CALENDARIO NUOVE MOSTRE 2026 – CLP

Gennaio
Gennaio offre un programma già ricco di suggestioni. Come quelle di
- Debora Hirsch che, dal 15 gennaio al 15 aprile 2026, sul grande ledwall al piano terra di Palazzo Citterio a Milano, propone Vanishing Trees, una installazione site-specific, a cura di Clelia Patella, che intreccia arte digitale, scienza e memoria.
Il progetto, promosso da Palazzo Citterio e MNAD – Museo Nazionale dell’Arte Digitale, in collaborazione con l’Orto Botanico di Brera dell’Università degli Studi di Milano e con il supporto scientifico del New York Botanical Garden, reinterpreta, attraverso tecnologie generative, le immagini di tre alberi che sono in via di estinzione in natura – Ginkgo biloba, Pterocarya fraxinifolia e Torreya taxifolia -, custoditi dall’Orto Botanico di Brera e classificati dalla IUCN (Unione internazionale per la conservazione della natura), trasformandoli in presenze vive, testimoni di un mondo che resiste al tempo e all’oblio.
- Dal 16 gennaio al 28 febbraio 2026, a THE POOL NYC in Palazzo Fagnani Ronzoni a Milano si tiene il secondo capitolo del format I tempi dello sguardo.
- 90 anni di fotografia italiana in due atti, che ripercorre la storia della fotografia italiana, dal Futurismo alla grande stagione del Neorealismo, dalle ricerche concettuali all’esperienza fondamentale di Viaggio in Italia ideata da Luigi Ghirri.
Questo appuntamento, che propone un percorso composto da 80 fotografie di 28 maestri italiani e internazionali, si concentra su quegli autori che si sono distinti nell’utilizzo del bianco e nero.
Sarà la GNAMC | Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Roma ad accogliere
- dal 19 gennaio al 1° marzo 2026, Promenade, la personale di Maurizio Cannavacciuolo (Napoli, 1954), che si inserisce nella scia delle esposizioni legate alle donazioni d’artista.
Per l’occasione Cannavacciuolo presenta al pubblico un’installazione composta da 4 grandi oli su tela in bianco e nero, davanti ai quali si trovano altrettanti vasi dipinti in ceramica, tutti realizzati tra il 2018 e il 2022.
- Dal 24 gennaio al 14 giugno 2026, Palazzo Martinengo a Brescia dedica un’ampia retrospettiva al Liberty, una tendenza stilistica, diffusasi tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento.
L’esposizione, curata da Manuel Carrera, Davide Dotti, Anna Villari, organizzata dall’Associazione Amici di Palazzo Martinengo, col patrocinio della Provincia di Brescia, del Comune di Brescia e della Fondazione Provincia di Brescia Eventi, si articola in otto sezioni tematiche e presenta oltre cento capolavori, tra dipinti, sculture, affiches, ceramiche, vestiti d’epoca.
Il calendario di gennaio si completa con l’omaggio che Palazzo Citterio a Milano renderà,
- dal 30 gennaio al 26 luglio 2026, a Giovanni Gastel (Milano, 1955-2021), uno dei maestri della fotografia contemporanea, e alla sua parabola artistica, attraverso oltre 250 immagini dalle prime copertine di moda del 1977 agli still life più innovativi, dalle campagne che hanno segnato la storia della moda fino ai ritratti di figure iconiche del nostro tempo, a cui si aggiungono oggetti personali e strumenti di lavoro.
Per la prima volta, una mostra proporrà alcuni dei suoi scritti e delle sue poesie, che sono stati da sempre parti integranti del suo immaginario.
Al Museo MA*GA di Gallarate (VA),
- dal 31 gennaio al 5 ottobre 2026, si terrà la XXVIII Edizione Premio Nazionale Arti Visive Città di Gallarate, dal titolo Arte viva.
Processi performativi e partecipativi come pratica che presenta le opere di cinque artisti – Allison Grimaldi Donahue, Francesco Fonassi, Francesca Grilli, Beatrice Marchi, Martina Rota – che si esprimono attraverso linguaggi performativi capaci di coinvolgere la parola, il corpo, il suono, l’altro. Pratiche che assumono una dimensione processuale e relazionale, interrogando i confini dell’opera e il ruolo stesso del pubblico.
Febbraio
Febbraio ruoterà attorno alle figure di William Kentridge, Beato Angelico e Jack Vettriano.
- Dal 6 febbraio al 5 aprile 2026, la Sala Stirling in Palazzo Citterio a Milano accoglie l’installazione video di William Kentridge More Sweetly Play the Dance insieme con un progetto inedito dedicato a Giorgio Morandi, Remembering Morandi.
L’intervento di Kentridge, si articola in due momenti: una videoinstallazione sonora e una sequenza di sculture in cartone, che reinterpreta poeticamente gli oggetti d’uso quotidiano, protagonisti delle nature morte di Morandi. Un modo per avviare un dialogo ideale con le opere metafisiche del maestro bolognese conservate a Palazzo Citterio. L’iniziativa è parte del programma espositivo curato da Vincenzo Trione che accompagna la mostra di Palazzo Reale Metafisica/Metafisiche, in occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Milano Cortina 2026 e mette in dialogo i maestri della Metafisica con gli “eredi” internazionali e con gli “allievi” del XX e XXI secolo, lungo un unico percorso espositivo che lega Palazzo Reale, Museo del Novecento, Gallerie d’Italia e La Grande Brera.
I Musei Reali di Torino aprono la stagione espositiva con la mostra dossier Beato Angelico negli occhi di Bartholomäus Spranger. Giudizi Universali a confronto.
La rassegna tematica, accolta
- dal 6 febbraio al 3 maggio 2026, nello Spazio Scoperte della Galleria Sabauda, propone, per la prima volta, un confronto diretto tra la straordinaria e pionieristica invenzione iconografica, elaborata da Beato Angelico intorno al 1425-1428, per la rappresentazione del Giudizio Universale nella celebre tavola oggi conservata al Museo di San Marco e l’opera appartenente alle collezioni della Galleria Sabauda, eseguita dal pittore fiammingo Bartholomäus Spranger tra il 1570 e il 1571 per papa Pio V.
Jack Vettriano (1951-2025), artista scozzese da poco scomparso, molto amato e apprezzato dal pubblico italiano e internazionale per le sue opere dal gusto cinematografico e malinconico, sarà protagonista di una retrospettiva, in programma
- dal 12 febbraio al 5 luglio 2026, a Palazzo Velli a Roma.
La mostra, curata da Francesca Bogliolo, organizzata da Chiara Campagnoli, Deborah Petroni e Rubens Fogacci di Pallavicini s.r.l., in collaborazione con Jack Vettriano Publishing, propone oltre 80 opere, tra cui nove olii su tela, una serie di lavori su carta museale a tiratura unica, accompagnare dal ciclo di fotografie scattate nello studio dell’artista da Francesco Guidicini, ritrattista ufficiale del Sunday Times.
Marzo
Palazzo Buontalenti di Pistoia celebrerà,
- dal 6 marzo al 26 luglio 2026, Ettore Sottsass (1917-2007), pittore, grafico, fotografo, figura cardine del design e dell’architettura italiana del Novecento, che ha attraversato l’intero secolo con uno sguardo sempre critico, apparentemente disincantato, ma partecipe e sensibile ai cambiamenti in atto nella società.
L’esposizione, dal titolo Io sono un architetto. Ettore Sottsass, curata da Enrico Morteo, organizzata da Fondazione Pistoia Musei ed Electa, si costruirà attorno al ricco fondo che l’architetto affidò al CSAC di Parma, per rileggere criticamente un trentennio di attività, dall’immediato dopoguerra ai primi anni Settanta.
L’Umbria celebrerà l’ottavo centenario della morte di san Francesco d’Assisi con un grande evento espositivo, in programma
- dal 14 marzo al 14 giugno 2026 alla Galleria Nazionale dell’Umbria a Perugia.
La mostra, GIOTTO e san Francesco. Una rivoluzione nell’Umbria del Trecento, curata da Veruska Picchiarelli ed Emanuele Zappasodi, attraverso oltre 60 opere, realizzate dai suoi protagonisti più rappresentativi, quali Giotto, Simone Martini e Pietro Lorenzetti, si sofferma sul momento epocale in cui il carisma di Francesco incontra il genio di Giotto per dare vita a una rivoluzione che segna la nascita dell’arte moderna.
Anche la fotografia sarà protagonista a marzo.
- Dal 5 marzo al 19 luglio 2026, Palazzo Pallavicini a Bologna ospita un’antologica dedicata a Ruth Orkin (1921-1985), fotoreporter, fotografa e regista statunitense, tra le più rilevanti del XX secolo.
L’esposizione, curata da Anne Morin, organizzata da Pallavicini srl di Chiara Campagnoli, Deborah Petroni e Rubens Fogacci con il coordinamento testi di Francesca Bogliolo, in collaborazione con diChroma photography, patrocinata dal Comune di Bologna, dalla FIAF Federazione Italiana Associazioni Fotografiche e AIRF Associazione Italiana Reporters Fotografi, presenta 187 fotografie, due macchine fotografiche e alcuni importanti documenti, che ripercorrono la traiettoria di una delle personalità più importanti della fotografia del XX secolo e ne considerano il ruolo cruciale nella storia di questo genere espressivo.
La Pieve di San Siro a Cemmo di Capo di Ponte (Bs),
- dal 28 marzo al 17 maggio 2026, accoglie la mostra Terremobili e Terre rupestri di Tullio Pericoli, promossa e curata dall’Associazione d’ADA in collaborazione con l’artista, nata dall’incontro tra il linguaggio artistico contemporaneo e il patrimonio millenario dell’arte rupestre di Valle Camonica, primo sito italiano iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO. Il percorso espositivo presenta 30 opere pittoriche nelle quali Pericoli reinterpreta i segni antichi delle incisioni rupestri come movimento, memoria e trasformazione della terra.
- Da fine marzo a fine agosto, a Brescia, nell’ambito della IX edizione del Brescia Photo Festival, Fondazione Brescia Musei e Comune di Brescia rendono omaggio a Bruce Gilden (New York, 1946), uno dei pionieri della street photography, membro effettivo dell’agenzia Magnum Photos, con un unico progetto composto da due mostre.
Al Museo di Santa Giulia si terrà A closer look, la prima monografica di Gilden in Italia, a cura di Denis Curti, mentre alla Pinacoteca Tosio Martinengo, l’installazione site-specific Grace / Grazia. Bruce Gilden per Raffaello, nella quale sarà esposto il dittico fotografico, commissionato dai Musei Civici di Brescia al fotografo newyorkese, che reinterpreta la “grazia”, esemplificata dalle due opere di Raffaello, in prestito alla mostra Raffaello: Sublime Poetry al Metropolitan Museum di New York
- dal 29 marzo: un’operazione culturale sostenuta dal bando Strategia Fotografia 2025.
Aprile
Il Museo Castello San Materno ad Ascona, sul versante elvetico del lago Maggiore, accoglierà Nostalgia del sud – Artisti tedeschi in Italia 1865-1915, che,
- dal 26 aprile al 26 agosto 2026, presenterà 40 opere, tra disegni, dipinti e sculture, di artisti germanofoni che hanno vissuto e lavorato in Italia tra il 1865 e il 1915.
Nel XIX secolo l’Italia era considerata una meta ambìta dagli artisti di tutta Europa, affascinati dai suoi tesori artistici unici, risalenti dall’antichità al barocco, dai suoi paesaggi variegati e dalla sua incomparabile luce mediterranea. Mentre Otto Greiner, Adolf Hirémy-Hirschl o Sigmund Lipinsky reinterpretano soggetti e ideali classici, Oswald Achenbach e Ludwig Passini si dedicano all’amenità di paesaggi e città, da Venezia a Roma fino a Napoli.
Anche brevi soggiorni lasciano tracce evidenti nelle opere di alcuni artisti: quelle di Anton von Werner, Adolph von Menzel o August Gaul testimoniano infatti il loro intramontabile entusiasmo per il Belpaese.
Maggio
- Mimmo Paladino (Paduli, BN, 1948) torna in un’istituzione pubblica milanese con un progetto, curato da Lorenzo Madaro, realizzato in collaborazione con l’Archivio Paladino appositamente pensato per la Sala Stirling di Palazzo Citterio a Milano.
Dal 14 maggio al 26 luglio 2026, la mostra, dal titolo Paladino, presenta sei scudi monumentali che occupano lo spazio, creando un possibile labirinto di forme e immagini che appaiono e scompaiono sulla superficie materica delle sculture.
Il percorso espositivo propone, inoltre, una selezione ragionata di grandi disegni del 1973, quando Paladino, all’epoca venticinquenne, inizia a sperimentare nuove possibilità di ricerca, guardando al disegno e al colore come una possibile via espressiva lontana dal concettuale all’epoca ancora in auge.
- Dal 26 maggio al 30 agosto 2026, la Pinacoteca di Brera a Milano ospita la prima mostra mai dedicata a Giovanni Agostino da Lodi, uno degli artisti più originali attivi in Italia nei decenni a cavallo del 1500.
L’esposizione è a cura di Maria Cristina Passoni e Cristina Quattrini; il comitato scientifico è composto da Alessandro Ballarin, Francesco Frangi, Mauro Natale, Maria Cristina Passoni, Cristina Quattrini, Edoardo Rossetti, Marco Tanzi.
La vicenda di questo autore, misteriosa per la scarsità di dati biografici, si svolse tra la fine del Quattrocento e i primi anni del Cinquecento, in un quadro di fitte relazioni artistiche fra Milano e Venezia.
È un percorso che si ricostruisce soprattutto per via stilistica, attraverso i confronti con i grandi maestri che Giovanni Agostino poté osservare rielaborandone le influenze in modo assolutamente personale: Bramantino e Leonardo sul versante milanese, Alvise Vivarini, Giovanni Bellini, Boccaccio Boccaccino, Giorgione e Albrecht Dürer su quello veneziano, artisti dei quali saranno presenti in mostra varie opere con prestiti dall’Italia e dall’estero.
- Dal 23 maggio all’11 ottobre 2026, il MA*GA di Gallarate (VA) approfondirà le figure di due importanti protagonisti italiani dell’arte internazionale: Paolo Scheggi e Vincenzo Agnetti.
L’esposizione dedicata a Paolo Scheggi, uno dei maestri più riconosciuti delle indagini sperimentali degli anni Sessanta, erede dello Spazialismo e tra i fondatori della pittura monocroma e oggettuale, curata da Emma Zanella, direttrice del MA*GA e da Ilaria Bignotti, curatrice scientifica dell’Archivio Scheggi, celebrerà l’ingresso dell’opera del maestro toscano dal titolo Struttura modulare (1967), nelle collezioni permanenti del Museo MA*GA, reso possibile grazie alla vincita del bando indetto da PAC-Piano per l’Arte Contemporanea 2025 della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.
Dall’altro lato, il progetto espositivo su Vincenzo Agnetti, maestro concettuale italiano, curato da Alessandro Castiglioni, vicedirettore del MA*GA, pone l’attenzione sullo specifico interesse di Agnetti per la fotografia concettuale e per una pratica che mette al centro la capacità narrativa del frammento fotografico, della sua decontestualizzazione e ricontestualizzazione, l’attraversamento della storia e dei media, il dialogo con la letteratura e con la tecnologia.
IL NUOVO PERCORSO ARCHEOLOGICO DELL’ANTICO PALAZZO DEI VESCOVI
Pistoia, Museo dell’Antico Palazzo dei Vescovi
Dal 19 dicembre 2025
A Pistoia si è aperto il nuovo percorso archeologico del Museo dell’Antico Palazzo dei Vescovi, a conclusione di un intervento di restauro e riallestimento sostenuto da Fondazione Caript, che rende fruibili gli spazi sotterranei dello storico edificio, ampliando l’offerta museale.
Realizzato da Fondazione Pistoia Musei, sotto la direzione di Monica Preti e con la curatela di Cristina Taddei, conservatrice archeologa, il progetto rappresenta uno degli interventi più significativi e innovativi degli ultimi anni. Questa inaugurazione costituisce un ulteriore capitolo nel progetto di restauro e rinnovamento degli allestimenti museali presenti nell’edificio medievale, un luogo che ha accompagnato, con le sue trasformazioni, la storia millenaria di Pistoia intrecciando epoche e comunità diverse attraverso il suo patrimonio di opere e memorie.
Una delle novità è la Sala introduttiva, pensata come prologo alla visita del museo. La sala presenta la storia del palazzo e delle sue collezioni – consultabile attraverso un tavolo multimediale interattivo – e ospita un focus su due sculture antiche, esemplari delle molteplici vicende di cambiamento e trasformazione di uso, provenienza e significati che caratterizzano le opere del passato.
Il nuovo percorso archeologico è arricchito dal progetto multimediale Pistoia Moving Stories, realizzato con NANOF / Filippo Garzella e Filippo Macelloni, vincitore del bando TOCC/PNRR e riconosciuto con il Premio Digitale EssilorLuxottica.
Pistoia Moving Stories introduce strumenti digitali avanzati, tra cui modelli 3D del palazzo e di alcuni manufatti selezionati, affiancati da narrazioni interattive fruibili su tablet in formato scrollytelling, che integrano testi, immagini, video, realtà aumentata e ricostruzioni. Il percorso multimediale è completato da ambienti sonori originali, creati da Marco Bianchi Bandinelli (2eMMe studio). La produzione dei contenuti digitali è stata sviluppata anche con il contributo dell’Università di Genova, responsabile dello studio e del rilievo tridimensionale del palazzo e dei reperti.
Informazioni: www.pistoiamusei.it
COPERTINA: Mostra a Brera sino al 3 maggio 2026 – Giorgio-Armani_Milano-Per-Amore_Pinacoteca-di-Brera_photo-credit-@agnese_bedini-@melaniadallegrave-@dsl__studio_