ambiente di impiegare questo tempo per bloccare tutte le operazioni che mettono a rischio il nostro mare.

È noto infatti che il petrolio del Mediterraneo non serve a nessuno, nemmeno alle società petrolifere che ne approfittano solo per motivi finanziari.

E poi c’è il tema più delicato, quello delle tecniche impiegate, come l’airgun, che distruggono l’ecosistema marino addirittura a livello di zooplancton».

«Consideriamo anche il fatto che una volta esaurita la fonte fossile rimarranno le macerie di un ecosistema distrutto inesorabilmente. Crediamo che il referendum abbia già dato una risposta chiara rispetto a come gli italiani vogliono vivere il loro mare: il vero petrolio dell’Italia non è infatti sepolto sotto i fondali marini, ma sta nella bellezza e salubrità delle acque e delle terre, nel turismo e nelle risorse che la natura ci offre» ha commentato Massimo Bernacchini, del Comitato esecutivo di Slow Food Italia.

Di questi e altri temi si parlerà nella quattro giorni genovese di Slow Fish, la manifestazione biennale, dedicata ai pescatori, chef e ricercatori della rete internazionale di Slow Food, che anche quest’anno animerà il Porto Antico di Genova dal 9 al 12 maggio 2019.

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