Biennale Venezia 2026 – padiglioni che preferisco evitare! – l’arte si può ancora “criticare”?

Oggi criticare non è più “di moda”….

Oggi, i critici dell’arte, in genere, scrivono solo note positive; è rarissimo leggere una critica negativa, perché?

Parlo di arte in generale, cinema compreso; ne sono la prova tanti film presentati in pompa magna, vincitori di premi prestigiosi e finiti rapidamnete nel dimenticatoio.

Evidentemente

  • chi scrive di arte, generalmente deve rispondere del suo operato a chi deve vendere; e il cerchio si chiude.

Personalmente, non ho di questi vincoli e vi riporto la mia opinione su alcune opere / rappresentanze statali,  della Biennale di Venezia 2026; che non visiterò mai.

Non accetto l’idea che tutto possa essere arte, non accetto l’idea che il valore di un’opera d’arte debba essere imposto da un insieme di critici e gallerie che detengono il potere assoluto in ogni parte del mondo.

E scusate se mi scandalizzo, ma certe idee che passano per arte e puzzano di M, a me non piacciono. Di pseudo “scandali” purché si parli  dell’autore; ne abbiamo visti fin troppi! 

Ma certamente ho torto, perché sono inutilmente pudica e  perché  grandi esperti mondiali d’arte hanno accettato tutto questo come vera arte. 

Padiglione Italia – già visto… – un contesto come la Biennale dovrebbe generare sorpresa e non ripetizione… del già visto precedentemente.

Per prima cosa, non sono mai d’accordo sulla scelta di una sola artista, quando potremmo presentare al pubblico un ventaglio di proposte, che darebbe pure visibilità a tanti potenziali  talenti, lasciando al visitatore un ventaglio di possibilità di riflessioni personali.  La proposta italiana per la Biennale 2026,  è pure molto simile a quanto già presentato presso l’HangarBicocca nel 2024; dalla medesima artista.

Padiglione Austria

Una donna nuda, a testa in giù, funge da battacchio per una grande campana…

All’interno donne nude in una vasca che contiene le deiezioni, filtrate, dei visitatori che le depongono in appositi bagni…

Danimarca:

la domanda del “secolo”; la pornografia può salvare la specie umana?

2045; una pornostar interpreta una ricercatrice di una banca del seme.

Giappone:

scusate, ma non  riesco ad accettare la cosiddetta “ironia” del soggetto; ovviamente sarà per un mio limite mentale!!!

Chi entra, può cambiare il pannolino ad un  figlio virtuale, leggendo la poesia scritta su di un codice QR … inserito nel pannolino.

Lussemburgo:

“La merde” installazione audiovisiva.

Dei corpi vengono tollerati / repressi / esclusi, attraverso le vicende di un grosso escremento di M; dalle sembianze umane!

USA:

la scelta dell’artista del padiglione è stata fatta dall’American Arts Conservancy; organizzazione fondata nel 2025 e guidata da una ex proprietaria di un negozio di alimenti per animali. Una scelta sicuramente basata sull’esperienza!

——————          COPERTINA: ” Occhio – apriamo gli occhi ! “ 2009 – serie di disegni  su piatti trasparenti – particolare – Grazia Seregni Copyright© All rights reserved –

A questo proposito, riporto un mio articolo che contiene un filmato del grande critico Phillipe Daverio; vecchio stampo, ma profondo e poliedrico conoscitore; senza peli sulla lingua e senza “padri” padroni.

Arte contemporanea – Contromostra alla Biennale di Venezia del dopoguerra di Philippe Daverio – ” moda ” mostre e musei oggi e ieri

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