Notizie di oggi spiegate in un libro di ieri- quando due colossi si fanno la guerra

La crisi e la guerra tra due colossi – quello “democratico” di Atene e quello autoritario di Sparta – lo scontro ci riporta ai giorni nostri in maniera insospettabilmente realistica.

E il finale andrebbe evitato!

La guerra civile ateniese

di Luciano Canfora

“In forma strisciante o in forma aperta, per molte generazioni,

  • la guerra civile era, nelle città greche, “lo stato abituale, regolare, normale: si è nati, si vive, si morrà in essa.

Non vi è atto, ambizione o pensiero che non si rapporti ad essa”. Riconoscere che un conflitto è

  • stato una guerra civile, cioè
  • una guerra “tra cittadini”, dipende dal vincitore.

È il vincitore che concede, o non concede, al vinto tale riconoscimento. Che non significa annullare la distinzione tra torti e ragioni. Gli Ateniesi non compirono mai questo sforzo.

Nel loro calendario ufficiale l’anno della guerra civile (404/3) era indicato con una formula quasi surreale: “non governo”. Come se quell’anno non fosse mai esistito.” Ripercorrendo l’opera storiografica di Senofonte, che di quei fatti fu protagonista, Luciano Canfora fa riaffiorare gli snodi drammatici che segnarono  il sanguinoso epilogo fratricida della trentennale guerra contro Sparta:

 

  • dall’elezione dei trenta “tiranni” alla
  • riscossa dei “partigiani democratici” di Trasibulo fino alla
  • violazione del patto di amnistia con l’eccidio di Eleusi.

Un “diario” fazioso e apologetico, quello senofonteo, che va dunque raffrontato con le testimonianze di segno opposto, ma non per questo meno prezioso nel restituirci in presa diretta la crisi di un sistema in cui

  • la manipolazione demagogica del consenso e
  • il conflitto tra interessi di ceto,
  • ideali e Realpolitik (temi di sorprendente attualità)
  • aprirono crepe insanabili.

La guerra civile ateniese, Luciano Canfora, Rizzoli, 408pp., 13 euro.

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