Una Biennale, che fu concepita dando, per la prima volta, la curatela ad una donna africana: Koyo Kouoh, oggi purtroppo non più tra noi.

“In Minor Keys”
Un titolo consolatorio, che ci dovrebbe suggerire la ricerca di piccole soddisfazionim e bellezze; in un mondo di grandi tragedie.

61a Esposizione d’Arte di Venezia 2026 – a cura di Koyo Kouoh .
Al di sopra di ogni polemica, che preferisco ignorare in quanto ognuno è in grado di ben giustificare la propria posizione; con lo scopo di imporre il suo pensiero politico.

In questo modo tutto è diventato “MARKETING POLITICO / ECONOMICO”; nulla di quello che dovrebbe essere la vera arte, che rappresenta la libertà assoluta sopra ogni nazionalismo e “credo”.
In Biennale, essendo alcuni padiglioni intitolati alle varie nazioni, è logico che vi si possa trovare solo la versione ufficiale della politica del momento di ogni stato rappresentato. Ma nonostante questo, mi è capitato più volte di incontrare lavori validissimi, al di là della nazione rappresentata.
