Guerra ibrida? – Ciber attacchi ai frigoriferi quattro anni fa in Istraele e Russia – cos’è la tecnologia operativa?

“Al lupo, al Lupo!” al primo allarme tutti accorsero, al secondo pure, ma al decimo non accorse nessuno e …arrivò il lupo.

Lipsia, settembre 2026 “La Guerra Ibrida con la Russia è la nuova normalità”; parole della von der Leyen – Ottobre 2025 (Plenaria del Parlamento Europeo a Strasburgo); durante il suo discorso all’Eurocamera la von der Leyen aveva ufficialmente definito le azioni della Russia come una «guerra ibrida» contro l’Europa. 

Guerra ibrida? Si parla di guerra ibrida anche per i frigoriferi riscaldati? Senza avere davvero ancora dimostrato nulla di sicuro? Con tutti gli attori accusati, Russia compresa, che si dicono estranei?

Forse sarebbe meglio riflettere un attimo sulla gravità della parola guerra e delle sue conseguenze. A oggi non ci sono prove sicure che la Russia sia colpevole di tutto quello che sta succedendo in Europa, sarebbe più corretto parlare di minacce. Ma è più facile parlare di “guerra”, se serve a raggiungere i propri scopi; ovvero portare la popolazione europea a condizioni di odio verso Putin e la Russia e quindi essere disposta a fare questa volta si, una guerra vera contro la Russia; come auspicano da anni alcuni paesi dell’nord/est dell’Europa.

L’unica certezza dopo questi episodi è una sola; ci saranno più controlli, più burocrazia, più super-esperti superpagati da tutti noi; come saremo sempre noi a pagare in caso di guerra vera.

Torniamo ai nostri frigoriferi

La tecnologia che si occupa di sorvegliare e supervisionare  i frigoriferi collegati ad internet si chiama tecnologia operativa. E questa tecnologia subisce attacchi da quattro anni;

  • pure l’esercito americano ne ha subito le conseguenze!!!

Cos’è la tecnologia operativa in generale?

Si chiama tecnologia operativa, l’insieme di harware e software progettato per monitorare, controllare e automatizzare i perocessi fisici, i macchinari e le infrastrutture industriali.

E’ proprio questa tecnologia quella attaccata da chi ha sabotato i termomentri di grandi e piccoli venditori di alimentari in Europa, ma anche in sud America.

Un programma può essere ripristinato, una password cambiata, ma il cibo esposto ad alte temperature è danneggiato per sempre. Un modo relativamente semplice, per far parlare di sé e per ottenere qualcosa, ma cosa esattamente?

  • L’Unione Europea imputa tutto al cattivissimo Putin, ma non è forse troppo comodo dire “ha stato Putin”?

Sul rischio di attacchi ai frigoriferi collegati a internet, la comunità era già stata avvisata quattro anni fa,

  • nel 2022 furono attaccati 26 supermercati russi che utilizzavano un sistema di controllo HSM800 e
  • lo stesso anno accadde il medesimo problema ad Israele; semplicemente non avevano cambiato la password di base del sistema, rendendolo facile agli  attacchi informatici.

Anche le basi militari degli Stati Uniti furono attaccate, anni fa, e i loro congelatori riscaldati per danneggiarne irreparabilmente il cibo. Il Pentagono investigò chiamandolo ciberattacco. 

Da vent’anni ci hanno detto che tutto deve essere collegato con intrenet per controllare tutto al meglio, ma saremo noi che pagheremo tutti i danni.

Da anni si bloccano: semafori, apparecchi di allarme, auto, aeroporti, frigoriferi ecc.. e ogni volta un poco di burocrazia in più per “maggior sicurezza”, una nuova assicurazione, una nuova apparecchiatura più “sicura”, un nuovo super-specialista superpagato, che sorveglierà tutto e noi paghereno sempre i conti più salati e ne subiremo i danni.

Per saperne di più, ecco il link con le precisazioni di un vero esperto che dimostra chiaramente come ben altri interessi, non solo economici, stanno dietro a questi attacchi, oltre a una montagna di regole che oberano i venditori e nuove nomine di nuovi esperti del settore; per regolamentare con altra burocrazia anche il più piccolo rivenditore di campagna: https://www.youtube.com/watch?v=BUOWTuRPTBg

Anche il sud America subisce questi attacchi

Diversi supermercati e distributori della grande distribuzione brasiliana hanno dovuto isolare d’urgenza le proprie centraline di controllo dalla rete dopo che alcuni allarmi di “anomalia termica” avevano iniziato a registrarsi nei banchi dei surgelati.

il Cile è risultato essere il secondo Paese latinoamericano per presenza di centraline di condizionamento e freddo industriale esposte a Internet senza protezione (circa il 10% del totale regionale). Catene locali hanno avviato audit di emergenza per evitare l’attivazione remota del ciclo di sbrinamento (lo stesso metodo usato dagli hacker in Europa per far salire le temperature fino a 50 °C).

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