Kunsthaus Merano
presenta
Animacies
The Invention of Europe YEAR 3
A cura di Lucrezia Cippitelli e Simone Frangi
14 giugno – 11 ottobre 2026

La Kunsthaus Merano Arte presenta, dal 14 giugno all’11 ottobre 2026, Animacies, progetto espositivo collettivo a cura di Lucrezia Cippitelli e Simone Frangi.
Attraverso installazioni, pittura, scultura e fotografia, la mostra ripensa alle
- relazioni tra Europa e Asia,
- decostruendo criticamente sistemi di lettura di matrice occidentale e coloniale. Le opere di Bekhbaatar Enkhtur, Shivanjani Lal, Mai Ling, Chathuri Nissansala, Elia Nurvista, Ashfika Rahman e Jennifer Tee
- propongono una riflessione
- sulle relazioni tra materia, memoria, identità e potere, guardando criticamente a forme di contrapposizione binaria come quelle tra animato e inanimato, soggetto e oggetto, umano e non umano.
Il titolo della mostra riprende il concetto di “Animacies”, teorizzato nel 2012 dalla teorica queer sinoamericana Mel Y. Chen, che descrive una
- “capacità di agire, consapevolezza, mobilità e vitalità” comune a diverse entità. Partendo da questa prospettiva, il progetto mette in discussione gerarchie consolidate e sistemi di classificazione occidentali, mostrando come tessuti, piante, alimenti o materiali possano diventare agenti di memoria, trasformazione e relazione.
Le opere in mostra affrontano
- temi legati alle eredità coloniali, alle migrazioni, alle appartenenze culturali e alle
- forme di resistenza, esplorando la potenza culturale, politica, simbolica e spirituale della materia. Animacies propone così uno sguardo plurale e relazionale sulla contemporaneità, assumendo la materia stessa come strumento critico per ripensare la storia e le sue narrazioni dominanti.
La mostra apre la terza e ultima annualità del programma triennale The Invention of Europe. A Tricontinental Narrative (2024–2027), curato per Kunsthaus da Lucrezia Cippitelli e Simone Frangi.
INFORMAZIONI AL PUBBLICO
Animacies
14 giugno – 11 ottobre 2026
Kunst Meran Merano Arte – Merano
via Portici 163
Orari di apertura:
Mar 10–18h
Mer 10–18h
Gio 10–20h
Ven 10–18h
Sab 10–18h
Dom e festivi 11–18h
Lucrezia Cippitelli (Roma, 1974), Ph.D, ricercatrice e curatrice, co-direttrice di Arthub. Recentemente è stata direttore artistico di Ateliers Picha (Repubblica Democratica del Congo, 2019-2022), il programma educativo a lungo termine e site-specific di Picha (l’organizzazione guidata da artisti che gestisce la Biennale di Lubumbashi) e curatrice della 7a Biennale di Lubumbashi. Ha curato la Biennale Interactiva (Merida, Messico, 2005 e 2007) e la seconda Biennale di Bucaramanga Desde aqui (Colombia, 2015). La sua ricerca e la sua pratica curatoriale si concentrano sull’educazione radicale, la cultura DIY, la site-specificity e il collettivismo, con particolare attenzione alle epistemologie del Sud globale. Ha diretto l’avvio di un Media Lab a L’Avana (Alamar Express Lab, con Omni Zonafranca, Cuba, e Inventati, Italia, 2005-2007); un laboratorio per la produzione artistica site-specific a Khartoum (Khartoum Art Lab, Sudan, 2010-2012); un Master in Arti Visive presso la Alle School of Arts and Design – Addis Ababa University (2011-2016). È professore di Estetica all’Accademia di Brera, Milano, e ha recentemente curato la mostra Sammy Baloji. K(C)ongo, Frammenti di dialoghi intrecciati. Classificazioni sovversive (Le Gallerie degli Uffizi, Firenze 2022) e Georges Senga, Comment un petit chasseur païen devient prêtre catholique (Museo delle Civiltà, Roma, 2022). Recentemente è stata coautrice del libro Colonialità e Culture Visuali in Italia, Mimesis 2021.
Simone Frangi (Como, 1982) è ricercatore, curatore e critico d’arte. Ha conseguito un Dottorato di ricerca in Filosofia – Estetica e Teoria dell’Arte in co-tutela internazionale presso Université de Bourgogne – Dijon (FR) e Università Degli Studi di Palermo (IT) e un Perfezionamento Filosofico in Teoria Critica della Società presso l’Università degli Studi di Milano – Bicocca. Dal 2013 al 2017 è stato direttore artistico di Viafarini (Milano, IT). Dal 2013 co-dirige con Barbara Boninsegna Live Works – Free School of Performance presso Centrale Fies (Dro, Trento, IT). Con la stessa istituzione ha co-fondato la Agitu Ideo Gudeta Fellowship, sviluppata in dialogo con Mackda Ghebremariam Tesfau’ (Razzismo Brutta Storia) e Justin Randolph Thompson (Black History Month Florence). Dal 2014 co-dirige con Alessandro Castiglioni A Natural Oasis? un programma di training curatoriale nomade nel Mediterraneo, attualmente alla quarta edizione. Dal 2013 è professore di Teoria dell’arte e Cultura Visuale presso l’ESAD – Accademia di Belle Arti e Design di Grenoble (FR), dove ha fondato con Katia Schneller l’Unità di Ricerca “Hospitalité Artistique et Activisme Visuel: pour une Europe diaporique et post-occidentale” (2025 – in corso). Sempre con Katia Schneller ha fondato il Festival des Gestes de la Recherche (alla quarta edizione nel 2023), attualmente ospitato da Le Magasin – Centre National d’Art Contemporain (Grenoble). Nel 2015 è stato uno dei cinque curatori della X edizione del Premio Furla per l’Arte Contemporanea e nel 2016 uno dei dieci curatori della XVI Quadriennale di Roma. Nel 2018 è stato guest curator a Museion, Bolzano (IT) con il progetto Somatechnics. Transparent travelers and obscure no-bodies Nel 2021 è stato uno dei senior curators di School of Waters – MEDITERRANEA19, nel 2022 co-curatore della XXVI edizione del Premio Nazionale Arti Visive Gallarate al MA*GA e nominator del MAXXI BVLGARI PRIZE 2022. Nel 2021 è stato uno dei tutor del programma VERSO della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (Torino, IT) ed è attualmente nel comitato scientifico del progetto europeo DE.a.RE – Deconstruct and Rebuild (2022-2024). Tra le recenti pubblicazioni: Colonialità e Culture Visuali in Italia, co-curato con Lucrezia Cippitelli (Mimesis, 2021) e School of Waters. The Book, co-curato con Alessandro Castiglioni (Archive, 2021).
Kunsthaus Merano
La Kunsthaus Merano è uno spazio di esposizione, mediazione, riflessione e discussione per l’arte contemporanea e l’architettura.
Ponendosi tra le istituzioni attive da più tempo e più dinamiche nel territorio, la Kunsthaus propone un focus sulla produzione artistica e sulla promozione di un dibattito critico, con un forte radicamento locale e uno sguardo aperto al contesto internazionale.
Uno degli scopi che portiamo avanti è quello di contribuire in modo continuativo a una forma di riscrittura della storia dell’arte e della cultura, locale e sovraregionale, basata sull’integrazione tra narrazioni esistenti e prospettive marginalizzate o trascurate, con un’attenzione particolare rivolta a quelle che si collocano al di fuori di canoni occidentali e eteronormativi.
Situata nel cuore di Merano, la Kunsthaus propone un programma articolato in mostre, eventi, progetti educativi e pubblicazioni. Ogni anno vengono prodotte fino a cinque mostre, sviluppate in stretta collaborazione con artisti e artiste, studi di architettura e persone attive nel contesto locale – spesso con produzioni site-specific. La programmazione interdisciplinare, l’attiva attività di mediazione, i programmi di residenza e le collaborazioni locali rendono la Kunsthaus un punto di incontro aperto a un ampio pubblico di tutte le età.
Il nostro obiettivo non è solo quello di esporre opere d’arte, ma costruire insieme ad artiste e artisti, visitatrici e visitatori, uno spazio di esperienza condivisa, sociale, estetica e culturale. In questo modo diamo il nostro apporto nella definizione dell’identità culturale di Merano e sosteniamo lo sviluppo della produzione artistica locale
La Kunsthaus Merano si concepisce come una piattaforma indipendente per la pratica artistica contemporanea, saldamente radicata al territorio e, al contempo, connessa a una rete livello internazionale.