Mostre a Vicenza / Tiene – due nuovi progetti espositivi di arte contemporanea

INGRESSO GRATUITO

LA FONDAZIONE
Sandra e Giancarlo Bonollo per l’Arte Contemporanea
presenta due nuovi progetti espositivi

mmagine di allestimento della mostra Sanatorium, di Tomasz Kowalski. Ph Giovanni Canova

Body in Motion
Monica Bonvincini, Talia Chetrit, Sam Durant, Mona Hatoum, Klara Liden, Valerio Nicolai, Joanna Piotrowska, Margherita Raso, Moira Ricci, Diamond Stingily e Alessandro Teoldi
a cura di Chiara Nuzzi
23 maggio 2026 – 7 novembre 2026

Sanatorium
Tomasz Kowalski
a cura di Elisa Carollo
23 maggio – 30 settembre 2026

Fondazione Sandra e Giancarlo Bonollo per l’Arte Contemporanea
Via dell’Eva –  1 – 36016 Thiene VI

La Fondazione ha sede nel complesso dell’ex Chiesa delle Dimesse, situato nel centro storico di Thiene, di proprietà comunale e concesso in uso con destinazione culturale. 

Gli spazi espositivi che abbraccia si estendono dagli interni dell’ex chiesa a una selezione dei locali del palazzo settecentesco attiguo, oggetto di un recente percorso di restauro

L’arte contemporanea torna protagonista alla Fondazione Sandra e Giancarlo Bonollo per l’arte contemporanea a Thiene con due inediti progetti espositivi: Body in Motion degli artisti Monica Bonvincini, Talia Chetrit, Sam Durant, Mona Hatoum, Klara Liden, Valerio Nicolai, Joanna Piotrowska, Margherita Raso, Moira Ricci, Diamond Stingily e Alessandro Teoldi, a cura di Chiara Nuzzi e in programma da sabato 23 maggio a sabato 7 novembre 2026, e Sanatorium del polacco Tomasz Kowalski, a cura di Elisa Carollo, visitabile da sabato 23 maggio a mercoledì 30 settembre 2026.

Con le nuove mostre, la Fondazione prosegue il dialogo con artisti e curatori della scena internazionale, invitati a confrontarsi con i suoi spazi e la sua vocazione sperimentale per dare forma a progetti inediti che offrono uno sguardo inedito sul mondo e sul nostro tempo. Dopo oltre un anno di attività, la Fondazione si conferma come piattaforma di ricerca e produzione, aperta alle più recenti sperimentazioni nell’arte contemporanea.

Monica Bonvincini, Talia Chetrit, Sam Durant, Mona Hatoum, Klara Liden, Valerio Nicolai, Joanna Piotrowska, Margherita Raso, Moira Ricci, Diamond Stingily e Alessandro Teoldi.

Body in Motion
A cura di Chiara Nuzzi

Provenienti dalla Collezione Sandra e Giancarlo Bonollo, le opere in mostra affrontano la tematica del corpo come strumento di relazione e indagine dell’esistenza umana. Da sempre esposto allo sguardo dell’altro, il corpo è attraversato da limiti e condizionamenti, la cui libertà viene spesso limitata dal mondo e dalle sue condizioni, ma è anche una forza vitale capace di affermare libertà, identità e trasformazione. Ancora oggi il corpo si configura come un luogo fisico e simbolico di resistenza e rivendicazione dei diritti, della propria identità ed emotività, della legittimità a esistere nella forma e condizione che più ci rappresenta.

Attraverso installazioni, fotografia, scultura, tessitura e pittura, gli artisti restituiscono prospettive molteplici – individuali e introspettive, collettive e sociali – da cui il corpo emerge come entità porosa e mutevole, capace di assorbire tensioni, custodire tracce e generare nuove forme di relazione con sé stessi, con gli altri e con lo spazio circostante.

Tomasz Kowalski. Sanatorium
A cura di Elisa Carollo
Nei lavori più recenti esposti in mostra, l’artista esplora la natura stratificata delle realtà simultanee attraverso la metafora del sanatorio e dell’ospedale psichiatrico, luoghi sospesi fuori dalla temporalità ordinaria dove percezione, memoria, allucinazione ed emozione si intrecciano in una dimensione liminale. Le figure di Kowalski abitano soglie di possibilità immaginative e fisiche: corpi, interni e atmosfere slittano costantemente verso la metafora, mentre la pittura si fa portale mnemonico e psicologico, capace di trasformare pigmenti e pennellate in presenze instabili. Concepita per la Fondazione Bonollo – ospitata in un ex complesso religioso e psichiatrico – la mostra riattiva le stratificazioni storiche e psicologiche dell’edificio, intrecciandole a una memoria biografica dell’artista e alla riflessione di Władysław Strzemiński sulla percezione visiva e sui limiti del linguaggio nel definire ciò che vediamo.

Attraverso i due nuovi progetti espositivi la Fondazione Sandra e Giancarlo Bonollo per l’arte contemporanea rinnova il proprio impegno nella valorizzazione dei migliori talenti del panorama artistico internazionale e nella costruzione di un crocevia internazionale, che dal cuore di Thiene rivolge lo sguardo verso lo scenario culturale internazionale.

INFORMAZIONI AL PUBBLICO
Fondazione Sandra e Giancarlo Bonollo per l’Arte Contemporanea
Via dell’Eva, 1, 36016 Thiene VI
www.fondazionebonollo.com

Orari di apertura
Ingresso libero
Giovedì dalle 14.00 alle 19.00
Venerdì e sabato dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 14.00 alle 19.00
Lunedì, martedì e mercoledì aperto su prenotazione

BIOGRAFIE ARTISTE E ARTISTI
Monica Bonvincini
Monica Bonvincini è nata a Venezia nel 1965. Vive e lavora a Berlino. Affermatasi a metà degli anni ’90, la sua pratica poliedrica – che indaga il rapporto tra architettura, potere e genere – si traduce in opere che mettono in discussione il significato del fare arte, l’ambiguità del linguaggio, i limiti e le possibilità legati all’ideale di libertà. Caratterizzata da un umorismo asciutto, diretta e intrisa di riferimenti storici, politici e sociali, l’arte di Bonvicini non esita mai a stabilire un legame critico con i luoghi in cui viene esposta, i materiali che la compongono e i ruoli di spettatore e creatore. Questo approccio, che è stato al centro della sua produzione sin dalla sua prima mostra personale al California Institute of the Arts nel 1991, si è formalmente evoluto nel corso degli anni senza tradire la sua forza analitica e la sua inclinazione a sfidare la prospettiva dello spettatore, sferrando al contempo pesanti colpi alle convenzioni socio-culturali.

Talia Chetrit
Talia Chetrit è nata nel 1982 a Washington DC, vive e lavora a New York. Da oltre trent’anni l’artista sviluppa una pratica fotografica e video caratterizzata dalle sue indagini sulla sessualità e l’identità, mettendo così in discussione le percezioni relative alla pornografia, al voyeurismo e all’oggettivazione. I video e le stampe a getto d’inchiostro delle sue fotografie oscillano tra il personale e il privato, il pianificato e lo spontaneo, immortalando persone sia consenzienti che inconsapevoli, spesso in relazione al proprio corpo. Quest’estate Chetrit sarà protagonista della mostra personale Bunny, presentata dalla Fondazione LOEWE al Museo Lázaro Galdiano di Madrid in occasione di PHotoEspaña 2026. Nel corso dell’anno il lavoro di Chetrit sarà inoltre incluso nella mostra collettiva GUT al George Eastman Museum di Rochester. Chetrit è stata protagonista di mostre personali al Wadsworth Atheneum Museum of Art di Hartford, al Kölnischer Kunstverein di Colonia, al MAXXI di Roma, all’Art Gallery of Ontario di Toronto e al 10 Corso Como di Milano. Le sue opere fanno parte – tra le altre – delle collezioni del Whitney Museum of American Art di New York, del Jewish Museum di New York, del LACMA di Los Angeles, del Wadsworth Atheneum Museum of Art di Hartford, della Fondazione Fiera di Milano e del FRAC Corsica di Corte.

Sam Durant
Sam Durant, nato nel 1961 a Seattle, Washington, utilizza media diversi che spaziano da insegne luminose a oggetti trovati fino alla grafite, creando opere che si confrontano con eventi storici e culturali del passato e del presente. I suoi progetti affrontano temi quali l’attuale sistema carcerario statunitense, il Movimento per i diritti civili, le rivolte studentesche del 1968 e la lotta del secolo scorso tra i nativi americani e i coloni europei. Durant è stato protagonista di mostre personali al Museum of Modern Art & Museum of Contemporary Art Metelkova, Lubiana, Slovenia (2025); al Los Angeles County Museum of Art (2014); al Museo d’arte contemporanea, Roma (2013); al Getty Center, Los Angeles (2013); al Massachusetts College of Art, Boston (2006); Kunstverein Düsseldorf (2003); Walker Art Center, Minneapolis (2003); Wadsworth Atheneum Museum of Art, Hartford (2002); e al Museum of Contemporary Art, Los Angeles (2002). Ha partecipato alla Biennale del Whitney Museum del 2004, a New York, e alla Biennale di Venezia del 2002. Le sue opere sono presenti nelle collezioni del Los Angeles County Museum of Art; del Museum of Contemporary Art, Los Angeles; del Museum of Modern Art, New York; dello Stedelijk Museum voor Actuele Kunst, Gand; della Tate Collection, Regno Unito; del Walker Art Center, Minneapolis; e del Whitney Museum of American Art, New York.

Mona Hatoum
Mona Hatoum è nata nel 1952 a Beirut, in Libano, da una famiglia palestinese e vive e lavora a Londra dal 1975. La pratica di Hatoum comprende installazioni, sculture, video, fotografie e lavori su carta. L’artista ha iniziato la sua carriera negli anni ’80 realizzando video e performance viscerali che si concentravano intensamente sul corpo. Dall’inizio degli anni ’90, tuttavia, ha creato sempre più spesso installazioni su larga scala che mirano a coinvolgere lo spettatore in emozioni contrastanti di desiderio e repulsione, paura e fascino. Nelle sue sculture, Hatoum trasforma oggetti familiari e quotidiani come sedie, lettini e utensili da cucina in opere che appaiono estranee, pericolose o addirittura minacciose. Tra le istituzioni che hanno accolto sue mostre personali recenti figurano la Fondazione Prada, Milano (2026); il Barbican, Londra (2025); la Kunsthal KAdE, Amersfoort, Paesi Bassi (2025); la Kunsthaus di Zurigo, Svizzera (2023); il Museum of Contemporary Art, Chicago (2023); il KINDL – Centre for Contemporary Art, Berlino (2022–23); il Georg Kolbe Museum, Berlino (2022–23); la Neuer Berliner Kunstverein, Berlino (2022); il Magasin III, Stoccolma (2022); il Centre Pompidou, Parigi, in tournée alla Tate Modern, Londra e al Kiasma Museum of Contemporary Art, Helsinki (2015– 16) tra gli altri.

Klara Liden
La pratica multidisciplinare di Klara Liden (nata nel 1979 a Stoccolma) sfugge a una classificazione univoca, spaziando tra una varietà di mezzi espressivi quali video, performance, scultura, interventi strutturali e installazioni. Il suo lavoro incorpora spesso materiali provenienti da luoghi urbani, che l’artista rielabora e prepara per un nuovo incontro con un’energia creativa e, a volte, giocosa – un processo che lei stessa ha definito «decostruzione». Con un interesse per l’architettura e i suoi ambienti, per le costruzioni sociali che circondano la funzione dei materiali e, al centro di tutto, per il corpo in relazione a questi elementi, la sua ricerca è caratterizzata da una continua esplorazione dei confini fisici e psicologici degli spazi – sia pubblici che privati – in cui viviamo.

Valerio Nicolai
Valerio Nicolai (nato a Gorizia nel 1988) vive e lavora a Milano. Ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Nicolai ha ricevuto il Premio Osvaldo Licini nel 2023 e la borsa di studio della Fondazione Pollock-Krasner per il biennio 2020-21. L’artista utilizza lo spazio pittorico per confrontare i soggetti consacrati dalla storia dell’arte con elementi del prosaico e del quotidiano. La tradizionale natura morta, strumento sia di descrizione impassibile che di simbolismo ambiguo, viene declinata in oggetti contemporanei di uso comune, immagini e situazioni banali. Il dramma e l’umorismo finiscono per abitare le sue scene fittizie, creando una tensione tra i temi artistici glorificati e il modo realistico e assurdo in cui possono prendere vita.
Tra le recenti mostre personali: Ex-sorella presso Emanuela Campoli, Parigi (2026); Notte da Osvaldo, a cura di Alessandro Zechini, Museo Osvaldo Licini, Ascoli Piceno (2023); Mostra personale, Campoli Presti, Parigi (2023); Sole con le code, Clima, Milano (2022); Birthmarker, Galeria Madragoa, Lisbona (2021); Amarena, Clima, Milano (2019); Processo a porcospino, Clima, Milano. Il suo lavoro è stato presentato in diverse mostre collettive, tra cui Confluenze presso Monitor, Roma (2026), Fantastica alla Quadriennale di Roma (2025), Premio Lissone 2025, Museo d’arte contemporanea di LISSONE, Lissone, Italia, in Gli anni. Episodi di Storia dell’arte a Napoli dagli anni Sessanta a oggi al Madre – Museo d’arte contemporanea Donnaregina, Napoli (2025); Facile Ironia al MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna (2025); Facile Ironia al MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna (2025); R U STILL PAINTING ??? alla Falcon Art, New York (2025), Le luci e gli amanti al BiM, Milano (2025), Six alla Chapter Gallery, New York (2025), PORPORA, In continua risonanza a Casa Testori, Milano (2024); Diario Notturno al MAXXI, L’Aquila (2024) ; PickPocket, a cura di Massimiliano Scuderi e Renata Lucas presso la Fondazione Zimei, Montesilvano (2023).

Joanna Piotrowska
Joanna Piotrowska (Varsavia, 1985) vive e lavora tra Londra, nel Regno Unito, e Porto, in Portogallo.
Nel 2013 ha conseguito il Master in Fotografia presso il Royal College of Art di Londra, mentre nel 2009 ha completato la laurea triennale in Fotografia presso l’Accademia di Belle Arti di Cracovia, in Polonia. Nel 2022 ha partecipato a “The Milk Of Dreams”, la 59ª Biennale Internazionale di Venezia, curata da Cecilia Alemani. Joanna Piotrowska ha partecipato a numerose mostre personali e collettive, tra cui: ICA, Filadelfia, Stati Uniti (2024); LE BAL, Parigi, Francia (2022); ARCH, Atene, Grecia (2022); Kestner Gesellschaft, Hannover, Germania (2022); Museum Insel Hombroich, Neuss, Germania (2021); Zacheta – Galleria Nazionale d’Arte, Varsavia, Polonia (2020); Kunsthalle Basel, Basilea, Svizzera (2019); Leeds Gallery, Leeds (2019); Tate Britain, Londra, Regno Unito (2019); ZAC Centrale, Cantieri Culturali alla Zisa, Palermo, Italia (2023); FRAC Île-de-France, Le Plateau, Parigi, FR (2023); Museo Nazionale della Norvegia, Oslo, NO (2023); 59ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, Venezia, IT (2022); 16ª Biennale d’Arte Contemporanea di Lione, Lione, FR (2022); FRAC, Champagne-Ardenne, Reims, FR (2022); Göteborgs Konsthall, Gothenburg, SE (2021); Museum of Contemporary Art of Rome, Rome, IT (2020); Bienal Ano Zero, Coimbra, PT (2019); Sala de Arte Santander, Madrid, ES (2019); Fondazione MIA, Bergamo, IT (2019); NS-Dokumentationszentrum München, Munich, DE (2019); Kunsthalle Wien, Vienna, AT (2018); MoMA, New York, US (2018), 10th Berlin Biennale, Berlin, DE (2018) and Fondazione Prada, Milan, IT (2016). Her photographs are part of several public and private collections, such as: Centre Pompidou, Paris (FR), FRAC Bretagne, Rennes (FR), FRAC Champagne-Ardenne (FR), KADIST, Paris (FR) and San Francisco (USA), Arts Council Collection (UK), British National Photography Collection, Bradford (UK), Leeds City Art Gallery, Leeds (UK), Northern Gallery of Contemporary Art, Sunderland (UK), MOMA – Museum of Modern Art, New York (USA), Sammlung Hoffmann (CH), Tate, London (UK), Zacheta National Gallery of Art (PL).

Margherita Raso
Nata a Lecco nel 1991, oggi vive e lavora a Basilea, Lecco e Milano. Margherita Raso affronta tematiche contemporanee di grande rilevanza attraverso una pratica artistica in continua evoluzione. Recentemente, il debutto istituzionale di Raso negli Stati Uniti è avvenuto con “Vizio di Forma” (2022), una mostra-installazione che controllava meticolosamente l’atmosfera abbassando la temperatura della sala. Questa mostra ha esplorato i temi del tempo, del decadimento e dell’esposizione attraverso una nuova serie di opere scultoree, tra cui tessuti Jacquard di grandi dimensioni che richiamavano le tecniche di tessitura del XVIII secolo. Il suo progetto “Casting the Tempo” ha comportato una fase di ricerca di due anni, durante la quale ha osservato le dinamiche geologiche di una risaia vicino a una ex centrale nucleare utilizzando la fotografia con droni, culminata in una mostra che ha fuso l’arte visiva con una composizione sonora di Kali Malone, illustrando la sua metodologia interdisciplinare nell’affrontare i paesaggi e i cambiamenti temporali.

Moira Ricci
La ricerca di Ricci, nata nel 1977, ha spesso gravitato verso una rete di riferimenti autobiografici. L’artista si interessa a temi quali la formazione delle identità individuali e sociali, la storia familiare, il concetto di casa, di terra e lo speciale legame umano che si instaura con essa. Ricci fonde le invenzioni tecnologiche con i discorsi sull’immagine popolare nella convinzione che, per raccontare un evento personale così come la storia locale, sia necessario adottare un approccio olistico per affrontare la vasta realtà di frammenti e singoli pezzi esistenti. Fin da bambina, le immagini sono state lo strumento più immediato per esprimere le sue emozioni interiori e i suoi punti di vista. Fotografia, videomaking e installazione sono i suoi strumenti visivi d’elezione. Il lavoro di Ricci è stato esposto in musei e gallerie internazionali tra cui MAMbo – Bologna; Galleria Gaia, Istanbul, Turchia (2017); 16° Quadriennale D’arte, Palazzo delle Esposizioni, Roma, Italia (2016); La Triennale, Milano, Italia (2016); Istituto Italiano di Cultura, Londra, Inghilterra (2016); Museo della Fotografia Contemporanea/Spazio Oberdan, Milano, Italia (2015); Associazione Culturale Dello Scompiglio, Lucca, Italia (2014); Galleria d’arte Lee Ahn, Daegu, Seul, Corea del Sud (2014); Song Eun Art Space, Seul, Corea del Sud (2014); Futuro Centro per l’Arte Contemporanea, Praga, Česko Slovensko (2012); KunstaSpekte, Italienische Kunst Heute-V; Les Rencontres D’Arles Fotografia, Arles, Francia (2009); Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Guarene D’Alba Palazzo, Cuneo, Italia (2009).

Diamond Stingily
Diamond Stingily, nata nel 1990 a Chicago, vive e lavora a New York. Le opere essenziali ed evocative di Stingily ruotano attorno al potere commemorativo degli oggetti. Artista visiva e scrittrice la cui pratica spazia dalla scultura al video e all’installazione oltre che alla scrittura, Stingily è attratta dai materiali ready-made come stimolo sia all’introspezione che all’esperienza collettiva. Gli oggetti che predilige rispecchiano un forte senso di appartenenza, spesso radicati nelle architetture locali che delimitano spazi di sicurezza ma anche di esclusione. In sintonia con la trama della memoria personale e con le dinamiche politiche che ne stanno alla base, la sua sobrietà formale trasforma il tenore di ciò che altrimenti risulterebbe familiare o innocuo, riconsiderando gli oggetti da lei scelti in opere d’arte significative ed evocative. Tra le sue istituzioni che hanno realizzato le sue mostre personali più recenti figurano Cabinet, Londra (2025, 2021); Peter Lund, Oslo (2025); 52 Walker, New York (2024); Greene Naftali, New York (2023-24); Galerie Isabella Bortolozzi, Berlino (2023, 2019); Kunstverein München (2019); CCA Wattis Institute for Contemporary Arts, San Francisco (2019); Queer Thoughts, New York (2019, 2016); ICA Miami (2018); e Ramiken Crucible, New York (2017, 2016). Tra le mostre collettive di rilievo figurano quelle allo Stedelijk Museum, Amsterdam (2026); Greene Naftali, New York (2023); Institute of Contemporary Art, Los Angeles (2022); Museum Ludwig, Colonia (2020); Swiss Institute, New York (2019); Schinkel Pavillon, Berlino (2018); Bergen Kunsthall (2018) e importanti presentazioni al New Museum, New York, tra cui Grief and Grievance: Art and Mourning in America (2021), Songs for Sabotage, la Triennale del New Museum (2018), e Trigger: Gender as a Tool and a Weapon (2017).

Alessandro Teoldi
Alessandro Teoldi (Milano, 1987) vive e lavora a New York. La pratica di Teoldi attraversa linguaggi eterogenei, spaziando tra pittura, disegno, ricamo, scultura e installazione. I suoi lavori esplorano l’intimità tipica della dimensione domestica e dei rapporti interpersonali, il senso di appartenenza e di distacco, così come la memoria di esperienze private e collettive che può scaturire dall’incontro con oggetti, forme e materiali specifici. Il suo lavoro è stato esposto in spazio pubblici e privati. Tra le mostre personali: Capsule, Shanghai (2023 e 2021); Marinaro, New York (2022 e 2020); Suprainfinit Gallery, Bucarest (2018); Viasaterna, Milano (2018); The Cabin, Los Angeles (2018) e 11 Rivington, New York (2017). Tra i progetti collettivi: Taymour Grahne Projects, Londra (2022); FLAG Art Foundation, New York (2021); Magazzino Italian Art, Cold Springs, New York (2020); Klaus von Nichtssagend, New York (2017); The Camera Club of New York (2016) e International Center of Photography, New York (2013). Nel 2019 è stato finalista per il Premio Cairo, Milano. Nel 2018 è stato selezionato per le residenze a La Brea Studio Residency presso The Cabin, Los Angeles e per The Camera Club of New York City nel 2013.

Tomasz Kowalski
Tomasz Kowalski è nato a Szczebrzeszyn nel 1984. Ha studiato presso l’Accademia di Belle Arti di Cracovia. Come pittore ha realizzato numerose mostre, tra cui personali presso Crèvecœur, Parigi; Gdańsk Galeria Miejska, Danzica (PL); Clearing, New York; Dawid Radziszewski Gallery, Varsavia; 15 Orient, New York; Swallow, Vilnius; Nino Mier Gallery, Los Angeles; Galerie Tobias Naehring, Lipsia; Tim Van Laere Gallery, Anversa; Arcadia Missa, Londra.
Le sue opere fanno parte delle collezioni di Muzeum Sztuki, Łódź (PL); Centre Pompidou, Parigi; MUMOK (Museum Moderner Kunst Stiftung Ludwig), Vienna; MOCAK (Museum of Contemporary Art in Kraków), Cracovia; X Museum, Pechino; Frac des Pays de la Loire, Nantes; Pinault Collection, Venezia; Boros Collection, Berlino; Fondazione Bonollo, Thiene (IT).
Kowalski dirige inoltre Alicja, un’etichetta musicale che pubblica lavori di vari artisti, oltre alla sua musica e ai suoi audio-play. Vive e lavora tra Varsavia e Anversa.

BIOGRAFIE CURATRICI
Chiara Nuzzi
Chiara Nuzzi (Napoli, 1986) è curatrice, autrice e manager editoriale. Nel 2023 ha curato il programma annuale Project Room per la Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano con i progetti espositivi Lito Kattou. Whisperers e Paul Maheke. The Purple Chamber. Dal 2019 è curatrice e manager editoriale di Fondazione ICA Milano, dove ha curato, tra le altre, le mostre Cemile Sahin. ROAD RUNNER; Augustas Serapinas. Wooden Travel; Erika Verzutti. Notizia (co-curata con Alberto Salvadori); Camille Henrot & Estelle Hoy. Jus d’Orange; Rebecca Moccia. Ministry of Loneliness; Chemutai Ng’ok. An impression that may possibly last forever; Simone Forti. Vicino al Cuore /Close to the Heart (co-curata con Alberto Salvadori). Ha curato mostre collettive e personali in Italia e all’estero, collaborando negli anni con diverse istituzioni pubbliche e private tra cui Fondazione Arnaldo Pomodoro; Istituto Svizzero, Milano; ar/ge kunst, Bolzano; Museo MART di Trento e Rovereto; Le Narcissio, Nizza; Independent Art Fair, Bruxelles. Tra le pubblicazioni più recenti si ricordano: Camille Henrot & Estelle Hoy. Jus d’Orange (NERO editions, 2023); Rebecca Moccia. Ministry of Loneliness (Humboldt Books, 2023).

Elisa Carollo
Elisa Carollo è consulente d’arte, curatrice, scrittrice d’arte e valutatrice conforme alla normativa USPAP, con particolare attenzione all’arte contemporanea e ultracontemporanea. Ha conseguito un Master in Art, Law, and Business presso Christie’s New York e una laurea in Marketing e Management delle Industrie Culturali e Creative presso l’Università IULM di Milano. Partendo dal mercato secondario per poi passare a quello primario, alla scrittura e alla curatela, Elisa Carollo può vantare +8 anni nel settore dell’arte, ricoprendo diversi ruoli sia in ambito commerciale che istituzionale. Dopo l’esperienza con la società internazionale di art advisory Gurr Johns e un Family office a Milano, lavora per la Fondazione Imago Mundi di Treviso, fondazione d’arte della famiglia Benetton, di cui è consulente per progetti e relazioni internazionali. Nel frattempo, a New York, ha anche co-diretto e curato il programma di Pintô International, l’avamposto newyorkese del più importante museo di arte contemporanea delle Filippine, e co-diretto la galleria d’arte contemporanea Swivel Gallery, specializzata in talenti emergenti. Oggi Elisa Carollo lavora principalmente come consulente freelance per collezionisti, gallerie e artisti, e scrive di arte e del suo mercato per riviste e piattaforme internazionali come Il Giornale dell’Arte (The Art Newspaper Italy, by Allemandi) Eazel e Collezione da Tiffany, tra le altre. Recentemente è entrata a far parte dell’Observer New York come principale reporter d’arte. Come curatrice, Elisa Carollo ha fatto parte del team curatoriale per l’edizione inaugurale della Biennale di Malta del 2024. Ha inoltre fatto parte del gruppo curatoriale della Fondazione Quadriennale per il monitoraggio della scena artistica contemporanea italiana e del team curatoriale per il Padiglione italiano alla XIV Biennale di Gwangju (2023). Recentemente è entrata a far parte dell’IKT (International Association of Curators of Contemporary Art). Carollo cura diverse mostre in collaborazione con gallerie di diversi Paesi, con l’obiettivo di fungere da connettore, facilitare la circolazione globale di talenti di valore e introdurre artisti in nuove regioni.

LA FONDAZIONE
Sandra e Giancarlo Bonollo per l’Arte Contemporanea

La Fondazione Bonollo per l’Arte Contemporanea è un’istituzione no profit che nasce nel 2024 a Thiene, in provincia di Vicenza, dal desiderio dei collezionisti Sandra e Giancarlo Bonollo di condividere con la propria città e con la comunità artistica internazionale il percorso di ricerca e promozione dell’espressione artistica contemporanea che da venticinque anni perseguono.

La Fondazione ha sede nel complesso dell’ex Chiesa delle Dimesse, situato nel centro storico di Thiene, di proprietà comunale e concesso in uso con destinazione culturale.

Gli spazi espositivi che abbraccia si estendono dagli interni dell’ex chiesa a una selezione dei locali del palazzo settecentesco attiguo, oggetto di un recente percorso di restauro sostenuto da Sandra e Giancarlo Bonollo con la direzione dell’architetto Giancarlo Zerbato.
La visione alla base della Fondazione Bonollo per l’Arte Contemporanea si identifica con la costruzione di un calendario espositivo concepito per avvicinare il territorio ai nuovi linguaggi dell’arte contemporanea, offrendo un nutrito programma di mostre, residenze d’artista e incontri. Dalle esposizioni collettive con protagoniste le opere della collezione di Sandra e Giancarlo Bonollo al calendario di mostre temporanee dedicate agli artisti più significativi del panorama artistico internazionale, la Fondazione si propone di creare un punto di incontro per la comunità artistica globale e un luogo di condivisione con la cittadinanza locale.
L’istituzione nasce dalla passione per l’arte della coppia di collezionisti Sandra e Giancarlo Bonollo, che insieme hanno saputo costruire una visione personale nella scena contemporanea focalizzata sulle voci più interessanti del settore artistico. Venticinque anni di costante frequentazione di mostre, gallerie e fiere tra Europa e Stati Uniti si traducono oggi in una collezione di oltre 600 opere, molte delle quali di caratura museale e realizzate dagli artisti più rilevanti dell’orizzonte internazionale.
A occuparsi della programmazione culturale della Fondazione, Sandra e Giancarlo Bonollo hanno invitato Chiara Nuzzi per ragionare sulla collezione e proporne angoli di visuale attraverso una selezione di due mostre collettive annuali, presentate nei locali del palazzo settecentesco.

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