Torino 7 – 9 ottobre – capire l’IA – Accademia delle Scienze

Come l’intelligenza artificiale sta già cambiando:

  • lavoro
  • scuola
  • cultura
  • diritto
  • democrazia.

Dialogo aperto tra scienziati – umanisti – giuristi ed economisti

«Che cosa ci succederà con l’IA?»

Dal 7 al 9 ottobre l’Accademia delle Scienze di Torino lo chiede a filosofi, economisti e giuristi

Dal 7 al 9 ottobre, 4 sessioni tematiche mettono a

  • confronto filosofi, economisti, giuristi e umanisti sulle ricadute dell’intelligenza artificiale nella società.

Tra gli ospiti Margherita Cassano, già prima presidente della Corte di cassazione, il filosofo Mario De Caro (Università di Roma Tre), il linguista Alessandro Lenci (Università di Pisa) e lo storico della lingua Lorenzo Tomasin (Università di Losanna). Iscrizione gratuita su Eventbrite, per l’intero convegno o per singola sessione.

 Tre giorni, dal 7 al 9 ottobre, per

  • capire che cosa l’intelligenza artificiale stia già cambiando
  • nel lavoro, nella scuola, nella cultura, nel diritto e nella democrazia.

All’Accademia delle Scienze di Torino filosofi, economisti, giuristi e umanisti si confrontano in tre giorni di incontri dal titolo: «Che cosa ci succederà con l’IA? Le conseguenze dell’intelligenza artificiale e del suo linguaggio nel diritto, nelle lettere, nella scuola e nell’economia», iniziativa promossa dalla Classe di Scienze morali dell’Accademia in collaborazione con AI4I.

Una macchina può essere cosciente? Chi risponde se un algoritmo sbaglia una sentenza o manda in crisi un mercato? Sono alcune delle domande al centro del confronto.

L’intelligenza artificiale non è più soltanto una questione di codice e di tecnologia:

  • sta ridisegnando il modo in cui viviamo,
  • pensiamo e lavoriamo. Il convegno nasce per andare oltre il funzionamento tecnico degli algoritmi e mettere
  • a fuoco le ricadute concrete dell’IA sul presente e sul futuro.

Attraverso un dialogo aperto tra scienziati, umanisti, giuristi ed economisti, l’evento affronta i nodi del rapporto tra IA e mente umana,

  • linguaggio, scuola,
  • ricerca storica; ma anche i
  • futuri scenari economici legati all’occupazione e all’uso dei dati in
  • settori come finanza e urbanistica;
  • fino alle implicazioni giuridiche,
  • dal diritto d’autore alle regolamentazioni internazionali,
  • fino all’uso dell’IA nei tribunali e nella pubblica amministrazione.

L’iniziativa si inserisce nell’ambito delle attività di divulgazione scientifica dell’Accademia delle Scienze di Torino, rivolta a un pubblico più ampio della comunità accademica.

Il programma si articola in quattro sessioni, ciascuna aperta al pubblico anche singolarmente:

  • La mente e il linguaggio. La prima sessione, «La filosofia di fronte all’IA» (7 ottobre, ore 15-18), è presieduta da Simona Ronchi della Rocca, professore emerito, già ordinario di Fondamenti dell’informatica nell’Università di Torino. Per Alfredo Tomasetta (IUSS Pavia) oggi non abbiamo alcuna risposta alla domanda se una coscienza artificiale sia possibile: il comportamento di una macchina non basta a stabilirlo e nessuna delle teorie della coscienza disponibili dà una risposta univoca. Alessandro Lenci (Università di Pisa) rifiuta sia l’entusiasmo sia lo scetticismo sulla comprensione del linguaggio da parte delle macchine: i grandi modelli linguistici vanno oltre la statistica, ma restano una rappresentazione parziale di ciò che comunichiamo. E costringono a chiederci che cosa significhi “comprendere” per noi stessi. Mario De Caro (Università di Roma Tre) affronta l’etica dei sistemi che decidono e agiscono da soli e propone un’etica basata sulla ragion pratica da integrare già nella progettazione.

  • Economia, città, mercati. La seconda sessione, «IA ed economia» (8 ottobre, ore 9-13), presieduta dal presidente dell’Accademia delle Scienze, Marco Mezzalama, mostra i due volti dell’IA. Pietro Terna, accademico delle Scienze, mette in luce le contraddizioni dell’IA: da una parte produttività, previsione e nuove opportunità; dall’altra concentrazione di dati, potere e nuove disuguaglianze, tutti elementi che pongono nuove sfide alla democrazia. Giuseppe Russo (Centro Einaudi) descrive una Borsa più efficiente ma più fragile, esposta a volatilità, collusione tra algoritmi e dipendenza da pochi fornitori di calcolo. Giovanni Durbiano (Politecnico di Torino) indica un terreno inatteso per l’IA nelle città: non il cantiere, che resta affidato alle persone, ma la macchina di norme, autorizzazioni e controlli che separa il progetto dalla sua realizzazione. Emilio Paolucci (Politecnico di Torino) si chiede dove passi il confine e l’equilibrio tra algoritmi da una parte e gerarchia, esigenze di controllo organizzativo, competenze e potere decisionale dall’altro nelle organizzazioni complesse. Riccardo Di Maria, Head of HPC/AI and Engineering Lab Director, HPC Architecture & Method, presenta l’IA come nuova infrastruttura industriale.

  • Scuola, testi, democrazia. La terza sessione, «IA per insegnare: l’algoritmo per la scuola e la ricerca umanistica» (8 ottobre, ore 15-19), presieduta da Daniele Castelli (Università di Torino), guarda alla scuola, alla democrazia e alla cultura umanistica. Francesco Tuccari (Università di Torino) porta una tesi forte: all’Homo videns descritto da Giovanni Sartori sta subentrando un Homo insipiens che affida il pensiero alla macchina. Con lui rischia di crollare la qualità delle opinioni pubbliche su cui si reggono le democrate. Lorenzo Tomasin (Università di Losanna) si occupa dei “testi sintetici”, ormai quasi indistinguibili da quelli umani: si possono ancora chiamare testi? Un algoritmo può essere autore? Che cosa cambia per chi legge? Mirko Tavosanis (Università di Pisa) spiega come l’IA stia già cambiando l’insegnamento dell’italiano. Stefano De Luca (Università Suor Orsola Benincasa) ricostruisce ottant’anni di storia dell’IA per capire se le promesse delle origini siano state mantenute.

  • Il diritto alla prova. L’ultima sessione, «Le prospettive e le ricadute giuridiche dell’IA» (9 ottobre, ore 9-13), è presieduta da Juan Carlos De Martin (Politecnico di Torino). Margherita Cassano (già prima presidente della Corte di cassazione) si concentra sull’impatto dell’IA sulla magistratura e sulle professioni forensi. Mario Giuseppe Losano (Università del Piemonte Orientale) porta un caso concreto: una sentenza della Corte costituzionale della Colombia su un giudice che ha usato l’IA generativa per scrivere una decisione. Chi risponde degli errori, il giudice che firma o chi ha prodotto il programma? Marco Pelissero (Università di Torino) si interroga sulla tenuta delle garanzie penali e sulla proposta, già avanzata da alcuni studiosi, di estendere la responsabilità penale alla “macchina”. Completano la sessione Paolo Montalenti (Università di Torino) sulle responsabilità degli amministratori d’impresa alla luce dell’AI Act europeo e della legge italiana 132/2025, Marco Ricolfi (Università di Torino) sul rapporto tra IA e copyright e sulle sue implicazioni geopolitiche, e Ornella Porchia (già Giudice della Corte di giustizia dell’Unione europea) sulla strategia dell’Unione europea per un’IA al servizio dei cittadini.

Contatti e Sede:

  • Sede: Via Accademia delle Scienze, 6 — Torino

  • Tel: 011.562.0047

  • Sito web: www.accademiadellescienze.it

————————-               FOTO COPERTINA: Grazia Seregni Copyright© All rights reserved –

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