Firenze l’Arte – Il Perseo di Cellini come capire un messaggio d’arte potente

Circondato da tanta arte – il turista frettoloso cerca solo luoghi per i selfie

Se site un viaggiatore e cercate i significati profondi di quello che andrete a vedere; ecco un esempio per capire meglio l’Arte, quella con la A maiuscola.

La testa di Medusa.

Perseo tiene la testa mozzata di Medusa strigendo i serpenti che il mostro Medusa aveva invece dei capelli.

Medusa fu colei che con un semplice sguardo poteva pietrificare ogni cosa, ma era una mortale e per questo Perseo riuscì ad ucciderla.

Medusa è la terribile Gorgone della città di Dite, nel sesto cerchio dell’Inferno di Dante e rappresenta l’ira  di queste anime malvage  che si riversa sul Sommo Poeta e su Virgilio, mentre tentano di superare la pericolosa  palude Stigia ? Forse…

Un capolavoro della scultura manierista italiana.

Perseo rappresenta l’immagine della bellezza maschile, secondo i canoni cinquecenteschi;  l’ideale del nudo manieristico, agile, raffinato, languido e sensuale. Questa scultura di perseo può essere letta come rappresentazione altamente aristocratica; non incarnando né l’eroismo né la spiritualità.

Perseo tiene in mano la testa tagliata della Medusa; affinché tutti memorizzino cosa succede a chi semina discordia. L’opera fu commissionata dal Granduca Cosimo I. La statua rappresenta Perseo; che con la destra impugna ancora la spada con la quale ha decapitato Medusa e appoggia i piedi sul suo corpo restante della medesima in segno di vittoria.

La statua del Perseo si trova nella Loggia della Signoria, opera di Benvenuto Cellini, scultore/orafo fiorentino che iniziò a lavorarvi nell’agosto del 1545 e la realizzò in circa nove anni.

 Ovidio ne “Le Metamorfosi” 

“Del sangue, che dal collo tronco sparse
Medusa, in un momento fu formato,
E innanzi à Perseo ben guarnito apparse
Fuor d’ogni fede un gran cavallo alato.
Perseo montovvi, e subito disparse,
Che veder volle il mondo in ogni lato.
Si drizza contra il Sole, e non s’arresta,
Tenendo in man la mostruosa testa.”

Cominciamo da un dettaglio tecnico

Cellini, volle creare quello che nessuno altro aveva tentato; fondere in un  solo getto circa 18 quintali di bronzo.

La fusione risultò perfetta, salvo il particolare della caviglia destra. Alcuni dettagli, invece, furono fusi a parte: la spada, le ali del calzari, dell’elmo e i fiotti di sangue che escono dal collo mozzato. Lo stesso Benvenuto Cellini parla di questa impresa monumentale nella sua autobiografia “La Vita”; da cui emergono interessanti particolari per comprendere la travagliata nascita di questo capolavoro.

La figura di Perseo proviene dalla mitologia greca. Perseo nacque dall’unione di Danae con Giove. Il ragazzo fu raccolto, con la madre, in una cesta abbandonata nell’acqua dal re Polidette. Questo re voleva sposare Danae, per questo inviò Perseo a combattere Medusa; sperando nella morte del ragazzo. Ma il giovane Perseo decapitò Medusa e uccise il re Polidette.

La Medusa, nel capolavoro di Cellini, è un mostro con serpenti al posto dei capelli che conferma l’affermazione del Duca; che  “taglia” le esperienze repubblicane, rappresentate da Medusa.

La storica dell’arte Francesca Petrucci, a proposito della scelta del soggetto da parte di Cosimo, ci ricorda che “… Cosimo si ispirò a bronzetti etruschi, che egli ricercava e collezionava per richiamare le mitiche origini di Firenze e gli antichi dominatori della Toscana, vincitori dei Romani sotto la guida del re Porsenna, monarca assoluto che sembrava legittimare il nuovo corso dinastico proposto da lui stesso”.

Le proporzioni, le espressioni, le inquietudini e i contrasti.

Le proporzioni allungate di Perseo,  rispondono alla necessità di una visione dal basso, per un risultato otticamente più imponente. Già le cattedrali gotiche usarono questo espediente.

La grandiosità della statua,  che chiamata il  titanismo,  è una chiara ispirazione da  Michelangelo Buonarroti, come altri particolari. Pure modello di ispirazione fu, senz’altro, il David bronzeo di Donatello.

  • Da notare i contrasti, efficacissimi, che il Cellini è riuscito ad unire nella statua

Infatti, Cellini si mostra unico nel  serbare una certa grazia, che si oppone al titanismo puro, soprattutto nel volto di Perseo.

Mentre gli inquietanti serpenti, che fuoriescono dal corpo di Medusa sono tutt’altro che segni graziosi e forse rappresentano tutti i problemi ed ostacoli della città che  hanno impedito la formazione di una democrazia.

Un particolare:

dietro la testa di Perseo, sotto la nuca dell’eroe, si vedono dei lineamenti umani: è l’autoritratto dell’artista, la sua firma. 

Cosa disse Charlie Chaplin della statua di Perseo, mentre era in visita a Firenze:

“Una notte, con la piazza illuminata, fui attirato dalla figura del David di Michelangelo.

  • Ma appena vidi il Perseo tutto il resto passò in seconda linea. Rimasi
  • affascinato dallo straordinario equilibrio delle sue magnifiche proporzioni.

Perseo, che leva alta la testa di Medusa col suo corpo patetico contorto ai suoi piedi, è l’epitome della tristezza, e mi fece pensare al mistico verso di Oscar Wilde: «Perché ogni uomo uccide ciò che ama».

  • Nella lotta di quell’eterno mistero, il bene e il male, il suo scopo era stato raggiunto.”

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