Mostre a Lugano – Arte Walser al MUSEC dal 6 novembre

Un’occasione per una gita a Lugano, per scoprire l’artigianato Walser e le sue preziose antichità; una cultura che ancora oggi stupisce.

ARTE WALSER
La tradizione di Bosco Gurin
6 novembre 2025 – 1° marzo 2026

Schnupftubåkchbuschulti (?). Scatoletta lignea
recante sul coperchio l’immagine pirografata di sanGiuseppe e sul corpo l’iscrizione in tedesco «Fang an mit gott, mit gott hör auf das ist der schönsteLebenslauf» («Inizia con Dio, finisci con Dio: questa è la più bella biografia possibile»).Corno.1850-1950. .Museo Walserhaus Gurin,Bosco Gurin.©FCM/MUSEC, Lugano

Al MUSEC di Lugano una mostra sulla creatività di un’antica comunità alpina che ha saputo mantenere vivi i propri valori e la propria identità.

Chenduchåppi. Cuffia per neonato cotone rosa e
piccoli ricami,con balze e nastri di lana policromi.Stoffa.XX secolo. Museo Walserhaus Gurin, Bosco Gurin.
©FCM/MUSEC, Lugano

Il MUSEC – Museo delle Culture ospita dal 6 novembre 2025 al 1° marzo
2026, l’esposizione temporanea ARTE WALSER. La tradizione di Bosco
Gurin (leggi Gurìn).

Si tratta di un progetto che porta al centro dell’attenzione una delle realtà più affascinanti e singolari del paesaggio culturale svizzero:

  • Bosco Gurin, l’unica enclave alloglotta del Cantone Ticino.

Originari dell’Alto Vallese (da cui il nome «Walliser»), a partire dal XII secolo i Walser fondarono villaggi e comunità diffusi dalla Valle d’Aosta al Vorarlberg.
I Walser di Gurin giunsero nelle terre che ancora oggi abitano, a 1.500 metri
di altitudine in cima alla Vallemaggia,

  • prima del 1244, provenienti dalla confinante Val Formazza, oggi in territorio piemontese.
Lagrat. Culla lignea a dondolo, con testate e spondericcamente decorate in policromia su fondo blu,arricchita da due archi da telo e dettagli intagliati aforma di teste animali.
Legno. XIXsecolo.Museo Walserhaus Gurin, Bosco Gurin.
©FCM/MUSEC, Lugano

A quel tempo, il luogo dell’insediamento era inabitato:

  • un bosco di larici freddo e inospitale dove, ieri come oggi, le montagne nascondevano il sole nei mesi invernali.
  • Con impegno e dedizione, gli abitanti di Gurin (Ggurijner in walser, Guriner in tedesco) hanno reso abitabile ed economicamente produttivo questo piccolo angolo di terra sul versante meridionale delle Alpi, conservando fieramente la loro lingua alto-alemanna e le loro tradizioni walser.

In questo contesto naturale severo, ma straordinariamente ricco dal punto
di vista umano e culturale, si è sviluppata

  • una forma di arte tradizionale che unisce tecnica, bellezza e simbolismo. Una forma di creatività capace di attraversare i secoli mantenendo un forte legame con l’identità del luogo.

ARTE WALSER è frutto di una ricerca pluriennale condotta dal MUSEC in
stretta collaborazione con il Comune e il Museo Walsherhaus Gurin con il
coinvolgimento di tutta la piccola comunità.

L’esposizione allestita nello
Spazio Cielo di Villa Malpensata è curata da Francesca Pedrocchi del
Museo Walserhaus Gurin, e da Nora Segreto, ricercatrice del MUSEC. Dal
loro lavoro di ricerca e di confronto è emerso un progetto concepito come
un vero e proprio racconto visivo, che invita i visitatori a immergersi nella
cultura locale, mettendo in luce la continuità tra funzionalità e valore
estetico, tra vita quotidiana e spiritualità, tra arte popolare e influenze
artistiche europee. L’esposizione si offre così come una riflessione sulla
trasmissione dei saperi, sulla funzione sociale dell’arte popolare e sul
valore culturale del lavoro manuale, in un’epoca in cui il ritorno alle origini
vuole anche essere uno sguardo rivolto al futuro. Ogni opera esposta −
che si tratti di un semplice stampo per il burro, di una culla dipinta o di una
figura sacra dorata − rivela la presenza di un sapere collettivo, capace di
trasformare la necessità in arte, e il quotidiano in racconto.

La maggior parte delle oltre 120 opere in esposizione proviene dalle
collezioni del Museo Walserhaus Gurin di Bosco Gurin, che
tradizionalmente chiude al pubblico durante i mesi invernali. Tra gli altri
prestatori vi sono: il Museo nazionale svizzero di Zurigo; la Parrocchia dei
Santi Giacomo e Cristoforo di Bosco Gurin e alcuni prestatori privati.
Il percorso espositivo si articola in tre nuclei tematici, che raccontano le
principali sfere della vita comunitaria:

Tra terra e focolare
Gli strumenti agricoli, artigianali e domestici testimoniano il legame
profondo dei Walser con la terra e la montagna. Ogni oggetto, nato
dall’ingegno e dalla necessità, riflette una ricerca di equilibrio e bellezza
nella quotidianità. La casa di Bosco Gurin si presenta come il cuore della
comunità, luogo di nutrimento, calore e protezione, dove il lavoro
domestico – filare, intrecciare, conservare – diventa memoria di un sapere
condiviso e tramandato di generazione in generazione.

Forme di affetto e bellezza nella vita quotidiana
Nella cultura Walser, la quotidianità si intreccia con la creatività e l’affetto.
Gli oggetti d’arredo e i giocattoli parlano di cura e protezione, mentre
utensili e decorazioni riflettono il gusto per la forma e il dettaglio. Ogni
manufatto, anche il più semplice, è realizzato con pazienza e attenzione, e
in molti si possono riconoscere motivi simbolici e riferimenti religiosi che
testimoniano una spiritualità intima e diffusa.

Arte sacra e devozione popolare

L’esposizione temporanea include inoltre una selezione di statue
devozionali, crocifissi, candelabri e oggetti liturgici che evidenziano la
profonda spiritualità della comunità locale. La fede permea ogni aspetto
della vita, accompagnando momenti fondamentali come nascita, lavoro,
malattia e morte. L’arte sacra Walser, semplice ma intensa, si manifesta sia
negli edifici religiosi sia negli spazi domestici, sottolineando un legame
profondo tra sacro e quotidiano.
Conclude l’esposizione una sezione speciale dedicata a Hans Anton
Tomamichel (1899–1984). Illustratore, pittore e grafico pubblicitario nato a Bosco Gurin e trasferitosi a Zurigo, Tomamichel sviluppò un linguaggio
originale, nel quale i segni e i colori del mondo rurale alpino si fondono con
una sensibilità grafica di respiro moderno. Profondamente legato al suo
villaggio natale, Tomamichel ebbe un ruolo essenziale nella salvaguardia
dell’identità walser: con il sostegno di Adolf Janner (1896-1974), deputato
al Gran Consiglio ticinese di origine gurinese, si batté per modificare
ufficialmente il nome del paese, da Bosco Vallemaggia a Bosco Gurin.
La Madonna della Neve
Nel suo articolo introduttivo in catalogo, Francesco Paolo Campione
direttore del MUSEC si sofferma su un’opera di singolare bellezza presente
in catalogo, ma non esposizione. Si tratta di una grande scultura
ottocentesca in legno che raffigura la Vergine con il Bambino incoronati. È
chiamata dai Guriner Müatargottus zum Schnee, ovvero «Madonna della
Neve», e ogni anno, il 5 agosto, è portata in processione. La scultura
avrebbe dovuto essere integrata all’esposizione ma, all’ultimo momento, la comunità locale ha preferito non trasferirla, per non correre il rischio che la
sua assenza privasse il villaggio della protezione contro le ostilità della
natura (smottamenti, frane e, soprattutto, le abbondanti nevicate). È il
segno del valore ancora oggi manifestato dall’arte popolare. Come scrive
si legge nell’introduzione, «la vitalità della Madonna della Neve, che è il
legame che la stringe alla comunità dei suoi fruitori, è talmente alta da
oltrepassare il sacro per giungere alla sfera del numinoso».
Il catalogo

Accompagna l’esposizione un catalogo pubblicato nella collana
«Antropunti» del MUSEC a cura di Francesca Pedrocchi & Nora Segreto:
Arte walser. La tradizione di Bosco Gurin, Edizioni FCM, Lugano 2025. Pp.
216. ISBN 979-12-80443-31-1. CHF 32. Contiene un breve articolo
introduttivo di Francesco Paolo Campione («Il valore dell’arte popolare»),
seguito dagli approfondimenti di Francesca Pedrocchi («Il lungo cammino
dei Walser»; «Creatività walser»; «La tradizione artistica di Bosco Gurin»)
e di Nora Segreto («Identità e arte nell’opera di Hans Anton Tomamichel»).
Le schede delle opere sono curate da Nora Segreto.
L’edizione tedesca del volume, sempre nella collana «Antropunti» del
MUSEC (sarà pubblicata all’inizio del 2026). L’attenzione alla salvaguardia
dell’identità linguista dei Walser ha portato inoltre alla decisione comune di
pubblicare anche un opuscolo in Ggurijnartitsch, che riassumerà i temi
essenziali del catalogo e conterrà le immagini di tutte le opere del catalogo
(Edizioni FCM, uscita prevista a inizio 2026).

ARTE WALSER. La tradizione di Bosco Gurin
MUSEC | Museo delle Culture Lugano
Villa Malpensata, via Giuseppe Mazzini 5 | Riva Caccia 5, Lugano (Svizzera)
6 novembre 2025 – 1° marzo 2026

Progetto e produzione
MUSEC-Museo delle Culture, Lugano
Fondazione culture e musei, Lugano
In collaborazione con
Comune di Bosco Gurin
Museo Walserhaus Gurin

Con il sostegno di
Città di Lugano / Repubblica e Cantone Ticino-Fondo Swisslos / Fondazione Ada Ceschin e
Rosanna Pilone, Zurigo

Catalogo
Fondazione culture e musei, Lugano

Orari di apertura MUSEC
lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì: 11-18
sabato, domenica e festivi: 10-18
martedì chiuso
24, 25 e 31 dicembre: chiuso
Tariffe
Intero (da 16 anni): CHF 15.00
Ridotto (senior; studenti universitari; FAI Swiss): CHF 10.00
Ragazzi (6-15 anni): CHF 5.00
Promozione MUSEC Mondays – ogni lunedì entri al Museo a prezzo scontato.
È inclusa nel costo del biglietto la visita alle altre mostre temporanee del MUSEC

Informazioni: Tel. +41(0)58 866 69 60; info@musec.ch
Sito internet e social www.musec.ch
museclugano Musec Museo culture Luga

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