Più sotto, breve riassunto dell’Opera di Shakespeare
A Como – al Teatro Sociale – il titolo dell’opera 2026 è Macbeth – un capolavoro assoluto.
Il Festival Como Città della Musica sarà inaugurato dal fascino truculento di Macbeth; opera in quattro atti di Giuseppe Verdi, su libretto di Francesco Maria Piave.
L’opera verdiana, verrà rappresentata tra giugno e luglio 2026.
Siamo alla sua dodicesima edizione del Progetto 200.Com; un’esperienza unica e pensata per coinvolgere la città di Como con un Coro di quasi 300 cittadini.
Il Macbeth di Shakespeare, non è un’opera facile, ma assolutamente geniale e tremendamente umana e quanto mai attuale.
AMBIZIONE UMANA – SETE DI POTERE E LORO CONSEGUENZE
In Macbeth, l’autore Shakespeare, ci narra di una sanguinosa ascesa al trono di Scozia.
Macbeth, è l’abbreviazione del titolo originale The Tragedy of Macbeth; tragedia di William Shakespeare; la cui prima rappresentazione, si pensa sia avvenuta nel 1606.
I temi principali trattati nella tragedia sono:
- le ambizioni, il potere politico e
- conseguenti catastrofiche; come le varie forme di violenza umane e non certo ultima, la guerra; che può essere anche intesa come guerra psicologica.
La tragedia ci parla della storia di Macbeth, generale e consigliere del re Duncan. In quest’opera, la genialità di Shakespeare, ben si esprime nella profonda analisi di ciò che accade in una mente criminale.
La trama in breve
Nella Scozia medioevale, la scena e si apre con una furiosa tempesta.
Macbeth, signore di Glamis, e Banquo, suo amico, sono due generali di re Duncan di Scozia. Costoro, mentre tornano vittoriosi dal campo di battaglia, incontrano tre streghe che predicono loro il futuro: Macbeth diventerà signore di Cawdor e poi re di Scozia, mentre Banquo darà origine ad una stirpe di re.
Appena le streghe si dileguano, i due vengono raggiunti da un messaggero reale che annuncia la nomina di Macbeth a signore di Cawdor. Macbeth, incoraggiato da quanto accaduto, scrive alla perfida moglie annunciando la sua nomina.
Intanto Macbeth e Banquo, arrivano al cospetto del re Duncan, che li informa della decisione di nominare il suo figlio maggiore Malcolm ad erede della corona. L’ambiziosissimo Macbeth vede chiaramente in quest’annuncio un ostacolo ai suoi piani.
Lady Macbeth, informata di questo problema che ostacola le sue ambizioni e quelle di suo marito, decide di progettare come assassinare il re, ma Macbeth inizialmente rifiuta. Lady Macbeth non si ferma davanti a nessun ostacolo e incoraggia il marito sino a fargli decidere di commettere il delitto.
Il rimorso per la decisione, porta Macbeth a vedere, in un’allucinazione, un pugnale insanguinato.
La volontà della moglie di Macbeth è invece incrollabile e spinge il marito ad intrufolarsi nella camere e uccide il re. Lady Macbeth lascia quindi due pugnali insanguinati vicino alle guardie prive di sensi, affinché siano incolpate del delitto.
Macbeth, dopo l’omicidio reale ha un crollo psicologico.
Comunque saranno le guardie ad essere incolpate dell’omicidio, ma Macbeth in un attacco di rabbia, simulata, le uccide per cancellare ogni testimonianza del delitto reale.
Intanto, i figli del re Malcolm e il fratello minore Donalbain, si spaventano e temono di fare la fine del padre; pertanto scappano rispettivamente in Inghilterra e in Irlanda, ma così facendo diventano i principali sospetti per l’omicidio del padre.
Macbeth viene nominato re, ma il nobile MacDuff lo sospetta dell’omicidio.
Le streghe avevano predetto a Banquo che avrebbe generato una stirpe reale e così Macbeth decide di uccidere l’amico e ordina ai sicari di uccidere anche il figlio di Banquo, Fleance.
Ma Fleance riesce a scappare all’agguato.
Intanto, si svolge il banchetto per festeggiare Macbeth re che, una volta seduto a tavola, vede il fantasma di Banquo che lo ossessiona. Terrorizzato, Macbeth si mostra alterato e stravolto ed impreca contro il fantasma del vecchio amico. Lady Macbeth è costretta a spiegare a tutti gli invitati che il marito è gravemente ammalato.
Disperato e fuori di sé, Macbeth torna dalle streghe ed ottiene tre profezie: nella prima, una testa decapitata di un cavaliere lo metta in guardia da Macduff; nella seconda, un bambino insanguinato lo conforta dicendogli che non potrà essere ucciso da un uomo nato da una donna; nella terza, un fanciullo profetizza che egli cadrà quando la foresta di Birnam si sposterà al castello di Dunsinane. Sono profezie improbabili, almeno secondo Macbeth, che comunque decide di uccidere anche Macduff, ma essendo lui lontano, ne massacra la moglie e i figli.
Ora gli omicidi sono molti e anche Lady Macbeth inizia a sentire dei sensi di colpa e sogna ossessivamente di lavar via dalle proprie mani il sangue di quei lutti.
In breve tempo, Macbeth scopre il suicidio di Lady Macbeth ed entra in uno stato di cupo sconforto.
E qui, si inserisce
- il famoso monologo sulla vita dell’uomo;
- breve, assurda e priva di senso, ossessionata da inutili occupazioni.
Intanto, Macduff e Malcolm muovono guerra contro Macbeth.
Si avvera la predizione che le streghe avevano predetto; la foresta di Birnam si muove contro Macbeth, che continua nella certezza vincere la battaglia. Tuttavia, le forze Malcolm sono superiori, e si arriva allo scontro finale tra Macduff e Macbeth.
Per salvarsi, Macbeth ricorda l’oracolo delle streghe, secondo il quale nessun “nato da donna” potrà sconfiggerlo, ma Macduff spiega di essere nato da un parto cesareo.
Macbeth viene decapitato.
Macduff, ristabilisce l’ordine e consegna il trono a Malcolm.
I futuri sovrani di Scozia, come previsto dalle streghe, saranno i discendenti di Fleance, figlio di Banquo.