La democrazia per l’antica Grecia

Attorno al V secolo a.C., nel Mediterraneo l’Atene di Pericle aveva prevalso con la parola “democrazia”.

Cinquecento erano i soggetti che legiferavano;  rappresentanti di cinquanta tribù, calcolati proporzionalmente al numero totale dei vari componenti di ciascun gruppo.

In realtà, sappiamo che c’era molta oligarichia e un buon quantitativo di violenza, ma si chiamava democrazia.

In poche parole; una tirannide che si auto-legittimava narrando al popolo che era lui il sovrano.

Atene era diventata così forte, grazie al mito creato nei decenni di combattimenti contro i persiani.

Nei libri e nelle piazze si decantava la resistenza e la vittoria contro i persiani; portatori di ogni male.

Infatti, la “democrazia” greca era rappresentata come il baluardo contro il caos che aveva tentato di arrivare dall’oriente insieme ai persiani.

Ai greci, i persiani furono narrati come;

  • caos, barbarie, incapaci di esprimersi in una lingua civile perché nati, lo diceva anche il medico Ippocrate, nel clima sbagliato. Il troppo caldo favoriva, secondo i greci, la docilità negli uomini e l’inclinazione alla tirannide.

I persiani, in realtà, erano solo un pericoloso nemico perché avevano sconfitto le tribù nomadi dell’Asia Centrale, erano poi arrivati in Egitto, passando per le zone babilonesi, gli attuali: Iran, Afghanistan, Pakistan, sino al fiume Indo.

Ma i greci erano riusciti a sconfiggere i persiani e questo bastava per capire, secondo loro, dove stava il lato della civiltà e della giustizia.

La realtà era ben più complessa, ma questo non doveva solleticare eventuali diverse prese di posizione del popolo greco che doveva sempre essere pronto a combattere contro il pericoloso nemico.

Se l’argomento vi interessa, trovate ben più precisazioni nel libro

La via della seta – Una storia millenaria tra Oriente e Occidente, Franco Cardini e Alessandro Vanoli, Il Mulino, 352pp., 11 euro.

Il libro in breve

Un viaggio nella storia, tra montagne e altipiani dove sono transitati:

  • spezie, animali, ceramiche, cobalto, carta, e naturalmente la seta.
  • Alessandria, Chang’an, Samarcanda, Bukhara, Baghdad, Istanbul: sono solo alcune delle tappe di questo libro che è anche un viaggio millenario

La storia suggestiva della via della seta comincia in un passato antico e si snoda per secoli.

Oggi, cosa accade ? Difficile fare previsioni su come si trasformeranno l’Oriente e l’Occidente nell’immediato futuro.

Una strada, o meglio una rete di strade, un fascio di percorsi terrestri e marittimi hanno spostato nel corso dei secoli uomini, merci e conoscenze dall’estremità orientale dell’Asia sino al Mediterraneo e all’Europa.

Romantica e recente, l’espressione “via della seta” restituisce il senso di un mondo vasto, attraversato fin dai tempi antichi da guerre e conflitti ma animato anche dal fervore di scambi commerciali, culturali e politici.

Un viaggio millenario che giunge fin dentro al nostro presente.

Perché la via della seta non è solo un racconto del passato, ma ha a che fare con il nostro futuro globale.

——————–                  FOTO COPERTINA: Grazia Seregni 2002 –  Copyright© All rights reserved

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